11/08/09 08:36 | autore: Francesco Auletta Stampa

Complesso "Marchesi": le prime osservazioni contro la demolizione 7

Arch. Cesana: "l'amministrazione pubblica non è stata capace di gestire la struttura". Arch. Cascella: "un'operazione mossa da interessi immobiliari"

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"Annullare la prevista demolizione del complesso scolastico Concetto Marchesi ed ogni possibile cambio di destinazione d'uso". Con questa richiesta si concludono le due osservazioni che gli architetti Carlo Cesana e Pasquale Cascella hanno presentato al Comune di Pisa in questi giorni. Infatti entro il 29 agosto possono essere depositate presso gli uffici del Comune, da parte di singoli cittadini ed associazioni, osservazioni alla variante al regolamento urbanistico adottata il 6 maggio del 2009.

Tra le oltre 40 schede di cui è composta la variante, che ha trovato la contrarietà di numerose associazioni, comitati di cittadini (come quelli di Sant'Ermete e del CEP), una scheda riguarda specificamente il complesso Concetto Marchesi a Cisanello. Il Comune prevede la demolizione degli edifici scolastici ed il cambio di destinazione d'uso per quei terreni, con l'intenzione di farne aree ad uso residenziale e commerciale. In breve tempo la demolizione del complesso Marchesi è diventato un caso nazionale, con un appello firmato da centinaia di intellettuali, architetti ed esponenti della cultura a difesa dell'edificio progettato e costruito dall'architetto Luigi Pellegrin.

Nonostante questa importante mobilitazione politica, sociale e culturale il consiglio comunale ha confermato la decisione, ed in questi giorni si moltiplica in rete l'appello a preparare documenti ed osservazioni da consegnare in Comune per riuscire a bloccare questa decisione.

Nel suo testo l'architetto Carlo Cesana ricorda "l'aspetto sociale nel campo del lavoro edile dell'architetto Pellegrin" e "l'impegno progettuale nel considerare lo spazio didattico un valore aggiunto nella formazione dei giovani", per cui il Complesso Marchesi non è solo "uno dei pochi esempi esistenti in Italia di scuola aperta ma anche uno spazio aperto ed intellegibile con chiarezza nella molteplicità delle disposizioni funzionali".

"La demolizione di un tale edificio - si legge nel documento - rappresenterebbe una grave offesa, oltre che all'intera comunità cittadina, anche ai promotori e collaboratori dell'opera, ai lavoratori che l'hanno eseguita e a tutti gli studenti, professori e cittadini che l'hanno frequentata".

" E' impensabile - scrive Cesana - che una pubblica amministrazione che non ha saputo gestire e mantenere una struttura pubblica come il complesso scolastico Marchesi (che quindi non ne ha compreso il valore), che in circa 30 anni di gestione ha operato interventi di manutenzione come quelli di coprire con lastre di alluminio la copertura e di costruire cancellate sullo spazio pubblico al piano terreno, possa oggi deliberarne la demolizione dichiarando obiettivi di migliore assetto urbanistico della zona e proponendo: in un primo momento, l'utilizzazione dell'area dismessa per la costruzione di 240 alloggi e, successivamente, di un centro di uffici prevalentemente pubblici (salvo, magari, poter tornare successivamente, con un'altra variante, alla prima idea: un grande affare per i palazzinari). Emerge quindi anche una grande confusione di idee. Tutto ciò è impensabile! Ma, purtroppo, è la realtà che emerge da queste contraddittorie ed incredibili decisioni prese non nel sud d'Italia, ma in una regione che può vantarsi di essere stata la culla della cultura italiana".

Sulla stessa lunghezza d'onda anche le osservazioni e le critiche contenute nel testo presentato da Pasquale Cascella. L'architetto replica punto per punto alle argomentazioni addotte dal Presidente della Provincia di Pisa in una intervista pubblicata dal Tirreno il 30 maggio del 2009, in cui Pieroni spiega le ragioni per cui occorre demolire il "Concetto Marchesi". In primo luogo Cascella contesta il fatto che non vi sia alcuno studio, relazione ad opera di consulenti e commissioni che possa giustificare questa decisione, sia dal punto di vista economico sia da quello strutturale, diversamente da ciò che afferma il presidente della Provincia.
In particolare, rispetto all'affermazione di Pieroni secondo cui "una eventuale ristrutturazione avrebbe un costo doppio rispetto ad una costruzione ex novo", Cascella replica: "Chi ha proferito queste parole avrebbe il dovere di dimostrarle con adeguata documentazione; diversamente, queste "stime tecniche" potrebbero assumere la connotazione di notizie finalizzate ad esagerare i costi di manutenzione per giustificare un'operazione immobiliare sempre più fosca, ancorché improponibile. Corre l'obbligo al Comune di Pisa di approfondire, con un vero studio di fattibilità, il bilancio costi‐benefici di quest'assurda previsione di demolizione che rappresenta un misfatto culturale, oltre che un grave, errato e colpevole atto amministrativo".

L'architetto tiene a sottolineare il valore culturale e sociale del complesso Marchesi che "costituisce il punto di arrivo di un'intera ricerca sull'organismo scolastico avviata in Italia, a partire dagli anni sessanta, per superare una tipologia scolastica, di stampo ottocentesco, che era diventata del tutto inidonea ad ospitare una nuova forma di insegnamento e di apertura della scuola al quartiere che l'evoluzione sociale e industriale, sviluppatasi in Italia nel dopoguerra, richiedeva".

"Dobbiamo fermare questa operazione - conclude Cascella nella sua osservazione - perché ne va della stessa immagine dell'Italia. Dire Pisa nel mondo significa nominare una delle città italiane più note. Significa far pensare alla città dove da più secoli viene mantenuta in piedi una torre inclinata. Non è immaginabile, nel mondo, che in questa terra non si sappia rifare un manto impermeabile o correggere l'acustica di un complesso scolastico. E' invece immaginabile che l'operazione sia mossa da interessi immobiliari non certo favorevoli agli utenti della scuola ed ai cittadini di Pisa e provincia, i quali, con le loro opinioni, stanno dimostrando che la scuola di Pellegrin è apprezzata ed ampiamente utilizzata; se ne fossero privati, oltre alla scuola, perderebbero anche un insieme di dotazioni sportive e culturali che, come nessuna altra scuola ‐ forse anche a livello nazionale ‐ la Marchesi offre".

Questi sono i primi documenti con cui l'amministrazione comunale si dovrà confrontare in merito alla decisione di demolire il complesso Marchesi, ma già numerosi altri sono in preparazione in vista della scadenza fissata per il 29 agosto. Saprà l'amministrazione comunale ascoltare queste critiche e tornare sui suoi passi?


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Questo articolo contiene 7 commenti.

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2009/09/21 23:09:31 RENZO MARRUCCI Perfettamente condivisibili le ossevazioni riportate nell'articolo relativamente alla pretestuosità economica degli adeguamenti manuten
tivi che non sono stati apportati alla C. Marchesi. In questo episo
dio della volontà demolitoria si rivela la vera qualità culturale di una amministrazione ormai vecchia e non più all'altezza di seguire i tempi e le problematiche correnti. Sono tuttavia convinto che si cambierà rotta e decisione... sarebbe troppo grossa e avrebbe costi in termini politici e culturali non solo a Livello di Pisa e del suo territorio. Per cui per necessità o per intelligenza qualcuno si sveglierà dal torpore se è puramente culturale altrimenti ci sarà da esprimere seri e serissimi dubbi. L'opera non ha ancora i cinquanta anni previsti per essere vincolata e tutelata ma è comunque un opera che rientra nel novero delle architetture da proteggere e la mobili
tazione intellettuale che vi è lo dimostra con inequivocabilità. Considererei la necessità di interpellare il ministero nel settore che si occupa di architettura moderna al più presto possibile. Bastano
un certo numero di intelletuali locali e di architetti per scrivere al ministro Bondi mandando gli articoli e i commenti e quanto necessità a dimostrare la volontà di non far demolire l'architettura sempre che non l'abbiate già fatto. Forza Pisa e forza Toscana !

2009/09/20 13:09:47 RENZO MARRUCCI Drugo Lebowski fa osservazioni di buon senso e anche se non ha capito alcune cose importanti sulla lega Nord tuttavia recupera sulla C. Marchesi con un atteggiamento critico più evoluto rispetto a Giannet
ti che rimane bloccato su una vecchia e nostalgica concezione educa
tiva. Atteggiamento quest'ultimo che la dice lunga sulla cultura tradizionalistica e burocratica locale.

2009/08/11 19:08:27 luigi giannetti Ti ripeto sono d'accordissimo con te però secondo me il problema più grosso riguarda l'espansione edilizia: ti rendi conto cosa si vuole creare davanti all'esselunga... provincia, comune tribunale, uffici vari, complesso marchesi ed addirittura ITIS e Fascetti...questo significa stravolgere un piano regolatore ed andare a sovraccaricare un'area già troppo affollata (pensa al nascente parco delle torri)...
Per esempio nel caso dell'ITIS non c'è neanche la scusa della struttura non funzionale, in quanto l'edificio è in buono stato e funzionale...

2009/08/11 14:08:41 drugo lebowski Ok,
non metto in dubbio che il Complesso Marchesi possa avere numerose falle (sia dovute all'incapacità di tenerlo in buono stato, sia perchè in alcuni aspetti può esser stato progettato male).
Del resto non mi riesce essere un perfezionista e quindi non mi aspetto opere umane infallibili o non migliorabili. Non credo però che chi spippola sull'urbanistica pisana abbia intenzione di far funzionare il cervello per risolvere un problema nel modo giusto.
Se poi c'è da demolire si demolisce anche (in questo caso non sono d'accordo però), quello che non sopporto è che questi amministratori cercano di far passare tutto come normale o indispensabile a far muovere l'economia.
Ecco, questa cosa secondo me non è democraticamente sostenibile, poi sono d'accordo con te che su questo piano si rischia di allontanarci dal problema. Ma, per quanto io possa essere affezionato al Marchesi (non sono pisano e non ci sono andato a scuola), io penso che la crisi della politica italiana abbia i soliti sintomi e patologie: con la dovuta differenza sugli effetti non vedo grosse distinzioni fra lapolitica della Lega sulle ronde e quella del PD pisano sull'urbanistica.

2009/08/11 13:08:41 luigi giannetti si sono d'accordo con te però credo davvero che il Marchesi non sia più funzionale, tanto per fare un esempio ti chiederei di provare a passare una mattinata in una delle aule esposte a sud, ti sembrerà di esser stato in un forno. Inoltre torno a ripetere che l'architetto che ha progettato quest'opera non sapeva assolutamente cosa significa razionalizzare gli spazi.
Sono d'accordo con te anche riguardo le idee politiche, ma credo che in questo caso si rischi di allontanarci troppo dal problema se ci mettiamo la politica.
Io ti ripeto qualunque soluzione la scuola deve rimanere in quell'area, spostarla significherebbe come hai detto anche tu speculazione immobiliare.
Inoltre come ho gia detto nel prg, davanti al centro commerciale Pisanova è previsto il parco centrale, considerando che si vogliono spostare in quell'area provincia, tribunale, comune (forse anche le poste)ed in questo modo anche la nuova scuola, che fine farà il parco? Una variante del genere stravolge il prg...

2009/08/11 12:08:35 drugo lebowski Io credo che la demolizione di un'opera sia da evitare finchè possibile (a parte ovviamente robe tipo il muro israeliano o gli scempi sul mare, per i quali c'è da vergognarsi a non riuscirci).
Naturalmente in alcuni casi è l'unica soluzione, e devo ammettere che mi ha sempre affascinato la tecnica delle implosioni. Dei veri flash...
Una cosa che però non riesco proprio a tollerare è quando qualcuno cerca di trasformare una propria colpa in un'opportunità, sbattendosene oltretutto del contributo di chi è obiettivamente più capace e competente.
La faccenda del Marchesi è nitidissima.
Se un amministratore dichiara che va demolito, contestualmente dovrebbe dimettersi, in quanto sta ammettendo che la colpa è sua.
Perchè o l'ha approvato, o non l'ha impedito, o semplicemente (come in questo caso) non ha saputo mantenerlo.
Se un'opera non funziona si devono valutare altre soluzioni, diverse dalla demolizione. Se però non ci sono alternative vuol dire che il danno è talmente grosso che quell'amministratore deve pagare, ovviamente anche se la colpa non è sua direttamente ma magari dei suoi predecessori.
Sono sempre più convinto che non ci sia cattiveria o secondi fini nel PD pisano, sì forse l'obiettivo è fare una speculazione immobiliare ma direi che ormai abbiamo buttato giù tanta merda che questo mi sembra il problema minore.
Questi amministratori sono scarsi, incapaci e ignoranti. Pare che la rivoluzione di internet e delle telecomunicazioni in generale se la siano persa (mi fa ridere che il PD faccia politica su facebook) e credano che con la loro spocchia da eletti del popolo (come Silvio...) abbiano il dovere di spacciare un errore per un'idea innovativa.
Ma davvero pensate che le persone ci credano? Chi ha paura del potere o lo venera sicuramente sì, ma il mondo intero non si può permettere di mantenere più queste persone, che tanto moriranno di stress e di paura ben prima che gli venga toccato un capello.
Da diversi anni c'è stata un inversione di tendenza che nessun politico ha saputo cogliere, a parte un apolitico chiamato Grillo. La nuova generazione è precaria, incazzata e competente. Se il PD non capisce questa cosa verrà spazzato via. E anche se non è il mio partito e non ci ho mai creduto nemmeno per sbaglio, credo che l'Italia non si possa permettere di gettare la spugna definitivamente e lasciare campolibero a Berlusconi.
Eppure in casi come questo il PD è ancora più irritante, vorrebbe spacciarsi per riformista, democratico, di sinistra, e poi sceglie come modus operandi sceglie strade ridicole come la demolizione del Marchesi.
Via...

2009/08/11 10:08:29 luigi giannetti Io sono sempre della stessa idea demolizione o meno l'area deve rimanere pubblica. Per me la soluzione sarebbe demolire pian piano la struttura esistente ricostruendola a partire dal campo di atletica, alla fine il campo di atletica sarebbe ricreato dalla parte opposta all'attuale, inoltre una maggiore razionalizzazione degli spazi permetterebbe di avere più posto sia interno che esterno.
In questo modo si eviterebbe di occupare una nuova area (davanti all'esselunga, dove teoricamente doveva sorgere il cosidetto parco centrale)

"Fatti sentire, non farti strozzare. No all'usura" - di Chiara Martina

La Vignetta - Luca Ricciarelli

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