12/11/09 10:36 | autore: curandero Stampa

Un brutto sogno 0

Verificare la fondatezza di un modo di pensare e di comportamenti abituali è faticoso, inquientante... sovversivo

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Mi sveglio di soprassalto, deve essere stato un brutto sogno. Prima del completo risveglio attraverso quei pochi istanti in cui le residue sensazioni del sogno si sovrappongono alle percezioni reali, in una strana incertezza, che gradualmente lascia il posto al sollievo: le certezze e le coordinate della mia stanza. Ora però devo cercare dormire: la giornata si presenta impegnativa e qualche ora di sonno in più è necessaria. Per leggere prendo la prima cosa che mi capita sul comodino e mi imbatto nella storia di Richard Smith, l'ex direttore di una delle maggiori riviste mediche del mondo, il British Medical Journal (BMJ). Non sembra molto avvincente: meglio. Il lavoro di Smith è stato per venticinque anni quello di mettere ordine nell'informazione medica, valutando i risultati di ricerche scientifiche e la consistenza degli articoli. Le basi quindi del sistema di elaborazione e diffusione dell'informazione scientifica. Il giornale che Smith ha diretto per molti anni si è spesso occupato di questo aspetto, non solo attraverso una rigorosa selezione dei lavori scientifici da pubblicare, ma anche tramite la promozione di dibattiti pubblici, al di fuori del mondo specialistico. Nel 2003 il BMJ ha pubblicato un numero monografico sul conflitto di interessi degli autori di articoli scientifici e sulla qualità dei lavori sponsorizzati dalle ditte farmaceutiche e nello stesso periodo Smith ha dichiarato al quotidiano londinese The Times: "Forse le riviste scientifiche non sono nient'altro che strumenti di marketing utilizzati dalle industrie farmaceutiche per i propri interessi, e i medici e i ricercatori sono i loro agenti".

Sbadiglio, ma il discorso si fa interessante. Vista l'autorevolezza del personaggio, mi sarei aspettato un certo clamore, una reazione alle sue affermazioni, ma niente. Nello stesso anno Smith è stato invitato in Italia ad un convegno sulla necessità di una ricerca biomedica indipendente e ha illustrato ampiamente i problemi connessi all'interferenza dell'industria farmaceutica sulla produzione di convinzioni e indicazioni terapeutiche, tramite la produzione di lavori scientifici "pilotati". L'Italia deve aver affascinato il buon Smith visto che da li a poco ha deciso di lasciare il suo lavoro e di ritirasi in solitudine a Venezia per riflettere e scrivere un libro: The Trouble with Medical Journals. Durante la stesura del libro lo scenario che egli stesso andava delineando lo ha inquietato non poco: il sistema delle riviste mediche è carente nei criteri di selezione, sempre più influenzato dall'industria del farmaco con metodi più o meno diretti. Non sempre vengono dichiarati i conflitti d'interesse, spesso gli articoli sono scritti da "autori fantasma" al soldo dell'industria e vengono solo firmati da medici famosi, le industrie farmaceutiche ricambiamo il favore della pubblicazione di articoli a loro favorevoli stampandone e diffondendo copie in più lingue e in molti paesi.

Lo stesso giornale che Smith ha diretto dal 1991 al 2004 ha contestato duramente le conclusioni del suo libro. In ogni caso il BMJ ha continuato comunque a pubblicare articoli critici. Come quello di Tom Jefferson del febbraio 2009 sui finanziamenti agli studi per i vaccini anti influenzali. Jefferson in realtà lavora nell'ambito della Cochrane, una rete internazionale che ha proprio lo scopo di analizzare la letteratura scientifica medica. Il nodo italiano di questa rete è uno dei più efficienti ed è diviso in aree di interesse, tra cui i lo studio dei vaccini. Il più ampio archivio del Vaccine Field è nella ASL di Alessandria, finanziato dalla regione Piemonte. In sintesi sono stati analizzati tutte le indagini sui vaccini antiinfluenzali dal 1948 ad oggi, arrivando alla conclusione che il 96% degli studi sui vaccini è di pessima qualità scientifica, gli studi con esito favorevole sono quelli sponsorizzati dalle industrie farmaceutiche e gli articoli sponsorizzati hanno maggiore probabilità di essere pubblicati su riviste autorevoli (con più alto "impact factor" si dice nell'ambiente, cioè quelle più citate). L'autore si chiede com'è possibile quindi che governi e opinion leader continuino a consigliare la vaccinazione anti influenzale. L'articolo di Jefferson è stato definito "sovversivo" dal quotidiano inglese The Guardian e probabilmente per molti medici verificare la fondatezza del proprio modo di pensare e dei comportamenti abituali è faticoso, inquietante, sovversivo appunto. Meglio lasciarsi cullare dalla rassicurante illusione di un sistema ritenuto al di sopra delle parti e mosso dall'interesse per la salute della collettività. Le parti si sono invertite, il brutto sogno è diventato realtà. Ma ormai il sonno è passato.

Curandero

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