24/11/09 09:15 | autore: Francesca Parra foto Stampa

Pisa '79: trent'anni dopo il primo Pride italiano 0

A 30 anni dalla prima discesa in piazza "autorizzata" del movimento omosessuale e transessuale, Pisa ricorda la storica manifestazione del 1979 con una mostra e un convegno

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24 novembre 1979. Esattamente 30 anni fa per le strade di Pisa sfilava quello che a buon diritto viene considerato il primo Pride italiano. Ad attraversare le strade della città della Torre fu infatti il primo corteo, promosso dalla comunità omosessuale e transgender, a ricevere l'autorizzazione da un questore. E a 30 anni esatti da quell'evento, che vide sfilare omosessuali giunti da tutta Italia insieme agli studenti, rappresentanti di forze politiche, associazioni e cittadini, Pisa ospita una mostra fotografica e un convegno per ripercorrere la storia del movimento gay e per riflettere su quanta strada è stata fatta nella conquista di libertà e diritti e quanta ne resta ancora da fare.

Un'iniziativa promossa dal Comitato Pisa '79 che si apre mercoledí 25 novembre con l'inaugurazione di una mostra allestita presso l'atrio della Biblioteca Comunale e nelle logge antistanti l'ingresso, che attraverso fotografie, articoli e documenti ripercorre la storia del movimento omo e transessuale: partendo dalla rivolta di Stonewall nella New York del 1969, l'esposizione ripercorre le tappe del movimento italiano dal 1972 fino alla presa del Cassero di Bologna del 1983.

Dei 22 pannelli che ospitano la memoria delle battaglie e dello svilupparsi di quel movimento 6 sono interamente dedicati alle testimonianze della manifestazione di Pisa. "Molti dei pisani con cui ho parlato in questi giorni - ha raccontato Stefano Faralli del comitato Arcigay di Pisa - la ricordano ancora. Dopo le contestazioni e le repressioni che avevano caratterizzato gli anni '70, quel corteo festoso e gioioso fu una sorta di momento di riconciliazione che in qualche modo chiudeva un decennio di scontri".

Pisa dunque primo luogo italiano in cui la comunità gay scende in piazza a volto scoperto. E lo fa a seguito di episodi di violenza omofoba che nei mesi precedenti si erano susseguiti, toccando anche Livorno dove, nell'estate del 1979, un ragazzo gay era stato ucciso. "A ottobre - spiega Stefano Faralli - si era tenuto a Roma un convegno dei collettivi omosessuali e in un primo tempo si era pensato di organizzare la manifestazione nella capitale, ma il permesso fu negato dal Questore di allora. La scelta ricadde su Pisa: da un lato perché qui era presente il collettivo Orfeo, molto attivo, dall'altro perché la questura pisana accordò l'autorizzazione al corteo".
Un'autorizzazione che segnò un cambiamento importante: la possibilità di rendersi visibili e rivendicare i propri diritti. Che oggi è importante ricordare in un momento storico in cui "il Paese - come ha dichiarato Marco Michelucci, presidente di Arcigay Pisa - vive un arretramento culturale nei diritti civili. E' quindi fondamentale fare il punto sulla storia del movimento Lgbt e delle sue rivendicazioni in Italia per recuperare i valori della convivenza civile".

E per ricostruire il contesto storico e mantenere viva la memoria di quella giornata, che si concluse con un grande girotondo intorno alla Torre, e insieme ad essa il percorso compiuto dal movimento in 30 anni di storia, e così  per parlare e mantenere alta l'attenzione su una parità di diritti ancora da costruire, sabato 28 novembre si terrà negli spazi della Biblioteca Comunale di Pisa, un convegno che vedrà fra gli altri la partecipazione di Gianni Rossi Barilli, giornalista, storico e direttore della rivista Pride, Nerina Milletti , giornalista e studiosa del movimento lesbico italiano, Stefano Rodotà, Enrico Salvatori, Francesco Gnerre, Andrea Pini, Vittorio Lingiardi.

Per il programma completo pisa79.wordpress.com

 

 

 

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