Imprenditore, milanese, iscritto alla Lega Nord dal lontano 1987. Non è il profilo di un candidato Sindaco di qualche città lombarda: perchè Roberto Sala, 67 anni, corre per la presidenza della Provincia di Pisa. Designato, in questo difficile incarico, dalla Lega Nord sezione Toscana, dal Partito del Popolo della Libertà, da La Destra e dai Pensionati Democratici Italiani.
Lo abbiamo incontrato nella hall dell'albergo "Repubblica Marinara", in zona Cisanello, durante una iniziativa di campagna elettorale.
Lei si candida alla Presidenza della Provincia di Pisa. E' da sempre militante della Lega Nord, e ha fatto parte della sezione milanese del Carroccio. Non si sente un po' un "corpo estraneo" qui in Toscana?
Per niente. Anzitutto, io vivo e lavoro qui in Toscana da quarant'anni, e non mi sento un corpo estraneo.
E poi, guardi che la Lega non è affatto un fenomeno del Nord. Lo spirito leghista è ovunque: al Nord, al Sud, al Centro. La Lega è un'idea di libertà, che riguarda tutti i popoli, tutti gli individui. Personalmente, sono stanco di questa imposizione comunista - anzi, chiamamola oppressione comunista - sul settore economico e di libertà. Noi vogliamo la libertà, vogliamo essere liberi nelle nostre azioni e nel nostro vivere...
Come si concretizza questa idea di libertà nell'amministrazione di una provincia? Facciamo degli esempi, scendiamo nel concreto...
Io ho impostato il mio programma a partire dal concetto - a cui personalmente tengo molto - di buona amministrazione. Credo che questo sia un valore fondamentale, tanto più nel nostro territorio: perchè qui si sono fatte spese folli, spese che non hanno nessun senso logico. Anzi, diciamolo meglio: si sono fatte delle spese la cui unica finalità era quella di costruire consenso elettorale.
Qui tutti - i Comuni, la Provincia, la Regione - dicono che mancano le risorse. Non è vero. Il problema è che le risorse sono spese male.
Può farci degli esempi?
Beh, pensiamo solo alle spese più grosse. La vicenda della tenuta Gaslini, oppure l'acquisto della Scuola di S. Miniato che non potrà mai avere l'agibilità... Ma sono solo degli esempi. E' tutta la politica provinciale che è fatta di spese inutili.
Questa campagna elettorale avviene in un periodo di drammatica crisi economica. Quali sono a suo avviso i problemi specifici del nostro territorio, e cosa può fare un'amministrazione provinciale per affrontarli?
Debbo fare una premessa. La Provincia di Pisa ha il 40% delle attività industriali e imprenditoriali della Regione. Che abbracciano un po' tutti i settori: dalla concia delle pelli nella zona del Cuoio al settore meccanico in Valdera e non solo, dal settore nautico sul Litorale al turismo, fino allo straordinario comparto agricolo diffuso in tutte le zone. E' un territorio molto ricco, vitale, che può offrire opportunità straordinarie per uscire dalla crisi. Ma occorre una politica seria in questa direzione.
Mi pare che un problema decisivo sia quello delle infrastrutture. E non c'è bisogno di fare molti discorsi, perchè i cittadini vedono, conoscono e capiscono bene la situazione. Tutti noi abbiamo viaggiato sulla famosa "FI-PI-LI": una strada, diciamo così, tristemente nota agli automobilisti, per la condizione di degrado in cui si trova. Ma basta spostarci di pochi chilometri per trovare realtà ancora peggiori: pochi giorni fa ero a Santa Luce, per andare da quelle parti si impiegano tempi sproporzionati, assurdi. E vogliamo parlare della Volterrana? Vanno messe a posto tutte le infrastrutture stradali.
Siamo messi male anche dal punto dei vista dei collegamenti ferroviari. E non basta intervenire sui treni e sui binari: servono anche parcheggi, perchè la gente arriva in macchina e vicino alle nostre Stazioni non ci sono parcheggi. E poi, i treni dopo mezzanotte non ci sono.
Firenze vorrebbe fare il nuovo Aeroporto. Con un treno decente, dall'aeroporto di Pisa si arriva alla Stazione di Santa Maria Novella a Firenze. Ora io le racconto una piccola cosa che mi è successa pochi giorni fa: per andare alla RAI di Firenze partendo dall'aeroporto di Firenze ho impiegato un'ora e mezza. Allora ditemi perchè bisogna impiegare soldi pubblici per l'aeroporto nel capoluogo toscano, quando si potrebbe semplicemente fare una linea ferroviaria decente da Pisa a Firenze.
Pisa ha la fortuna, diciamo così, di trovarsi al centro dei collegamenti toscani: è vicina al capoluogo, ma è vicina anche al Porto di Livorno, ed è un nodo ferroviario strategico per tutto il Centro Italia. Perchè non investiamo su queste straordinarie opportunità del nostro territorio? Perchè non lavoriamo ad una politica seria di marketing territoriale?
Valorizzare il sistema produttivo, costruire marketing territoriale, predisporre nuove infrastrutture. Lei parla di iniziative dirette soprattutto alle imprese. Ma le prime vittime della crisi non sono soprattutto i lavoratori? Che cosa intende fare su questo versante?
Devo dire che su questo si fa molta retorica, e non si vedono i nodi reali. Si parla sempre di crisi, di disoccupazione, di interventi a favore dei lavoratori: dalla cassa integrazione agli aiuti sociali. E ovviamente sono d'accordo, ci mancherebbe.
Ma se i nostri lavoratori soffrono così tanto la crisi, non capisco perchè bisogna far venire nuovi lavoratori dall'estero. Lavoratori dall'estero? A che servono? Mi si deve spiegare a chi serve tutta questa immigrazione, quando abbiamo migliaia di persone senza lavoro...
Dunque, lei ritiene che l'immigrazione vada fermata?
Guardi, io vivo in un piccolo paese della provincia di Pisa. E sento spesso il Sindaco che dice di non avere più risorse per gli asili nido, per cui i cittadini dovranno pagarseli da soli. Poi vado a vedere, e mi chiedo: quanti affitti si pagano agli extracomunitari? Quanto buoni spesa si danno agli extracomunitari? E ci sono i pensionati italiani che non hanno nemmeno la pensione minima, che non vedono un euro di aiuto dal Comune.
Allora dico: prima pensiamo ai nostri, a quelli che ci sono già. E non parlo solo degli italiani, ma anche degli extracomunitari in regola, quelli che lavorano. Poi, se del caso, se abbiamo le risorse, potremmo pensare di far venire gli altri.
Le lancio una provocazione: lei è d'accordo con i "rimpatri assistiti" e con l'ordinanza antiborsoni del Sindaco Filippeschi?
Guardi, sui rimpatri Filippeschi ha fatto solo campagna elettorale per il suo partito. Perchè, alla fin fine, i rimpatri cosa sono stati? Hanno mandato a casa sì e no cinque famiglie, ma non hanno risolto nulla, i problemi sono rimasti tutti.
Quella dell'ordinanza antiborsoni è una buona idea. Ma la dovrebbero applicare veramente. Secondo me gli abusivi andrebbero fermati direttamente alla Stazione. Se io sono un commerciante, e davanti al mio negozio c'è uno con il tappetino che vende la mia stessa merce, ma la vende taroccata a metà prezzo, capisce che c'è un problema. Io, commerciante, pago le tasse, ho dei dipendenti, ho una struttura visibile, e questo mi fa concorrenza sleale davanti al mio negozio? E' evidente che mi arrabbio.
Quindi secondo lei l'ordinanza antiborsoni è una buona idea?
E' una buona idea senz'altro. E' un'idea di civiltà. E badi bene, è una questione di civiltà anche per gli extracomunitari. Perchè non è accettabile che noi facciamo venire qualcuno dall'estero che poi va a dormire sotto i ponti. Mi pare però che le politiche locali vadano in altra direzione. E penso soprattutto alla legge regionale sull'immigrazione, quella promossa dal Presidente Martini. Che è una legge anticostituzionale: la nostra Carta fondamentale stabilisce che è lo Stato - non la Regione - a fare le politiche dell'immigrazione. La vogliamo rispettare la nostra Costituzione?
Veramente, nella legge regionale si prevedono interventi socioassistenziali urgenti e indifferibili. Significa che, per esempio, in caso di emergenza freddo io posso dare un ricovero provvisorio anche a chi si trova per strada senza documenti. Non le sembra una questione minima di civiltà?
No, guardi, le cose non stanno così. Il problema non è quello del ricovero. Guardi, voglio fare una premessa. Io penso che non esista un paese solidale come l'Italia. L'anno scorso abbiamo dato qualcosa come quindicimila permessi di soggiorno per i rifugiati politici: quindicimila, non due. Però, dico io: va bene, se uno ha bisogno di aiuto noi non rifiutiamo l'accoglienza, ci mancherebbe. L'Italia non ha mai rifiutato l'accoglienza. Però noi non vogliamo l'invasione.
E poi, perchè non si dicono le cose come stanno? Qui c'è gente che porta i disperati sui barconi e li fa attraccare a Lampedusa. E cento anni fa, quando gli immigrati sbarcavano negli Stati Uniti, i guidatori dei barconi venivano chiamati schiavisti. Ora come li chiamiamo? Io continuo a chiamarli schiavisti. Sono gli schiavisti dell'era moderna. Noi non vogliamo fermare questo fenomeno?
Però gli immigrati che sbarcano a Lampedusa non sono schiavisti...
No, certo. Ma vogliamo far entrare tutti qui? Che stiano a casa loro. In Africa non è mai morto nessuno di fame: l'Africa non è solo il deserto che ci fanno vedere. Vuole degli esempi? La Rhodesia, che ora si chiama Zimbabwe, era il granaio dell'Africa: ora si trova in condizioni di estrema povertà perchè c'è un dittatore. Il Ruanda è come la Svizzera: ci sono montagne, boschi, è un posto bellissimo. E' stato devastato dalla guerra. La Nigeria ha una ricchezza di petrolio immensa. Noi siamo solidali, ma bisogna aiutarli a casa loro, nei loro paesi. La gente non va sradicata dal proprio territorio.
Un tema molto dibattuto, in Provincia di Pisa, riguarda il ciclo dei rifiuti e la sua gestione. Quali sono le vostre proposte in questo senso?
La politica dei rifiuti in Toscana è tutta da rifare. Di tanto in tanto emergono degli scandali di cui poi non si parla più. Mancano le piattaforme per la selezione dei rifiuti. E poi, non si capisce bene come viene gestito il ciclo dei rifiuti in queste zone. Serve una maggiore trasparenza.
Che significa "maggiore trasparenza"?
Beh, pensiamo solo alla miriade di municipalizzate, aziende pubbliche di vario tipo, che ci sono in Provincia. A chi servono? Perchè si sono costituite, perchè abbiamo affidato loro i servizi?
Dunque, lei propone la gestione diretta dei Comuni e delle Province?
No, non dico questo. Ma quando si affidano i servizi all'esterno, si fa una gara pubblica aperta: e il privato che offre il servizio di miglior qualità a costi minori vince la gara. Non capisco perchè gli enti pubblici devono costituire aziende pubbliche: che poi sono solo luoghi di spartizione del potere politico. Torniamo al mercato, e rispettiamo le regole del mercato. Il pubblico deve essere l'arbitro del mercato: non può fare anche il giocatore...
Nel quadro delle politiche ambientali c'è anche la questione del Parco di Migliarino - S. Rossore - Massaciuccoli. Negli ultimi tempi si discute molto di questa area protetta, con riferimento soprattutto alle problematiche dell'IKEA a Migliarino e del Porto sul litorale pisano. Quale è la sua opinione al riguardo?
La gestione del Parco andrebbe tolta a quelli che attualmente lo amministrano. Questo mi sembra un primo punto, semplice se vuole, ma fondamentale: perchè il Parco è gestito male, e se si vogliono cambiare le cose bisogna partire di qui.
Non mi pare proprio che l'IKEA rovini il Parco, anche perchè si trova al di fuori del suo territorio di competenza. Si sono fatte cose indecenti in questi anni lungo la Superstrada: penso all'Ipercoop di Navacchio, o all'altra COOP a Empoli dove addirittura si è fatta una terza uscita empolese sulla superstrada, solo per portare i clienti al supermercato. E adesso ci si scandalizza per l'IKEA? Mi pare che, se vogliamo proprio metterla da questo punto di vista, un centro commerciale a Migliarino sarebbe davvero il minore dei mali...
Per quanto riguarda il Porto a Marina di Pisa, mi pare una cosa davvero ridicola. Vorrebbero fare un porticciolo per pochissime barche, costruendolo alla foce di un fiume. In questo modo, il porto sarebbe perennemente insabbiato, e di fatto non servirebbe a nessuno. In compenso, c'è tutta la parte immobiliare dietro, ed è quella la sostanza dell'affare. Un'operazione tutta speculativa che non serve al territorio.
Dunque, lei è contrario al porto di Marina?
Certo che sono contrario. E non ho alcuna difficoltà a dirlo. Le dirò di più: sul Litorale pisano c'è un problema generale di cattiva amministrazione. Nella zona tra Marina di Pisa fino al Calambrone ci sono aree verdi di grande pregio, che sono sporche, tenute male e pericolose. E poi, scusi: quale altro territorio ha le pinete che arrivano fino al mare? Noi abbiamo questa fortuna, ma la gente non ci può andare. Le pare ragionevole tutto questo?
I cittadini vanno a Tirrenia, a Marina, e non hanno parcheggi. Un tempo c'era la ferrovia che arrivava a Marina e a Calambrone, perchè non la rimettiamo in funzione?
So che queste mie affermazioni potranno stupire un certo elettorato di sinistra. La Lega ama profondamente il territorio, anzi il programma leghista è fondato proprio sulla valorizzazione dei territori. Noi amiamo la nostra terra. E la gente lo sa, lo capisce.
Torniamo alla questione del Parco. Il Ministro leghista Calderoli propone la soppressione dei parchi regionali, e il passaggio della loro gestione alle Province. Cosa pensa di questa idea?
Si tratta chiaramente di politiche nazionali, che vengono decise in altra sede. Per quanto mi riguarda, posso dirle che il problema fondamentale non è tanto chi gestisce un'area protetta, quanto come la gestisce. E se penso a come è tenuta oggi la tenuta di S. Rossore, a come è amministrato il Litorale pisano, mi metto le mani nei capelli... Il nodo è sempre quello della buona amministrazione: e su questo, chi ha governato finora non mi pare davvero che abbia fatto buone cose.
Poi, se vogliamo davvero ragionare sulle modalità di gestione del Parco, bisogna fare un discorso un po' più generale. La nostra Costituzione ci dice che lo Stato di articola in Comuni, Province, Regioni e Stato centrale. E si tratta, badi bene, di organi elettivi. Sono gli organi elettivi che devono gestire i territori. Tutto il resto andrebbe abolito: dalle Comunità Montane a tutti i consorzi. Che non sono elettivi: sono luoghi di spartizione del potere che non servono a nessuno.
Intervista a cura di Sergio Bontempelli
Leggi anche le interviste agli altri candidati:
- Ad Andrea Pieroni (PD-IdV-Socialisti-Sinistra)
- Ad Andrea Corti (Rifondazione-Comunisti Italiani)
- A Maurizio Lucchesi (UdC)
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2009/06/02 11:06:55 Gabriele Fruzzetti ma questo è un candidato o un clown???
"in Africa nessuno è mai morto di fame" la frase sintetizza l'intelligenza dell'intervistato, se i leghisti fossero davvero interessati a fermare l'immigrazione dall'africa potrebbero cominnciare a votare in Parlmento contro gli interventi militari nei paesi arabi, che servono solo a farci ottenere petrolio a basso costo, potrebbero rinegoziare i trattati commerciali che impediscono ai paesi dell'africa di esportare prodotti fini e semilavorati, sottoposti a tassazioni altissime, e tassare invece l'esportazione delle materie prime che vengono saccheggiate senza lasciare nessuna ricchezza al paese d'origine, oppure potrebbero proporre un cetificato sulle materie importate ch garantisca il rispetto dei diritti umani da parte della multinazionale he opera nei paesi d'estrazione. La verità è che la Lega è un partito schiavista che vuole "schiavi negri" in africa e schiavi clandestini nelle cantinee delle case italiane, visto che un clandestino è molto più ricattabile di un regolare e può lavorare per molto meno senza protestare.
Noto che comunque cc'è una certa assonanza con il PD su questo tema