24/07/09 09:28 | autore: Francesca Parra Stampa

Legambiente: ecomafie, un'economia che non sembra subire la crisi 0

Il presidente Baronti:"Nel 2008 il business dell’ecomafie riporta numeri davvero inquietanti"

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Il rapporto Ecomafia 2009 presentato da Legambiente fotografa una situazione preoccupante per quanto riguarda gli illeciti ambientali, che non risparmia la nostra regione. La Toscana si colloca infatti al settimo posto nella classifica nazionale, dopo Campania, Calabria, Sicilia, Puglia, Lazio, e Sardegna, con 1.462 infrazioni accertate nel 2008, che equivalgono al 5,7% del totale italiano: 1391 le persone denunciate e 388 i sequestri effettuati.  E sebbene si registri un calo degli illeciti del 13,5% rispetto all'anno precedente, il business dell'ecomafia continua a godere di ottima salute.

A primeggiare in negativo è la provincia di Livorno, con 344 infrazioni accertate, 436 persone denunciate e 133 sequestri effettuati. Seguono Firenze, Siena, Lucca, Grosseto, Massa Carrara, Arezzo, Pisa, Pistoia e Prato.

Sale al sesto posto la Toscana nel settore del cosiddetto "cemento mafioso", in cui l'ecomafia trova il suo terreno più fertile. Con 498 infrazioni accertate (il 6,6% del totale), 714 denuncie e 91 sequestri effettuati, il settore del cemento conferma la sua vocazione a luogo deputato al riciclo dei proventi delle attività criminose. Il ciclo illegale del cemento, una delle principali entrate della criminalità organizzata e in massima parte realizzato grazie alla connivenza di dipendenti pubblici corrotti, si è diffuso in Toscana anche in luoghi di pregio come l'Argentario. Qui un maxi blitz coordinato della Squadra mobile di Grosseto ha consentito di sgominare una rete criminale composta da ricchi proprietari di immobili, imprenditori, funzionari e amministratori comunali, responsabile di numerosi abusi edilizi.

In questo settore la provincia di Pisa si colloca al settimo posto, con 16 infrazioni accertate, 22 persone denunciate e 2 sequestri eseguiti.
"Il 2008 è stata un'ottima annata per l'ecomafia Spa - ha detto Baronti - grazie alla gestione "parallela" del ciclo dei rifiuti, quella del ciclo del cemento e il racket degli animali a cui si aggiungono quelli relativi alla cosiddetta archeomafia e zoomafia".

A confermare le parole del presidente di Legambiente Toscana sono anche i dati relativi al traffico illecito dei rifiuti, a cui la nostra regione contribuisce con un 6,1%, pari a 231 infrazioni accertate, al totale nazionale.  Inchieste in questo campo sono state aperte in sei province: Firenze, Livorno, Lucca, Massa Carrara, Pisa e Siena. E proprio la provincia di Pisa, che si colloca all'ottavo posto della classifica regionale, è stata protagonista di una delle prime operazioni mese in atto per contrastare il traffico di veleni. Gli uffici di una ditta di Castelfranco di Sotto, operante nel settore del trattamento, stoccaggio e recupero di rifiuti pericolosi, sono stati perquisiti dai carabinieri del Noe di Firenze, che hanno proceduto al sequestro di un capannone in cui erano state ammassate circa 170 tonnellate di rifiuti speciali.

A Massa è stata invece condotta un'operazione che ha portato alla scoperta di un'attività organizzata per il traffico illecito di rifiuti: farmaci abbandonati in un garage, scarti industriali smaltiti illegalmente, aziende che stoccavano residui di lavorazioni in modo difforme rispetto a quanto stabilisce la legge, fatturazioni false, materiali spacciati per altri.

"A fronte di un attacco indiscriminato alla salute dell'ambiente e dei cittadini non corrisponde una seria presa di posizione da parte del Governo- ha commentato  Antonio Pergolizzi, della Direzione Nazionale Legambiente - dove la proposta di trasformare tutti i reati ambientali in delitti, inserendoli nel nostro codice penale langue da diverse legislature in Parlamento. A ciò si aggiunge il pericoloso disegno di legge Alfano che vorrebbe mettere una stretta alle intercettazioni telefoniche che, qualora venisse approvata così com'è in Senato, impedirebbe alle forze dell'ordine di utilizzarle nelle inchieste contro i trafficanti di rifiuti".

Ottavo posto per la Toscana nel campo della zoomafia: 174 infrazioni accertate con una percentuale sul totale del 5,4%, 151 denunce e arresti e 125 sequestri effettuati. Diminuiscono i combattimenti tra cani, mentre restano stabili le corse clandestine di cavalli, cresce invece il traffico di cuccioli di cani e la macellazione clandestina, le scommesse e il giro di sostanze dopanti, i bocconi avvelenati, il bracconaggio e la caccia di frodo.

Per quanto riguarda le archeomafie  e i reati  commessi a danno del nostro patrimonio storico-culturale la Toscana si colloca al terzo posto, con con 127 furti su un totale del 12,3%. In aumento quelli nei musei e gli scavi clandestini e il numero delle persone denunciate.

Diminuiscono infine gli incendi rispetto all'anno precedente grazie alla corretta manutenzione dei boschi, al maggiore utilizzo da parte delle amministrazioni comunali del catasto, dotato di un'apposita cartografia delle aree che sono state percorse dal fuoco, all'attività di controllo e repressione svolta dalle Forze dell'ordine, in particolare dal Corpo Forestale dello Stato.

"L'ecomafia si conferma essere un fenomeno che riguarda l'intero territorio nazionale - ha sottolineato Pergolizzi - gli autori dei crimini peggiori contro l'ambiente non sono solamente le organizzazioni criminali di tipo mafioso, quanto piuttosto colletti bianchi, funzionari pubblici corrotti e imprenditori senza scrupoli."

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La Vignetta - Luca Ricciarelli

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