Si è riaperta in questi giorni la polemica sui "rimpatri assistiti", previsti dal Comune per i Rom rumeni presenti in città.
Come noto, nei mesi scorsi l'amministrazione aveva predisposto un piano di rientro in Romania per quanti ne facessero apposita richiesta, prevedendo un "bonus" monetario variabile dai 500 ai 1.500 euro (a seconda della consistenza del nucleo) per le famiglie che intendessero ritornare al loro paese di origine, e il viaggio su pullman appositamente allestiti dalla Croce Rossa.
Ora, il centro-destra ha chiesto di discutere in consiglio comunale di tutte le iniziative messe in campo dalla Giunta sul capitolo immigrazione: l'argomento approderà in Sala delle Baleari nelle prossime settimane, e l'assessore competente in materia, Paola Ciccone, sta elaborando una relazione informativa per i consiglieri. «Forniremo al consiglio e alla città tutti i dati relativi alle presenze nel territorio, e daremo conto delle iniziative messe in campo dalla Giunta», spiega la stessa assessora, raggiunta al telefono da Pisanotizie.
Nei giorni scorsi il quotidiano locale La Nazione ha pubblicato un'inchiesta sui campi rom in città, parlando di un aumento delle presenze sia nell'insediamento di Ponte delle Bocchette che in quello dell'Aurelia. Un aumento che, però, viene smentito sia dai volontari dell'associazione Africa Insieme sia dalla stessa amministrazione comunale. Le presenze, secondo queste fonti, sarebbero rimaste costanti.
L'assessore Ciccone non ha voluto anticipare i contenuti della sua relazione al consiglio comunale. Ha affermato, però, che l'amministrazione starebbe pensando a nuovi sgomberi nei campi. In effetti, le famiglie rom avrebbero ricevuto nei giorni scorsi dalla Polizia Municipale un'intimazione a lasciare gli insediamenti in cui abitano. Alle famiglie, che chiedono dove poter andare, non è stata fornita alcuna soluzione alternativa. Ricordiamo che i Rom rumeni, in quanto cittadini dell'Unione Europea, non possono essere espulsi dal territorio nazionale.
Su questo punto, l'assessore Ciccone punta ad incoraggiare il rientro volontario in Romania. «Altre famiglie ci hanno chiesto di partire», spiega, «e noi faremo il possibile per aiutarle a farlo». È dunque alle porte una "seconda fase" dei rimpatri, che coinvolgerà altri nuclei. A questa iniziativa, però, potranno accedere solo le persone censite dalla Polizia Municipale entro il 30 Aprile scorso. Il limite temporale è stato predisposto per evitare un possibile «effetto richiamo» di famiglie che vengono a Pisa solo per accedere al rimpatrio e al relativo "bonus".
La "seconda fase" rischia però di creare qualche grattacapo alla Giunta Filippeschi. Da tempo molte famiglie Rom hanno chiarito di non volersene andare da Pisa: e a termini di legge hanno il diritto di rimanere. La richiesta che fanno all'amministrazione è quella di affrontare il problema della discriminazione abitativa. «Noi vogliamo restare qui», aveva affermato una giovane rom in un'intervista rilasciata all'inizio di Aprile a Pisanotizie, «vogliamo trovare una casa e pagarci un affitto da soli: ma quando andiamo alle agenzie e diciamo che veniamo dal campo nomadi, ci rispondono che nessun proprietario vuole dare casa a noi».
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