02/03/10 08:53 | autore: Marco Cornolti video Stampa

Al via a Pisa l'Israeli Apartheid Week 2010 1

Cinque giorni di mostre, proiezioni e dibattiti per promuovere il boicottaggio accademico nei confronti di Israele in solidarietà con il popolo Palestinese

647afd9b5b02121c16fa36c282a7d985 Foto di Elisabetta Orlacchio

È al via a Pisa la seconda edizione dell'Israeli Apartheid Week (1-5 marzo, vedi il programma), la settimana di iniziative lanciate dal movimento BDS per promuovere il boicottaggio accademico su Israele in solidarietà con il popolo Palestinese. In uno dei conflitti più lunghi, complessi e irrisolti del dopoguerra si sono inseriti con questa campagna lanciata nel 2005 i movimenti internazionali che in tutto l'occidente, e non solo, esprimono la condanna contro le azioni di aggressione condotte da Israele, e che auspicano un futuro di pace per le popolazioni del Medio Oriente.

Obiettivo della campagna BDS (Boicottaggio, Disinvestimento, Sanzioni su Israele), che promuove la Israeli Apartheid Week, è infatti di denunciare l'impunità delle ripetute azioni di oppressione del popolo palestinese (tra le più recenti e gravi, l'operazione Piombo Fuso del gennaio 2009, che è costata il massacro di 1.417 abitanti della striscia di Gaza, in prevalenza civili). Il movimento BDS individua la complicità dei governi occidentali con le politiche espansioniste di Israele nelle relazioni di ogni tipo, che dunque chiede di boicottare. "Là dove non intervengono gli organismi internazionali - spiegano gli organizzatori - devono intervenire le popolazioni per accerchiare politicamente il governo Israeliano e costringerlo ad abbattere il regime di Apartheid che ha costruito contro la popolazione Palestinese, così come è avvenuto in Sudafrica nel 1994".

Il boicottaggio è quindi rivolto a qualunque tipo di rapporto con Israele: economico, finanziario, militare, culturale, sportivo. In particolare, durante la settimana dell'Israeli Apartheid Week viene promosso il boicottaggio delle collaborazioni accademiche con le università Israeliane. Ed è questa una delle campagne più difficili da spiegare all'opinione pubblica (tanto che lo scorso anno il preside di Lettere si è sentito in dovere di non concedere l'autorizzazione all'uso degli spazi per la settimana di mobilitazione). Gli organizzatori dell'IAW precisano: "Il nostro non è un boicottaggio contro gli specifici progetti di cooperazione o contro alcune persone in particolare, ma contro le istituzioni accademiche: gli accademici Israeliani devono sentire la pressione internazionale contro gli atti criminali dei loro governi e dissociarsi da essi, come alcuni hanno coraggiosamente fatto". In caso contrario, specificano gli organizzatori, "non si può procedere con i rapporti come se niente fosse, sarebbe un modo per voltare la testa di fronte alla barbarie". Come andare a prendere un caffè con qualcuno sapendo che è un serial killer.

E sono molte le collaborazioni tra gli Atenei di Pisa (in particolare il Sant'Anna) e le università Israeliane che la campagna chiede di interrompere, a partire dalla sensibilizzazione del corpo docenti (alcuni professori hanno già dichiarato l'adesione alla campagna).

Tra gli obbiettivi raggiunti in Toscana da quando è cominciata la campagna BDS, il più importante è stato l'annullamento - in seguito ad un incontro tra gli organizzatori ed il gruppo BDS-Pisa - di un convegno promosso dalla Regione Toscana previsto per il 9 ottobre scorso in cui un'azienda Israeliana doveva presentare una tecnologia per lo smaltimento dei rifiuti.

Per questa seconda edizione sono previsti momenti di approfondimento, mostre fotografiche, proiezioni di filmati, laboratori e dibattiti in diversi spazi dell'università. Si segnala in particolare il 4 marzo alle 21:00 nell'aula F del Polo Fibonacci la partecipazione di Naji Owda (direttore del Phoenix Cultural Center di Betlemme) alla proiezione del documentario Route 181. Il 5 marzo alle 17:00 è fissato nell'aula multimediale della facoltà di Lettere un dibattito dal titolo "Diritto allo studio e Libertà accademica per il popolo palestinese", moderato dal prof. Giorgio Gallo e con l'intervento di alcuni docenti che promuovono la campagna. Infine, chi vuole cominciare a studiare le collaborazioni tra università pisane e israeliane per cominciare campagne di boicottaggio, può farlo partecipando al workshop del 3 marzo alle 17:00 nell'Aula R della facoltà di Scienze Politiche.

Vedi il programma completo dell'iniziativa

 

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2010/03/02 19:03:36 yassin jamali se l'operazione piombo fuso e' stata una "azione di oppressione" del popolo palestinese allora cos'erano le migliaia di missili qassam che dalla striscia di gaza sono piovute sulle citta' israeliane, sui civili inermi, scuole comprese, dal 2000 fino a piombo fuso (e anche dopo)? Cos'e' che vi impedisce di citarli? Non vi interessa che i cittadini di Sderot avessero solo 15 secondi di tempo dall'inizio dell'allarme per portare i loro bambini nei rifugi? no, non ve ne frega niente perche' siete solo dei luridi e spregevoli antisemiti.

Official Trailer for Israeli Apartheid Week 2010 - di

La Vignetta - Luca Ricciarelli

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