07/09/09 13:35 | autore: Sergio Bontempelli Stampa

Laicità, ambiente, innovazione: la proposta di Marino 0

Il candidato PD alla Villa Comunale di Coltano

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È una Villa Comunale gremita di gente, quella che accoglie a Coltano la prima uscita pubblica "pisana" di Ignazio Marino, dopo la pausa estiva. Il medico candidato alla segreteria nazionale del Partito Democratico viene accolto da un lungo applauso: annuncia sin dall'inizio che non parlerà troppo a lungo, e che darà spazio alle domande del pubblico.

Marino solleva i temi cari alla mozione che lo sostiene: questioni che non riguardano soltanto gli assetti interni al PD, ma che investono nodi più generali del paese, dalla crisi economica alle politiche sociali, dalla laicità al sistema della ricerca, dalla competitività del sistema Italia al precariato nelle giovani generazioni.

Tra le preoccupazioni più urgenti sollevate da Marino c'è lo stato della ricerca e dell'istruzione in Italia: «è un tema», spiega il candidato, «che non riguarda solo gli studenti, gli insegnanti o i professori, ma che ha conseguenze e ripercussioni in tutti i settori sociali».

«Un paese che non investe in ricerca, in formazione, in innovazione tecnologica», spiega infatti il medico, «è un paese che si condanna a non competere nel mercato mondiale. Questo lo sanno benissimo tutti i governi, di sinistra ma anche di destra, in Europa: in Francia, in Germania o in Inghilterra si spendono cifre rilevanti per la ricerca». Marino "dà i numeri", e cita l'esperimento americano: «negli Stati Uniti Obama investe 23 miliardi di dollari l'anno sul settore della ricerca, da noi si spende meno di un miliardo. E con il Governo Berlusconi la cifra è ancora calata, ed è scesa sotto l'1% del Prodotto Interno Lordo».

Sollecitato dal pubblico, il candidato alla segreteria polemizza duramente con il Ministro Gelmini, e chiama in causa la "fuga dei cervelli" che caratterizza il caso italiano: «siamo riusciti ad allontanare un premio Nobel del calibro di Rubbia, solo perché era contrario al nucleare».

Proprio il tema del nucleare, e in generale delle politiche sull'ambiente, è molto caro ai "mariniani". E il loro leader propone una diversa politica sull'energia: «È vero, il "nucleare a uranio" funziona, ma lascia scorie non gestibili, che pongono problemi non facili di smaltimento: serve un piano di rilancio energetico nazionale, che punti sulle fonti rinnovabili e sulla cosiddetta "green economy"».

La platea è composta in larga misura da giovani, e il candidato alla segreteria si sofferma sul nodo del precariato: «serve un nuovo welfare, moderno, in grado di tutelare non solo chi ha già il lavoro, magari a tempo indeterminato, ma anche chi vive di contratti precari, chi il lavoro non ce l'ha o lo sta cercando».

Infine, i temi dell'immigrazione e della laicità dello stato. Per Marino, la presenza di migranti nella società italiana pone problemi che non attengono alla sfera dell'ordine pubblico, ma a quella dei diritti di cittadinanza: «oggi», spiega il candidato, «l'Italia deve cominciare a porsi il problema delle cosiddette "seconde generazioni", i figli degli immigrati nati e cresciuti nel nostro paese. Serve una nuova legge sulla cittadinanza, che consenta loro di diventare italiani».

Sulla laicità, Marino ripropone il tema delle coppie di fatto e dei diritti: «non si tratta», dice, «di una campagna contro la Chiesa cattolica e i suoi valori: si tratta di garantire diritti per tutti, anche per chi non crede in quei valori. Il pluralismo è l'essenza della democrazia».

Il dibattito interno al PD è volutamente lasciato sullo sfondo: Marino è deciso a parlare dei problemi del paese, delle questioni concrete che riguardano tutti. Ma non risparmia un "affondo" anche ai suoi "rivali" alla segreteria. «Da alcune parti», spiega, «c'è l'idea di fare delle primarie di coalizione, con un solo candidato del PD. Noi pensiamo che le primarie debbano essere aperte, e che si debbano confrontare posizioni diverse anche interne al nostro partito».

 

"Fatti sentire, non farti strozzare. No all'usura" - di Chiara Martina

La Vignetta - Luca Ricciarelli

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