È il primo consiglio comunale dopo le elezioni, quello di ieri alla Sala delle Baleari. La tornata elettorale, come noto, non ha investito direttamente il Comune di Pisa: ma molti consiglieri sono stati impegnati, in qualità di dirigenti politici, o di militanti dei rispettivi partiti, nella competizione conclusasi il fine settimana scorso. Abbiamo chiesto ad alcuni di loro un parere sul responso delle urne.
Decide di non esprimersi la Presidente del Consiglio Comunale, Titina Maccioni: «qui a Palazzo Gambacorti ricopro un ruolo istituzionale, non politico: preferisco lasciare ad altri il parere sul voto», ci dice cortesemente.
Il Partito Democratico
Per il Partito Democratico parla Ranieri del Torto, capogruppo in consiglio comunale. «Mi pare positivo», spiega, «il risultato ottenuto da Andrea Pieroni, che è stato riconfermato al primo turno come Presidente della Provincia. Il successo della coalizione ha tanto più valore, in quanto è avvenuto in un momento indubbiamente difficile a livello nazionale. Segno che l'amministrazione uscente ha lavorato bene, e riscuote la fiducia dei cittadini».
Del Torto non nasconde le difficoltà del suo Partito: «abbiamo perso voti anche in queste zone, che sono le nostre tradizionali roccaforti», riconosce, «ma un dato che mi sembra importante sottolineare è che i voti sono andati ad altre forze politiche della coalizione, come l'Italia dei Valori. A Pisa, dunque, si conferma la fiducia degli elettori nei confronti del centro-sinistra nel suo complesso».
L'Italia dei Valori
L'Italia dei Valori, come noto, non è rappresentata in consiglio comunale. Ma in Giunta c'è l'assessore Antonio Cassone a dare voce al partito di Di Pietro. «A Pisa», dice l'assessore, «il nostro movimento ha registrato il più alto risultato nei capoluoghi di provincia toscani: alle europee siamo attorno al 9%, alle provinciali guadagniamo due consiglieri, entriamo nei consigli comunali di Pontedera e S. Giuliano Terme».
È visibilmente soddisfatto, Antonio Cassone. E, per quanto riguarda l'Italia dei Valori, ribadisce l'alleanza con il PD: «siamo uno dei puntelli decisivi del centro-sinistra in tutta la provincia, e vogliamo rafforzare la coalizione, perché nelle amministrazioni in cui siamo presenti stiamo lavorando bene».
Il centro-destra
Sul fronte del centro-destra, chiediamo un parere a Diego Petrucci. «A livello nazionale», ci spiega il consigliere PdL, «lo schieramento di centro-destra ha ottenuto i risultati migliori del dopoguerra, e non possiamo che essere soddisfatti. A livello locale le cose sono più complesse, e meritano un supplemento di riflessione».
«Non c'è dubbio», argomenta Petrucci, «che il Partito Democratico sia in crisi di consenso anche da queste parti. Tuttavia, il dato che mi sembra più significativo riguarda la flessione di tutti i partiti: chi guadagna voti sono soprattutto le liste civiche, quelle che presentano un forte radicamento territoriale, che rilanciano le identità cittadine. È un dato, questo, che deve far riflettere tutti».
La sinistra
Per «La Sinistra» interviene invece Carlo Scaramuzzino. «I risultati complessivi», spiega, «sono dal nostro punto di vista preoccupanti: di fatto, l'evoluzione del dibattito politico-culturale di questi ultimi mesi si è tradotta nel successo della Lega. Che, per la prima volta, entra anche nelle nostre zone».
D'altra parte, Scaramuzzino esprime un giudizio positivo sui risultati della sua forza politica: «Una forza giovane, nata da pochi mesi, ancora sconosciuta e senza mezzi, ha raggiunto alle elezioni provinciali circa il 4%, affermandosi in tutte le zone della provincia. Mi pare un risultato positivo, che ci spinge a rafforzare il percorso di Sinistra e Libertà: nelle prossime assemblee nazionali, il gruppo pisano proporrà che Sinistra e Libertà si costituisca in soggetto politico».
Maurizio Bini di Rifondazione Comunista si dichiara «allo stesso tempo ottimista e pessimista». «Un moderato ottimismo», dice Bini, «mi viene dal fatto che la sinistra, pur in quadro storico molto difficile, recupera un po' di terreno rispetto alle scorse politiche». «Se sommiamo i voti della lista comunista e di Sinistra e Libertà», prosegue l'ex assessore, «emerge un risultato migliore rispetto a quello della Sinistra Arcobaleno. Segno, questo, che c'è ancora spazio per le forze politiche che propongono un'uscita da sinistra alla crisi economica».
Ma l'ottimismo di Bini è solo parziale. «In primo luogo», spiega, «non possiamo nasconderci la vittoria delle destre un po' ovunque, e l'avanzata di un partito come la Lega Nord anche in Toscana. In secondo luogo, il risultato elettorale ci chiede di unire le sinistre: non per fare un partito o una lista unica, ma per cominciare a unire le forze su terreni concreti, su proposte di alternativa alle politiche dominanti. Ma in alcune organizzazioni della sinistra non vedo questa disponibilità».
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