Il
rapporto Ecomafia 2009 presentato da Legambiente fotografa una situazione
preoccupante per quanto riguarda gli illeciti ambientali, che non risparmia la
nostra regione. La Toscana si colloca infatti al settimo posto nella classifica
nazionale, dopo Campania, Calabria, Sicilia, Puglia, Lazio, e Sardegna, con
1.462 infrazioni accertate nel 2008, che equivalgono al 5,7% del totale
italiano: 1391 le persone denunciate e 388 i sequestri effettuati. E sebbene si registri un calo degli illeciti
del 13,5% rispetto all'anno precedente, il business dell'ecomafia continua a
godere di ottima salute.
A
primeggiare in negativo è la provincia di Livorno, con 344 infrazioni
accertate, 436 persone denunciate e 133 sequestri effettuati. Seguono Firenze,
Siena, Lucca, Grosseto, Massa Carrara, Arezzo, Pisa, Pistoia e Prato.
Sale
al sesto posto la Toscana nel settore del cosiddetto "cemento
mafioso", in cui l'ecomafia trova il suo terreno più fertile. Con 498
infrazioni accertate (il 6,6% del totale), 714 denuncie e 91 sequestri
effettuati, il settore del cemento conferma la sua vocazione a luogo deputato
al riciclo dei proventi delle attività criminose. Il ciclo illegale del
cemento, una delle principali entrate della criminalità organizzata e in
massima parte realizzato grazie alla connivenza di dipendenti pubblici
corrotti, si è diffuso in Toscana anche in luoghi di pregio come l'Argentario.
Qui un maxi blitz coordinato della Squadra mobile di Grosseto ha consentito di
sgominare una rete criminale composta da ricchi proprietari di immobili,
imprenditori, funzionari e amministratori comunali, responsabile di numerosi
abusi edilizi.
In
questo settore la provincia di Pisa si colloca al settimo posto, con 16
infrazioni accertate, 22 persone denunciate e 2 sequestri eseguiti.
"Il
2008 è stata un'ottima annata per l'ecomafia Spa - ha detto Baronti - grazie
alla gestione "parallela" del ciclo dei rifiuti, quella del ciclo del cemento e
il racket degli animali a cui si aggiungono quelli relativi alla cosiddetta
archeomafia e zoomafia".
A
confermare le parole del presidente di Legambiente Toscana sono anche i dati
relativi al traffico illecito dei rifiuti, a cui la nostra regione contribuisce
con un 6,1%, pari a 231 infrazioni accertate, al totale nazionale. Inchieste in questo campo sono state aperte
in sei province: Firenze, Livorno, Lucca, Massa Carrara, Pisa e Siena. E
proprio la provincia di Pisa, che si colloca all'ottavo posto della classifica
regionale, è stata protagonista di una delle prime operazioni mese in atto per
contrastare il traffico di veleni. Gli uffici di una ditta di Castelfranco di
Sotto, operante nel settore del trattamento, stoccaggio e recupero di rifiuti
pericolosi, sono stati perquisiti dai carabinieri del Noe di Firenze, che hanno
proceduto al sequestro di un capannone in cui erano state ammassate circa 170
tonnellate di rifiuti speciali.
A
Massa è stata invece condotta un'operazione che ha portato alla scoperta di
un'attività organizzata per il traffico illecito di rifiuti: farmaci
abbandonati in un garage, scarti industriali smaltiti illegalmente, aziende che
stoccavano residui di lavorazioni in modo difforme rispetto a quanto stabilisce
la legge, fatturazioni false, materiali spacciati per altri.
"A
fronte di un attacco indiscriminato alla salute dell'ambiente e dei cittadini
non corrisponde una seria presa di posizione da parte del Governo- ha
commentato Antonio Pergolizzi, della Direzione
Nazionale Legambiente - dove la proposta di trasformare tutti i reati
ambientali in delitti, inserendoli nel nostro codice penale langue da diverse
legislature in Parlamento. A ciò si aggiunge il pericoloso disegno di legge
Alfano che vorrebbe mettere una stretta alle intercettazioni telefoniche che,
qualora venisse approvata così com'è in Senato, impedirebbe alle forze
dell'ordine di utilizzarle nelle inchieste contro i trafficanti di rifiuti".
Ottavo
posto per la Toscana nel campo della zoomafia: 174 infrazioni accertate con una
percentuale sul totale del 5,4%, 151 denunce e arresti e 125 sequestri
effettuati. Diminuiscono i combattimenti tra cani, mentre restano stabili le corse
clandestine di cavalli, cresce invece il traffico di cuccioli di cani e la
macellazione clandestina, le scommesse e il giro di sostanze dopanti, i bocconi
avvelenati, il bracconaggio e la caccia di frodo.
Per
quanto riguarda le archeomafie e i reati commessi a danno del nostro patrimonio
storico-culturale la Toscana si colloca al terzo posto, con con 127 furti su un
totale del 12,3%. In aumento quelli nei musei e gli scavi clandestini e il
numero delle persone denunciate.
Diminuiscono
infine gli incendi rispetto all'anno precedente grazie alla corretta
manutenzione dei boschi, al maggiore utilizzo da parte delle amministrazioni
comunali del catasto, dotato di un'apposita cartografia delle aree che sono
state percorse dal fuoco, all'attività di controllo e repressione svolta dalle
Forze dell'ordine, in particolare dal Corpo Forestale dello Stato.
"L'ecomafia
si conferma essere un fenomeno che riguarda l'intero territorio nazionale - ha
sottolineato Pergolizzi - gli autori dei crimini peggiori contro l'ambiente non
sono solamente le organizzazioni criminali di tipo mafioso, quanto piuttosto
colletti bianchi, funzionari pubblici corrotti e imprenditori senza
scrupoli."
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