03/03/10 08:51 | autore: redazione Pisanotizie foto Stampa

"Mi iscrivo a Rifondazione perché... sono una donna di classe" 5

Un intervento del Circolo del Partito della Rifondazione Comunista "A. Tognetti" di Pisa sul "controverso" manifesto

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Una scarpa alta, rossa e con tacco vertiginoso. E una scritta che recita: "Mi scrivo a Rifondazione perché... sono una donna di classe". È il manifesto della nuova campagna di iscrizione a Rifondazione Comunista rivolta alle donne che ha suscitato polemiche e discussioni sulla rete e non solo, e che ha provocato l'indignazione di molte fra le "compagne" del Partito e simpatizzanti.
Un dibattito a cui si aggiunge il contributo del Circolo del partito della Rifondazione Comunista "A. Tognetti" di Pisa.

"Ironico". "Ha suscitato un moto di indignazione" in fondo positivo in quanto, così, Rifondazione recupera quel poco di visibilità che ora le è negata dai mezzi di comunicazione di massa. "Ha scoperchiato il moralismo e il conformismo". Queste sono alcune delle giustificazioni contenute nella lettera scritta da Laura Mantelli, autrice del manifesto con "i tacchi a spillo" che dovrebbe invitare le donne a tesserarsi per il nostro Partito. Giustificazioni che noi, iscritti del Circolo di Rifondazione "A. Tognetti" di Pisa troviamo completamente sbagliate.

Perché una donna dovrebbe iscriversi ad un partito che fa di una scarpa, per di più con dei tacchi sado-maso a "stiletto", un elemento di distinzione, di appartenenza a una "classe"? Quale elemento di diversità segna un manifesto del genere rispetto al modello culturale di donna che l'apparato mediatico sta diffondendo nella nostra società, soprattutto nelle menti dei più giovani?

Non c'è diversità nel messaggio individualista di questo manifesto, c'è anzi l'allusione inopportuna e acritica alle recenti storie di corruzione, che hanno visto donne prestarsi alla prostituzione per "ungere il meccanismo". Noi, che lavoriamo alla base del partito della Rifondazione, vediamo in questo il ritorno di discorsi avvilenti, che vogliono equiparare la mercificazione dell'amore e del corpo a un lavoro come tutti gli altri.

Ci vediamo il mancato riconoscimento che la sessualità di questa classe dominante è violenta e macabra. E che i membri di questa classe sono - loro sì - tristi perché umilianti e mortiferi. Perché non cercano delle persone, delle menti con cui confrontarsi e costruire rapporti complessi e stimolanti, basati questi sì sulla seduzione - cioè, letteralmente, sul portare a sé - ma vogliono solo esibire un potere: quello di comprare un essere umano, donna o uomo che sia, come già avviene nel meccanismo della produzione. Sono all'ultimo stadio del nichilismo, dell'annullamento della persona insito nel capitalismo, che i comunisti da sempre combattono.

Non basta far parlare di sé in qualsiasi modo, anche cattivo, purché se ne parli. Diamo vita piuttosto a campagne ed elaborazioni portatrici della nostra differenza, che attirino verso di noi facendo valere il fatto che siamo differenti - e migliori. E se non siamo in grado di farlo, riflettiamo sul perché.

Circolo PRC "A. Tognetti" - Pisa

 

Questo articolo contiene 5 commenti.

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2010/03/03 19:03:21 Il Merovingio A parte che quando il tuo partito firma un accordo che accetta i Centri di Identificazione ed Espulsione non dovresti pensare a queste scemenze, ma assaltare alla baionetta la direzione regionale o darti fuoco collettivamente in piazza per protesta (entrambe scene che mi entusiasmerebbero); comunque, dicevo, questo comunicato sa di trinariciuto da Terza Internazionale: "URGH! TACCHI A SPILLO BRUTTO, NO COMUNISTA!" In nome di un OGM creato incrociando il politicamente corretto con il veterocomunismo, non si comprende o si finge di non comprendere (non so cos'e' peggio) il gioco di parole su "classe". (Che a me piace :-) ). Se questo, e una scarpa col tacco, al Tognetti evocano prostituzione, individualismo, mercificazione, lo Zar Nicola II, questo e' un problema (grosso) del Tognetti. Che poi, a Pisa e' si' un circolo attivo, ma non e' che sia questo luogo giojoso pullulante di masse di giovani e donne che camminano felici verso il comunismo (senza tacco, mi raccomando, che evoca la prostituzione).
Meglio rimpiazzarlo con un manifesto col Quarto Stato e la didascalia "TU VOTA NOI PERCHE' NOI COMUNISTI E NOI PIU' MEGLIO! ANCHE SE NOI VOTA PER C.I.E.! MA SENZA TACCO!" ?

Avrebbero scritto questa sbrodolata per un manifesto analogo con una cravatta e "... perche' sono un UOMO di classe"? Evidentemente no: questo e' moralismo (e una coda di paglia chilometrica). Ed e' indice di un problema di rapporto con il sesso. Forse con una psicanalisi di gruppo in sezione...

2010/03/03 14:03:00 Final User Piccola premessa: la forma è anche sostanza, ma affronterei la discussione consapevoli che si tratta solo di un manifesto, esistono ben altri problemi a sinistra.

Trovo che il manifesto sia molto efficace e secondo me comunica proprio il contrario di quello che hanno percepito alcuni suoi critici, di cui questo articolo riporta le motivazioni.

Quel manifesto non propone un modello di donna che assume su di sé modelli borghesi (chiamiamoli frettolosamente così) per poi declinarli "in salsa rossa". Se così fosse, anch'io sarei molto critico.

Per me, invece, partendo da una premessa ironica, comunica una idea di donna diversa dal modello imperante, proprio perché oppone quel "di classe" alla "classe" intesa in senso estetico.

Il resto dovrebbe essere solo ironia, da prendere per quella che è, cioè solo ironia. Se invece non la si può o non la si vuole prendere come tale, allora torniamo (tornate) al classico, e facciamo manifesti con scritte un po' retrò, come ad esempio "tremate, tremate, le streghe son tornate".

Una domanda: indossare scarpe coi tacchi a spillo è di destra? è di sinistra? indica "facilità di costumi"? indica esser pieni di soldi e senza cervello?
Quali sono le scarpe politicaly correct, a sinistra: le kikers? le polacchine?

In ogni modo, complimenti alla grafica Laura Mantelli: anche se avesse sbagliato, e io non lo penso, è riuscita a suscitare dibattito. Ma si può leggere questa sua lettera?

2010/03/03 11:03:19 emme effe Dal punto di vista grafico il concetto, va detto, è molto sdrammatizzato. Si direbbero le scarpe di olivia di braccio di ferro. La tomaia mi pare allungata in modo sproporzionato rispetto al tacco. Il colore dà un senso di metallico e il dettaglio potrebbe anche suggerirci che l'elemento intero possa anche essere diverso da quello che sembra. Che so, un dettaglio di un pezzo di artiglieria, lo scafo di una corazzata... Forse Eisenstein approverebbe :)
Detto questo vorrei dire che trovo più che ragionevoli le critiche mosse dai circoli e dalle donne della base rifondarola ed il fatto che in una situazione evidentemente critica (a livello elettorale ma anche politico/ideologico) si trovi il coraggio di parlare di queste cose a me pare un ottimo segnale. Non è per provocare ma leggendo l'articolo e i commenti a me è venuta in mente una vecchia pubblicità degli anni 80 della schwepps tonica. C'era il vecchio miliardario ed il fido maggiordomo sopravvissuti ad un incidente aereo durante un volo transoceanico. Precipitati su di un'isola deserta e inospitale. Il miliardario, pur seduto su una cassa di legno e con i vestiti sbrindellati continuava a pretendere dal maggiordomo attenzioni in quel momento assolutamente fuori luogo. Ed il maggiordomo lo assecondava benevolo e serviva una tonica in vassoio come se si trattasse del tè delle cinque, cioè di un rito improrogabile. Questo per dire che forse era meglio evitare il sessismo, ma la creativa ha senz'altro centrato il punto: gli iscritti a rifondazione sono gente di classe!

2010/03/03 10:03:23 drugo lebowski Mah...
Bello il manifesto, il problema è che il partito in sè ormai non ha più motivo di esistere.
Con o senza i tacchi a spillo.

2010/03/03 09:03:31 five hedgehogs Si, fanno proprio bene nei circoli di rifondazione ad occuparsi dei poster elettorali...tanto non c'è nessun altro problema di cui parlare, no?...da non crederci...
...comunque a me mi garba parecchio!!!

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