Si è svolto ieri pomeriggio (giovedì 28 gennaio) un consiglio provinciale straordinario sull'esondazione del Serchio. Una lunga seduta nel corso della quale hanno preso la parola anche i sindaci dei comuni di Vecchiano e San Giuliano coinvolti dall'alluvione, esponenti del consiglio regionale, il presidente del Consorzio di Bonifica Versilia Massaciuccoli, Fortunato Angelici, ed il segretario dell'Autorità di Bacino del Serchio, Raffaello Nardi.
Ad aprire la seduta è stato il Presidente della Provincia Pieroni che in un lungo intervento ha ricostruito gli avvenimenti dalla notte del 24 dicembre ad oggi, cercando di riepilogare le varie fasi di una vicenda le cui problematicità sono all'oggi ancora aperte.
Tutti gli interventi hanno insistito sulla necessità di uno sforzo politico e finanziario per prevenire simili avvenimenti, richiamando il fatto che dal 2004 ad oggi il piano approvato dall'autorità di Bacino per la messa in sicurezza del Serchio non è mai stato finanziato. Un progetto che prevede interventi per oltre un miliardo di euro ma su cui "i governi che si sono succediti - ha affermato l'assessore Picchi - indistintamente non hanno messo una lira".
Su questo tema si è soffermato a lungo nel suo intervento il prof. Nardi a nome dell'Autorità di Bacino: "Ho preparato uno stralcio di quel piano con gli interventi prioritari da realizzare, perchè ciò che è successo non si ripeta nuovamente tra qualche anno. Le opere individuate richiedono un finanziamento di 350 milioni di euro, ma mi accontenterei di 150 milioni, tanto più che il governo ha stanziato sul piano nazionale un miliardo per la sicurezza dei bacini idrografici".
Nardi si sofferma sui punti principali su cui occorre intervenire: "Serve subito una TAC degli argini lungo tutto il percorso del Serchio, nonché avviare i lavori per innalzare e rafforzare gli stessi argini in modo che si possa passare dall'attuale portata di 2200 metri cubi al secondo a 2500 metri cubi. Si tratta anche di affrontare e trovare una soluzione per alcuni punti critici lungo il percorso del fiume.
Nardi ha insistito molto sulla necessità di definire un nuovo sistema operativo e decisionale di allerta in situazioni di emergenza e criticità: "Occorre, così come avviene in ogni altra parte d'Europa, che si costituisca un pool formato da poche persone che possa prendere velocemente le decisioni necessarie: oggi siamo di fronte a procedure troppo complesse e lente".
Al termine degli interventi è stato approvato dalla maggioranza che sostiene Pieroni, con l'astensione del Pdl, un documento in cui si chiede tra le altre cose che "in aggiunta alle preannunciate risorse sia prontamente adottato un provvedimento normativo che preveda ulteriori stanziamenti per effettualre idonei rimborsi e risarcimenti ai privati, alle attività produttive e agli enti locali per le spese di somma urgenza e per il ripristino delle opere pubbliche danneggiate".
Inoltre si sollecitano le istituzioni competenti "affinchè sia immediatamente definita, con apposito provvedimento la questione della sospensione dei termini relativi alle varie scadenze fiscali, tributarie e contributive/assistenziali per le imprese e le persone". Al riguardo il Presidente Pieroni ha ribadito più volte che "occorre passare dalle promesse fatte dal ministro Matteoli ai fatti. Per ciò che riguardo la Provincia di Pisa, esenteremo dal pagamento di imposte, tributi e canoni di nostra competenza per il 2010 le famiglie e le imprese colpite dall'alluvione".
Un'ulteriore richiesta urgente di intervento viene dal Consiglio provinciale nei confronti "della Regione e del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali alla predisposizione degli atti necessari alla proclamazione dello stato di calamità naturale". Sulla gravissima situazione in cui versano gli agricoltori della zona alluvionata è intervenuto con determinazione il sindaco di Vecchiano: "Oggi sui terreni colpiti c'è circa un metro e mezzo di melma, che il singolo agricoltore non può togliere a spese proprie. Serve su questo un intervento urgente del Governo. Il rischio è che questo settore non si riesca a riprendere se non si avviano i lavori di bonifica".
Tante, quindi, le questioni aperte che attendono una risposta in primo luogo dal Governo, mentre ancora ampie zone restano sott'acqua.
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