04/09/09 09:21 | autore: Sergio Bontempelli Stampa

Franceschini a Pisa: "per un PD di opposizione" 0

Il segretario nazionale incontra i cittadini al Bar Salvini sulle Piagge. Duro attacco al Governo Berlusconi: “sulla crisi nessuna risposta”

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«Pisa può rappresentare un territorio ideale per far ripartire un nuovo progetto di paese». Così il consigliere comunale Antonio Mazzeo apre l'incontro con il segretario nazionale del PD Dario Franceschini, al Bar "Salvini" sulle Piagge. Un luogo inconsueto per un incontro politico: ma la scelta degli organizzatori non è casuale. «Potevamo tenere questa assemblea in una delle tante sedi del nostro partito», spiega ancora Mazzeo, «ma abbiamo preferito non chiuderci nelle nostre stanze: per questo abbiamo scelto un locale pubblico, un simbolo di questa città».

Una città che, per i sostenitori del segretario, è uno dei luoghi-chiave della possibile ripresa dell'Italia dalla crisi economica: «in questo territorio», spiega Mazzeo, «si lavora molto sul nesso tra ricerca scientifica e innovazione produttiva: qui vi sono tre Università, qui si investe nel trasferimento tecnologico e nello sviluppo innovativo, qui si impiega il 3% del Prodotto Interno Lordo in ricerca. Così dovrebbe funzionare tutta l'Italia».

Franceschini: "il governo non affronta la crisi"

Gli organizzatori dell'incontro, insomma, sono decisi a parlare dei problemi del paese. «Il prossimo congresso del PD», spiega Dario Franceschini in apertura del suo discorso, «deve essere un'occasione per discutere dei problemi veri dei cittadini: il lavoro, la crisi economica, le politiche sociali. Se ci chiudiamo nelle nostre stanze a dividerci su questioni interne è una sconfitta per tutti».

Dunque, l'obiettivo del segretario nazionale non è solo quello di presentare la sua candidatura alla riconferma dell'incarico, e quella di Agostino Fragai alla guida del PD toscano. I nodi su cui intende sollevare l'attenzione del pubblico sono quelli della crisi economica: e, su questo, il segretario uscente non esita ad attaccare duramente le scelte del Governo Berlusconi.

«La maggioranza non ha preso nessun provvedimento per affrontare la crisi», dice Franceschini, «si è limitata a dire che prima o poi i problemi finiranno. Ma chi non arriva alla fine del mese, chi ha perso il lavoro, chi non riesce a mandare avanti la propria impresa non ce la fa più a sentirsi dire "arrangiatevi fino alla ripresa"».

Il segretario non nasconde il suo sostegno nei confronti dei lavoratori che, negli ultimi mesi, hanno scelto forme di lotta clamorose, come nel caso dell'INNSE. «Il Governo non fa nulla per sostenere i redditi, per aiutare chi lavora: e allora succede che la gente, per farsi ascoltare, sceglie forme di lotta nonviolente e clamorose, sale sui tetti in segno di protesta».

Franceschini si sofferma anche sul tema della scuola: «ieri ho incontrato alcuni insegnanti precari», spiega, «mi dicevano che perderanno il lavoro. Quello della scuola è stato il più grande licenziamento di massa della storia italiana».

E il segretario del PD chiude con un monito rivolto al Presidente del Consiglio: «siamo stati accusati», dice, «di incitare i lavoratori ad andare sui tetti in segno di protesta. Facciamo un patto: noi smetteremo di andare sui tetti quando il governo smetterà di licenziare i lavoratori e i professori».

"Il PD non deve tornare indietro"

Intervenuto a Pisa per sostenere la sua mozione congressuale, Franceschini non rinuncia a parlare dei nodi del dibattito interno al partito. E lo fa con uno slogan: «Il PD non deve tornare indietro».

«Non dobbiamo tornare indietro sul bipolarismo», spiega il segretario: «in questi anni abbiamo faticosamente costruito un sistema politico bipolare, in cui il Governo viene scelto dai cittadini e dagli elettori. Dobbiamo migliorare ancora questo sistema, ma non dobbiamo tornare indietro: non dobbiamo tornare al periodo in cui l'esecutivo veniva scelto dalle segreterie dei partiti».

Poi, il segretario uscente lancia una stoccata polemica contro il suo rivale al congresso, Pierluigi Bersani: «non dobbiamo tornare indietro rispetto al modello di partito "aperto" che abbiamo costruito in questi anni. Dentro il PD c'è chi vorrebbe cancellare o ridimensionare le primarie. E invece il coinvolgimento degli elettori attraverso le primarie è per noi fondamentale».

«La contrapposizione tra partito degli iscritti e partito degli elettori è sbagliata», aggiunge Franceschini, «perché noi dobbiamo saper valorizzare tutte le forme di partecipazione. Abbiamo bisogno di iscritti, di radicamento territoriale, di circoli presenti nei quartieri e nelle città», spiega, «questo è un patrimonio fondamentale del Novecento che non deve andare perduto. Ma dobbiamo saper valorizzare anche le forme nuove di partecipazione politica: quelle che coinvolgono una platea più ampia di cittadini, coloro che magari non prendono la tessera ma vogliono sostenerci, decidere e contare».

Infine, il segretario spiega che «non bisogna tornare indietro sulle diversità: il nostro non deve essere un partito identitario, dobbiamo tenere insieme culture diverse».

«Al prossimo congresso votate per chi volete», conclude Franceschini, rivolto al pubblico che lo ascolta, «non mi interessa se votate per la mia mozione o per qualche altra proposta: l'importante è che decidiate secondo coscienza. Ai candidati dovete chiedere non da dove provengono, ma dove vogliono andare. Solo così possiamo costruire un partito moderno».

 

"Fatti sentire, non farti strozzare. No all'usura" - di Chiara Martina

La Vignetta - Luca Ricciarelli

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