"Noi non Blocchiamo il Traffico, Noi
siamo il traffico!": da anni sotto questo slogan, a scadenze più o
meno regolari, in ogni parte del mondo si radunano un numero
variabile di ciclisti che danno vita a quella che viene definita una
"coincidenza organizzata". Una volta raggiunto un numero adeguato
alla formazione della massa critica, le bici si mettono in movimento
seguendo un percorso deciso sul momento e che molto spesso varia a
seconda del gruppo di ciclisti che si posiziona alla testa.
Lo scopo è quello di riprendersi le
strade della città, in un appuntamento collettivo, che almeno per un
giorno cerchi di invertire il rapporto di forza tra auto e bici che
normalmente ogni singolo ciclista è costretto a subire sulle strade.
L'impegno ambientalista è strettamente connesso alla volontà di
affermare la necessità di una città maggiormente a misura d'uomo
(e..di bici), che non metta a rischio l'incolumità dei ciclisti,
sempre più spesso vittime di incidenti causati dall'arroganza degli
automobilisti.
Se la prima Critical Mass mai
organizzata si è svolta a San Francisco il 25 settembre del 1992 (vi
parteciparono 48 ciclisti), anche Pisa può vantare un suo primato: è
proprio qui, infatti, che si è svolta la prima biciclettata pubblica
organizzata in Italia, esattamente il 23 settembre 1999. Abbiamo
pensato di fare qualche domanda a chi dieci anni fa c'era e continua
ad esserci anche oggi.
Dunque Robertino, è proprio vero
che la prima Critical Mass in Italia si è svolta a Pisa?
E' stata una strana coincidenza, lo
stesso giorno a Pisa e a Nocera Umbra è stata organizzato lo stesso
evento, senza che i due gruppi sapessero dell'esistenza uno
dell'altro, sono state le prime Critical Mass organizzate in Italia.
Come è nata e si è svolta quella
prima massa critica?
C'erano delle persone che avevano
saputo dell'esistenza di Critical Mass attraverso riviste straniere,
poi tra il 1997 e il 1998 Critical Mass ha cominciato a diffondersi
anche in Europa, soprattutto in Inghilterra: Manchester, Londra,
Bristol, Edimburgo. Poi la cosa si diffuse anche in altre città
europee, Amsterdam, Zurigo Copenhagen. Così nacque l'idea di
organizzare una Critical Mass anche a Pisa. Quel giorno, siccome non
avevamo idea di come potesse svolgersi, ci fu un po' di ingenuità
dovuta all'inesperienza: si partì da Piazza Garibaldi, eravamo
circa una trentina e cominciammo a fare il giro dei lungarni a
ripetizione. Tutto questo durò per circa un ora, fino a quando
arrivò la polizia. Noi ci spostammo verso Piazza dei Cavalieri, ma a
quel punto venimmo bloccati dalle volanti che giunsero sui due lati
di via San Frediano. Venimmo tutti identificati ma la polizia stessa
fu colta di sorpresa non sapendo bene cosa fare perché non si
configurava un vero e proprio reato. E' stata la prima e unica
Critical Mass bloccata dalla polizia. Poi vi furono altre Critical Mass,
anche se quello del '99/2000 fu un inverno molto piovoso e soltanto
pochissime volte riuscimmo a partire. La cosa andò un po' scemando,
ci fu una dispersione di quello che era stato il nucleo da cui era
partita l'idea e quindi la cosa si fermò. Nell'estate del 2002 si
ricominciò a pubblicizzare degli appuntamenti e da quel momento la
Critical Mass a Pisa non si è mai interrotta.
La data del 23 settembre fu casuale
o venne scelta in riferimento alla prima Critical Mass di San
Francisco, quella del 25 settembre del 1992?
Per quel primo appuntamento l'idea più
che altro fu quella di collegarsi alla Giornata Europea senza auto
che si era svolta il giorno prima. Scrivemmo un volantino in cui
dicevamo più o meno:" Ieri Pisa era senza traffico ed era
bellissima. Bene, oggi ci penseremo noi a bloccare il traffico con le
biciclette".
In dieci anni come è cambiata la
Critical Mass? Il modo in cui gli automobilisti vi percepiscono,
quello in cui le persone partecipano è diversa?
Quello che non è cambiato è che chi è
in auto si innervosisce sempre allo stesso modo, per il resto in
dieci anni sono state tantissime le persone che hanno partecipato
alla Critical Mass. Ce ne sono state alcune che sono avvenute in
periodi di forte mobilitazione, come quella organizzata durante le
proteste dell'Onda, nel novembre scorso, a cui hanno partecipato
circa 200 ciclisti. Un'altra molto famosa fu organizzata durante le
mobilitazioni contro la guerra nella primavera del 2003, partì da
Pisa e terminò a Campa Darby. Poi ci sono periodi in cui il fenomeno
Critical Mass diventa carsico e ci troviamo in 10-15, mentre altre
volte magari non riusciamo neanche a partire. Le ultime comunque sono
state tutte molto partecipate, come quella organizzata quest'estate
contro il decreto sicurezza.
Quanto è importante l'elemento
anarchico e situazionista nello svolgimento di una Critical Mass?
Critical Mass
nasce e proviene da un background prevalentemente anarchico. Non è
un caso che la prima massa critica di San Francisco fu organizzata
dalla libreria anarchica Bound Together che si trova in Haight
Street. Su questo aspetto mi pare importante sottolineare che
Critical Mass è una manifestazione che centra immediatamente
l'obiettivo. Non si manifesta contro o a favore di qualcosa che forse
un giorno si realizzerà, facendo la Critical Mass ottieni subito
l'obiettivo che ti muove, ovvero quello di riappropriarti delle
strade della città.
Che cosa caratterizzerà il
decennale della Critical Mass, ci saranno eventi speciali?
Sarà una Critical Mass come tutte le
altre: appuntamento alle 16.30 a Rebeldìa da dove partiremo per il
consueto giro in città e dove torneremo alla fine. La novità è che
in questa occasione contravverremo all'abitudine consolidata di non
discutere troppo e di lasciare fare allo spirito che anima quella che
amiamo definire una "coincidenza organizzata", e alla fine si
svolgerà una assemblea per discutere di questi dieci anni e
soprattutto del futuro della Critical Mass. Dopo seguirà un
aperitivo-cena vegetariana accompagnata da buona musica.
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2009/09/26 13:09:46 drugo lebowski http://www.youtube.com/watch?v=mGEmUBzdGOI