30/11/09 10:11 | autore: la redazione Stampa

Trent'anni di orgoglio omosessuale. Pisa celebra il primo pride della storia d'Italia 0

Un fitto programma che ha visto impegnati relatori e centinaia di cittadini accorsi per ricordare un evento che ha lasciato il segno nella storia del movimento omosessuale. Giovanni Rossi Barilli, direttore della rivista "Pride": "Noi, rivoluzionari con i tacchi a spillo"

5668e1bfac36e6f9011886319cc588ba Francesco Allegrini

Trent'anni dopo la prima marcia nazionale contro la violenza sugli omosessuali, organizzata a Pisa dal collettivo "Orfeo" il 24 novembre 1979, un convegno presso la Biblioteca Comunale ha ricordato l'evento raccontando, attraverso i molti interventi che si sono avvicendati, quanto realizzato fino ad oggi e quanto rimane da organizzare in materia di diritti e di parità delle persone omosessuali e transessuali.

Un'intensa giornata di riflessione che ha visto prendere la parola ad alcuni degli esponenti di punta del movimento omosessuale, oltre che concedere un momento di riscoperta di alcuni filmati d'epoca e di prezioso materiale documentativo delle origini e del percorso del movimento Glbt italiano. Gremito lo spazio della Biblioteca Comunale per quello che, a buon diritto, può essere definito un appuntamento "storico".

Dopo i ringraziamenti che Marco Michelucci, presidente di Arcigay Pisa, ha rivolto alle istituzioni, associazioni, gruppi che hanno reso possibile l'organizzazione di questo sentito "compleanno", l'assessore Marilù Chiofalo ha ricordato la contemporanea celebrazione al Duomo dei cinque militari scomparsi a seguito dell'incidente dell'aereo militare di lunedì scorso. La platea ha partecipato dunque alla richiesta di un minuto di silenzio. "La giornata di oggi è un momento di riflessione che non riguarda solo la realtà cittadina - ha continuato l'assessora - ma si colloca su di un piano nazionale. La manifestazione del 24 novembre 1979 ha segnato uno dei momenti più importanti nella storia della conquista e dell'affermazione dei diritti civili".

Anche Fabiana Angiolini, Presidente della Fondazione del Consiglio Regionale, ha portato il saluto della Regione all'iniziativa, ricordando ai presenti che "fare parte di una città come Pisa, dà a tutti qualche sollievo in materia di diritti. Ma finché ci sarà qualcuno che non ha la libertà di esprimere in pieno se stesso, la nostra non sarà una democrazia compiuta".

Il primo intervento della mattinata è quello di Gianni Rossi Barilli, giornalista e storico, direttore della rivista "Pride". Con un titolo molto suggestivo nonché efficace, "La Rivoluzione vista da dietro", Rossi Barilli ha riportato alla memoria dei presenti in sala le fasi che condussero all'emersione della contestazione omosessuale: "Il movimento gay è sempre stato l'ultimo della fila, giunto nella piena luce dopo la fase marxista-leninista e dopo l'espansione della galassia femminista. Questa particolare condizione, lo predispone da subito a cercare, e trovare, interlocuzioni in altre componenti del movimento. Siamo stati quello che, a maggior ragione, si può definire "il culo della rivoluzione", rivoluzionari con i tacchi a spillo". Rossi Barilli ha ripercorso così i diversi passaggi che portarono alla formazione del F.U.O.R.I. (Fronte Unitario Omosessule Rivoluzionario Italiano) e del suo massimo animatore e teorico, Mario Mieli.

Enrico Salvatori di Teche Rai ha mostrato al pubblico il frutto di una sua ricerca sui servizi giornalistici che hanno trattato le diverse manifestazioni gay dal 1972 al 1982. Un'occasione a dir poco unica per vedere in una sola soluzione l'evoluzione, le metamorfosi che hanno caratterizzato l'approccio del giornalismo italiano al fenomeno gay, alle caratteristiche "scandalose" di questo nuovo soggetto sociale, non più nascosto nelle pieghe della domesticità, ma uscito finalmente allo scoperto, rigori della cronaca compresi.

Nerina Milletti, giornalista e studiosa del movimento lesbico italiano, ha illustrato gli elementi di continuità e le diversità intercorse tra il movimento omosessuale e quello lesbico, sottolinenado le prospettive di incontro che il presente offre alle esigenze dell'uno e dell'altro. Francesco Gnerre, insigne studioso dell'università di Roma "Tor Vergata", ha tratteggiato un sintetico quadro della difficile affermazione di un'identità gay nel panorama letterario nazionale, riconducendo costantemente il caso italiano a quello europeo e statunitense.

La giornata si è conclusa con la proiezione di un video che ha ripercorso le tappe che condussero alla convocazioe e alla realizzazione del pride pisano del 1979, corredato da una ricca serie di interviste ai protagonisti di allora, molti dei quali presenti in sala. L'esibizione del "grande" Ciro Cascina, attore ed esponente di spicco del movimento gay italiano ha chiuso la giornata tra gli applausi dei moltissimi accorsi, coinvolgendo il pubblico in un'esecuzione "performante" della filastrocca "tanti auguri", rivolta proprio ai primi trent'anni del movimento.

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