Un Partito Democratico "senza torcicollo": che guarda cioè in avanti, senza volgere lo sguardo alle proprie spalle, alle appartenenze passate, ai partiti fondatori (DS e Margherita). Così Federico Gelli, vicepresidente della Regione Toscana ed esponente del PD, ha sintetizzato il senso della "mozione Franceschini".
I sostenitori del segretario nazionale uscente si sono dati appuntamento ieri, nella sede del PD provinciale di Via Fratti, per illustrare il senso della loro proposta in vista del congresso: alla conferenza stampa hanno partecipato lo stesso Federico Gelli, l'ex Rettore e sottosegretario all'Università Luciano Modica, il segretario cittadino del Partito Nicola Landucci, l'ex capogruppo in consiglio comunale Fabiano Corsini e Valentina Settimelli, già assessore della Giunta Filippeschi.
Ad insistere sul carattere innovativo della proposta Franceschini è intervenuto Gelli: "vogliamo", ha spiegato, "dare un messaggio forte: il Partito Democratico deve superare le appartenenze originarie. Perchè il Pd oggi non è la semplice sommatoria dei DS e della Margherita, è un partito nuovo, fatto di iscritti e militanti giovani e del numeroso popolo delle primarie. Dobbiamo perciò guardare in avanti, superare gli steccati ideologici, cogliere la novità della proposta politica del Partito Democratico".
Che cosa significhi partito nuovo lo ha spiegato Luciano Modica, che ha accettato da pochi giorni l'incarico di coordinatore provinciale della mozione Franceschini: "Il Partito Democratico", ha spiegato l'ex sottosegretario, "sta dando una lezione di democrazia all'Italia e all'intera Europa: non sono molte le forze politiche nel Vecchio Continente che eleggono un segretario con procedure democratiche e trasparenti". "Di solito", ha aggiunto, "quando si fa un congresso si sa già in anticipo il nome del segretario. Noi siamo qui ad attendere un'elezione dagli esiti assolutamente aperti".
Il nodo delle alleanze e la polemica con la Sinistra
Ma il ragionamento dell'ex Rettore non si limita ai giochi interni al Partito: secondo Modica, un PD che "guardi in avanti" deve ragionare in modo diverso anche sulle alleanze. E qui non sono mancati i riferimenti polemici alle forze di Sinistra (Sinistra e Libertà, Rifondazione, Comunisti Italiani).
"Quando ero sottosegretario", ha spiegato Modica, "ho assistito alla scena del mio Ministro Fabio Mussi - persona di grande spessore politico e umano - che scendeva in piazza contro il suo stesso governo. E' chiaro che così non si va lontano: chi si candida a governare un paese deve condividere un programma di governo con tutti i suoi alleati".
Dunque, ha concluso Modica, "il PD non deve fare alleanze solo per vincere le elezioni: le alleanze si fanno quando si condivide un programma di Governo". Il che significa - ha incalzato Gelli - che l'esperienza dell'Unione, dell'alleanza con le forze di sinistra, è superata dalla storia: "al tempo del Governo Prodi ci siamo alleati con forze politiche che avevano altri programmi, ovviamente rispettabili e legittimi, ma diversi dal nostro". Nessuna alleanza con la Sinistra, dunque? "Il problema non è se allearsi o meno", spiega Gelli, "la questione vera è che bisogna condividere i programmi di governo".
La legge elettorale: no al proporzionale
Insomma, la proposta politica della mozione Franceschini è quella di un Partito che si candida a governare il paese, che non si limita a fare alleanza per vincere le elezioni. E qui torna il nodo della legge elettorale.
"All'interno del Partito", ha spiegato ancora Modica, "c'è chi subisce la fascinazione della legge proporzionale. Si parla di modello tedesco, che per l'Italia significa un ritorno indietro: si avrebbero così governi formati dopo le elezioni, alleanze che si costruiscono in Parlamento. Così non si garantisce la governabilità".
"Noi", ha concluso Federico Gelli, "vogliamo un'Italia dove i cittadini possano scegliere gli uomini che li governano. Questa è la vera novità del PD".
Un partito "nè solido nè liquido"
Infine, gli esponenti della mozione Franceschini si sono soffermati sul modello di partito. "In genere", ha esordito Federico Gelli, "si parla in termini chimici: c'è chi sostiene il partito solido, quello delle sezioni, degli iscritti, dei militanti, e chi il partito liquido, d'opinione". Ma, per Fabiano Corsini, si tratta di una falsa alternativa: "nella nostra mozione si parla esplicitamente di un partito radicato nel territorio, presente nelle città e nei quartieri. Questo non deve però significare un arroccamento, un ritorno a modelli passati".
"Noi", ha spiegato ancora Luciano Modica, "pensiamo ad un partito che valorizzi tutte le forme di partecipazione, che oggi sono variegate e plurali: ci sono gli iscritti, i militanti, quelli che sostengono ogni giorno il partito col loro lavoro volontario; ci sono i semplici elettori; ma anche coloro che vanno a votare per le primarie, o coloro che sostengono solo alcune campagne del partito. Dobbiamo saper valorizzare questa ricchezza".
La mozione Franceschini si organizza
A concludere la conferenza stampa è intervenuto Nicola Landucci: che ha illustrato i prossimi passi dei sostenitori del segretario.
Oggi alle 21.30, nella spazio dibattiti della Festa del PD a Pisa, sarà presente Dario Franceschini. Lunedi 27 Luglio alle 17, alla Casa della Cultura di Firenze, si terrà l'assemblea regionale dei sostenitori della mozione. Infine - ha annunciato Landucci - chi volesse contattare il comitato Franceschini di Pisa può farlo telefonando al 334-2078880 o scrivendo a franceschinipisa@gmail.com oppure a comitatofranceschini@pdpisa.it.
Leggi anche la lettera di Giacomo Sanavio sul congresso del PD.
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