19/05/09 09:28 | autore: Cristiana Vettori video Stampa

Don Luigi Ciotti: “Chiediamo coerenza e senso di responsabilità" 0

A Pisa per l’inaugurazione della bottega “Saperi e sapori della legalità”

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L'incontro più significativo della lunga giornata di Don Ciotti nella nostra città è quello con gli studenti delle scuole superiori: l'occasione è l'inaugurazione del negozio in cui si venderanno i prodotti di Libera, ricavati dalla terre confiscate alla mafia.

Don Ciotti arriva alla stazione Leopolda con un lieve anticipo (è atteso per le 10), si ferma a lungo a osservare i pannelli in cui sono esposti i lavori degli studenti, conversa con gli insegnanti, scherza con i ragazzi, saluta - tante mani tese, tanti che ci tengono a conoscerlo - si siede in seconda fila, accanto all'ex sindaco di Corleone, Pippo Cipriani. Sul palco il vicepresidente della Regione Toscana, Federico Gelli, e Don Armando Zappolini, dell'associazione Libera e di Ora Legale.

Una breve presentazione e il pubblico rumoroso dei ragazzi - saranno circa 250 gli allievi presenti che provengono da molte scuole medie superiori pisane - è tutto suo: il Presidente nazionale di Libera e fondatore del Gruppo Abele si alza per prendere posto sul palco, ma impone un cambiamento di programma. Saranno i ragazzi a parlare prima di lui per presentare i lavori che li hanno visti impegnati quest'anno sui temi della legalità, del contrasto alle mafie, della cittadinanza attiva e responsabile. Parlano gli studenti del Liceo Scientifico Dini che illustrano il progetto "Incontro con la legalità" in cui hanno approfondito i temi della mafia e dell'antimafia con l'aiuto di esperti e testimoni illustri; alcune allieve dell'Istituto Tecnico Pacinotti presentano il progetto con cui la loro classe si è classificata prima in Toscana al Concorso "Giovani imprese di legalità" organizzato dalla Fondazione Falcone, grazie al quale parteciperanno alla "crociera della legalità" in Sicilia il prossimo 23 maggio.

Tanti gli spunti di riflessione che offre il lungo discorso di Don Ciotti: innanzitutto un severo monito ai ragazzi che rumoreggiano. "Mi sono sentito in serio imbarazzo per i vostri compagni che raccontavano le loro esperienze: la legalità è prima di tutto rispetto per l'altro". E ancora: "Qui si parla di morti: non c'è spazio per la superficialità". Ma il monito è soprattutto alla politica: "Chiediamo coerenza e senso di responsabilità; meno parole e più fatti. L'Italia, fra i sessanta paesi più avanzati, è al quinto posto per corruzione: dobbiamo rifiutare, prima di tutto dentro di noi, l'idea di una "legalità sostenibile", che ci porta a cercare compromessi tra ciò che è lecito e ciò che non lo è". L'invito è soprattutto quello di rispettare le regole della nostra Costituzione ("E c'è qualcuno che vorrebbe cambiarla!"), e farla diventare cultura. "Mia sorella Susan - dice Ciotti in uno dei passaggi più toccanti del suo discorso - nostra sorella, è morta pochi giorni fa, sbattuta fra Malta e la Sicilia, è morta di stenti sulla nave che la trasportava verso la "Terra promessa". 3700 persone sono i morti accertati nel Mediterraneo: un grande cimitero in casa nostra. La politica deve dare risposte a questo, ricordando comunque che non ci sono alternative all'accoglienza: bisogna inventarsi di tutto, ma accogliere. Dobbiamo costruire percorsi di giustizia e di legalità per tutti: la strada da percorrere è l'integrazione. Ho proposto alla Regione Puglia, e propongo oggi alla Regione Toscana, di ricordare con una targa Susan, o comunque essa si chiami, sempre che possiamo ricostruire il suo nome: perché anche i segni sono importanti in un momento come questo."

Ciotti rilancia poi da Pisa la richiesta di un Testo Unico della legislazione sui beni confiscati, e di un'Agenzia Nazionale, voluta dalla Commissione antimafia della precedente Legislatura e non ancora realizzata: "In fondo questa richiesta è anche il frutto, il coronamento dei vostri lavori, dei vostri percorsi", dice rivolgendosi agli studenti. Le norme che regolano la materia sono infatti lacunose e ne permettono un utilizzo molto limitato: basti pensare che il 36 per cento dei beni confiscati sono sotto ipoteca bancaria e non possono essere riscossi. Inoltre nessuno è in grado di calcolare l'ammontare esatto del denaro liquido derivante dalle confische.

Nel suo discorso Ciotti ricorda personaggi di spicco nella lotta alla mafia come Antonino Caponnetto e Rosario Livatino, e invita gli studenti a continuare ad approfondire il tema estendendo le ricerche a tutti i campi che sono direttamente collegati agli affari su cui prospera la criminalità organizzata: l'usura, il pizzo, le ecomafie, il caporalato, il lavoro nero, il traffico di stupefacenti e di armi, la prostituzione.
Tante anche le domande degli studenti e di alcuni docenti, che permettono a Ciotti di parlare delle trasformazioni più recenti delle organizzazioni mafiose, oggi in grado di servirsi delle più sofisticate e raffinate tecnologie per realizzare i propri scopi criminali.

Alla fine dell'incontro, Don Ciotti è atteso per "il taglio del nastro" al negozio di Libera: poi, dopo una breve pausa, l'incontro con gli amministratori nella sala delle Baleari.
Con Pippo Cipriani, Don Armando Zappolini e l'assessore Marilù Chiofalo, la giornata si conclude presso il cineclub Arsenale con la proiezione del film Fortapàsc di Marco Risi, che ricostruisce l'omicidio del giornalista Giancarlo Siani ucciso dalla camorra nel1985, a soli 26 anni.

Cristiana Vettori

Inaugurata da Don Ciotti la bottega di Libera a Pisa - di Chiara Martina

La Vignetta - Luca Ricciarelli

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