10/06/09 08:44 | autore: Francesco Auletta Stampa

Guazzini: “Il consiglio provinciale di Pisa si sposta a destra” 0

L'ex-assessore alle politiche sociali della Provincia di Pisa evidenzia la sua preoccupazione per la presenza della Lega e analizza il voto nel territorio pisano

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Intervistiamo Manola Guazzini, ex-assessore alle politiche sociali della giunta Pieroni che in questa tornata elettorale ha sostenuto il candidato di Rifondazione Comunista e Comunisti Italiani, Andrea Corti, per analizzare le novità principali di queste ultime elezioni provinciali visto il suo privilegiato punto di osservazione.

Come valuta il risultato del candidato Andrea Corti, sostenuto dal suo partito (i Comunisti Italiani) e da Rifondazione?

Noi come lista di Rifondazione e dei Comunisti Italiani siamo abbastanza soddisfatti del risultato. Abbiamo preso circa il 7 %, anche se non è detto che ciò abbia una adeguata rappresentanza in consiglio, perché pare che passi solo il candidato alla Presidenza Andrea Corti e che il seggio in ballo venga vinto dalla Lega.
Se consideriamo anche il risultato di Sinistra e Libertà che ha appoggiato Pieroni, la sinistra si attesta intorno al 10,7%: un risultato comunque inferiore a quello di 5 anni fa, quando Donatella Salcioli, che si presentava contro Pieroni, prese l'11,1% ed i Comunisti Italiani che erano in maggioranza si attestarono al 4,4%. Quindi rispetto a 5 anni anni fa complessivamente vi è un calo, ma possiamo registrare una tenuta ed un incremento rispetto al risultato delle europee che è stato del 5% circa.

Quali altri dati significativi emergono da questa tornata elettorale?

Guardando i collegi ci sono dei risultati importanti nei comuni della Valdicecina dove il Partito Democratico ha perso, e ciò si è riflettuto poi anche nelle elezioni per la nomina dei sindaci di queste città. Noi come lista abbiamo ottenuto il 10,24 a Pomarance, il 9,4 a Volterra, oltre l'11 a Castelnuovo Val di Cecina. Questi dati premiano anche un lavoro che in campagna elettorale con il candidato Corti e la lista abbiamo iniziato a fare: lavorando nei territori e facendo partire la nostra campagna proprio da queste zone più periferiche.

In quali zone Pieroni è allora riuscito a mantenere i consensi per vincere al primo turno?

Io credo che Pieroni abbia vinto grazie ai consensi ottenuti nella zona del Cuoio ed in parte nella Valdera. Ne sono anche una dimostrazione gli ottimi risultati di Sanavio, di Millozzi che vince a Pontedera, di Gabbanini che con il 56% conquista San Miniato, e non è un caso che Enrico Letta sia andato proprio nella zona del Cuoio a fare campagna elettorale. In questo territorio al contempo si registra un nostro calo: a San Miniato, ad esempio, abbiamo perso circa 1.000 voti rispetto al 2004. Su questo comune c'è stato un forte lavoro del Pd perché scontava una situazione di difficoltà e di divisioni che vi erano state anche sulla "questione primarie": e così è scattato un impegno forsennato.

Anche a Santa Croce e Castelfranco il PD correva il rischio di perdere e c'è stato un impegno maggiore, e penso che sia scattata tra gli elettori anche la preoccupazione del voto utile. In queste zone vince, però, la parte più moderata del Partito Democratico, quanto meno a Santa Croce e Castelfranco; ma al contempo noi abbia perso voti e ciò ha avvantaggiato Pieroni.

Complessivamente Pieroni ha vinto con con lo 0,4% in più rispetto alle elezioni del 2004, mentre di solito al secondo mandato si vince con qualcosa in più visto che si è governato, anche se non nego che il quadro è cambiato. Un ultimo dato da tenere in considerazione è che l'UDC non ha tenuto rispetto alle europee e forse se il loro risultato fosse stato diverso non so se Pieroni avrebbe raggiunto lo stesso risultato al primo turno.

Quali novità presenterà il consiglio provinciale rispetto a quello attuale sul fronte della maggioranza?

Rispetto al 2004 il quadro muterà e non in meglio, come vorrei provare ad argomentare.

Per quanto riguarda la maggioranza nel 2004 in consiglio, ex-DS e ex-Margherita avevano 18 consiglieri compreso Pieroni, di cui 14 ex-DS, 3 ex-Margherita più il Presidente della Provincia, e a questi si aggiungeva uno dei comunisti italiani. Ora il PD ha ottenuto, invece, 15 consiglieri più Pieroni, e completeranno la maggioranza due consiglieri dell'Italia dei Valori e uno della Sinistra. La lista di Di Pietro avrà, quindi, un peso importante e secondo quanto si legge sui giornali farà valere il suo risultato chiedendo due assessorati importanti se non anche la vicepresidenza.

E sul fronte dell'opposizione?

Qui arrivano le novità più preoccupanti.

Il PDL cresce. Nel 2004, erano stati eletti 6 consiglieri fra Forza Italia ed An e due dell'UDC (Mezzanotte e Lucchesi). Ora il Partito di Berlusconi ha preso 8 seggi, e per la prima volta entrano in consiglio due eletti della Lega. Questo fatto che la Lega faccia il suo ingresso in consiglio provinciale non è cosa da poco. Il dato che emerge è quello quindi di un consiglio provinciale spostato più a destra, con la semplice presenza della Lega, e speriamo che la sinistra nella maggioranza tenga e non si sposti più a destra tutto il consiglio provinciale.

Lei descrive un quadro molto negativo del futuro consiglio provinciale. Quali potrebbero essere le ripercussioni politiche negative sulle scelte della Provincia?

Nonostante la presenza della Lega io mi auguro che proseguano tutte le iniziative e le attività fatte dal mio assessorato in materia di immigrazione e politiche sociali, e su cui Pieroni ha espresso giudizi positivi. Lo stesso Presidente della Provincia ha chiuso la campagna elettorale dicendo che farà svolgere anche le elezioni del consiglio provinciale degli stranieri.

E' vero che i consiglieri della Lega sono due, ma non sottovaluterei il fatto che il consiglio provinciale si è proprio spostato a destra, anche dal punto di vista delle culture politiche. Pieroni ha parlato di continuità con il precedente mandato, ma mi pare che andiamo verso una discontinuità spostata sempre più a destra e verso un versante moderato.

Nella scorsa legislatura vi erano 5 consiglieri di "sinistra" e questo oggi non c'è. Infine occorre poi capire ed analizzare le appartenenze dei vari eletti del PD per comprendere quale indirizzo e quale impostazione ha prevalso in questo partito.

Quale è stato il limite più forte della vostra lista?

Noi abbiamo un elettorato che ci vota con costanza. Il nostro problema è che dobbiamo recuperare un rapporto anche culturale con la gente che è fuori dai nostri circuiti. Occorre andare fra la gente, parlare, anche scontrarci con posizioni fortemente dialettiche.

Va reimpostato un lavoro culturale e capillare sul territorio, se no poi la gente vota Lega come è avvenuto in questa occasione. Nel mio seggio a Ponte Egola ho visto moltissime schede per il partito di Bossi, prima non mi era mai capitato. Questo è un dato veramente allarmante.

Ma nella provincia di Pisa da chi ha preso i voti la Lega?

Non so rispondere con precisione a questa domanda, non so se il voto alle Lega arriva purtroppo anche da pezzi di elettorato che dovremmo intercettare o che dovremmo rappresentare noi.

E questo mi preoccupa, perchè siamo in una situazione di forte crisi, di guerra fra poveri, e nella guerra fra poveri o si cerca di fare un lavoro di coesione e un ragionamento di classe, o altrimenti prevale il leghista che dice che l'immigrato è il mio antagonista, mentre può essere un operaio come te.

La gente che non arriva a fine mese, che è in cassa integrazione o è licenziata: è questo il problema su cui anche e soprattutto noi dobbiamo riflettere. Non voglio solo criticare e valutare gli gli altri, voglio partire dalla esperienza di questa lista comunista a cui serve un ragionamento serio sul territorio.

Un ultimo dato che emerge da queste elezioni è la presenza di numerose liste civiche. Cosa ne pensa?

Il fenomeno delle liste civiche è un dato su cui riflettere. In diverse elezioni non solo della Val di Cecina non solo si sono presentante ma hanno anche vinto.

Penso che il motore di questo fenomeno siano la disaffezione e la sfiducia nei partiti, sfiducia che io non condivido ma che esiste. La partecipazione al comitato sulla singola battaglia sta prevalendo in molti casi su culture ed idee di appartenenza alle singole forze politiche.

Questo è un aspetto su cui ragionare visto anche la natura di queste liste civiche, che mi sembra sia più spostata sul centro-destra. Il PD perde in molti di questi luoghi dove sono state presentate queste liste. In generale il PD ha avuto un calo e certo non può cantare vittoria. A Volterra, a Pomarance a Castelnuovo la gente ha dato un segnale di protesta. Anche il Partito Democratico inizia ad avere un controllo meno forte sul proprio elettorato. Questi risultati dovrebbero anche far riflettere il partito di Franceschini sul continuare sulla strada dell'autosufficienza.

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