05/03/10 09:47 | autore: Francesco Auletta foto Stampa

I risultati del settimo congresso della Camera del Lavoro di Pisa 0

E' iniziato giovedì al Palazzo dei Congressi l'incontro dei delegati della Cgil. Dopo circa 600 assemblee di base, il documento "I diritti e il lavoro oltre la crisi", primo firmatario Epifani, ottiene il 77%, a fronte del 23% della seconda mozione “La Cgil che vogliamo”.

48c84b338c2e80df39196dcfe16cd6ed

Si è aperto ieri, giovedì 4 marzo, il settimo congresso territoriale della Camera del Lavoro di Pisa. Un passaggio cruciale nella vita del maggior sindacato della nostra provincia impegnato da mesi nella discussione congressuale nella quale dopo tanti anni si confrontano due documenti contrapposti: il primo che vede come prima firmatario l'attuale segretario nazionale Gugliemo Epifani si intitola "I diritti e il lavoro oltre la crisi", il secondo dal titolo "La Cgil che vogliamo" ha tra i suoi firmatari il segretario generale della Fisac Domenico Moccia e quello della Fiom, Rinaldini.

Il primo dato che emerge dai risultati delle assemblee di base, che sono state oltre 600 come ha ricordato l'attuale segretario generale di Pisa Gianfranco Francese nella sua relazione, è che su circa 53.000 iscritti hanno partecipato al voto in 13.583, pari al 25,35%.

Dalle urne il risultato emerso è il seguente: il primo documento ha raccolto 10.324 voti pari al 77,19%, mentre il secondo ha avuto 3.051 preferenze pari al 22,81%. In 696 congressi di base "I diritti e il lavoro oltre la crisi" ha avuto la meglio in 593 occasioni, mentre la "Cgil che vogliamo" ha prevalso in 94 occasioni, e 9 volte si è avuto un pareggio.

Sono stati consensi avuti in alcune categorie, in particolare la Filcams, lo Spi, la Filtea e Filcem a determinare il largo successo della prima mozione. Nel caso dello Spi, ad esempio, si sono recati ai seggi in 3635 e hanno votato per il documento di Epifani in 3.374, pari al 93,46%, un terzo del totale dei consensi che ha avuto questa mozione nella provincia di Pisa. Allo stesso modo nella Filcams su 1808 votanti, 1581 hanno scelto la prima mozione, pari al 88,92%.

Le tre categorie in cui si è registrata la maggiore affluenza alle urne rispetto al numero degli iscritti sono: la Fiom, la Filt e la Filtea. Vediamo nel dettaglio queste situazioni.

Nel caso dei metalmeccanici su 2.772 iscritti hanno votato in 1566, pari al 56,49, con il seguente risultato: la seconda mozione ha vinto con 1055 voti pari al 70,10%, mentre la prima ha preso 450 voti pari al 29,90%.

Simile il risultato della Filt in cui si è però registrata una partecipazione superiore. Infatti su 1397 iscritti hanno votato in 1.064, pari al 76,16 così suddivisi: 782 per la "Cgil che vogliamo", pari al 73,70% e 279 voti a "I diritti e il lavoro oltre la crisi", pari al 26,30%.

Nel caso della Filtea, invece, hanno votato in 988 su 1790 iscritti, ovvero il 55,2%, con un consenso quasi unanime per la prima mozione con 938 voti pari al 95,81%, mentre il documento di Moccia ha preso 41 preferenze pari al 4,19%.

Grande soddisfazione è stata espressa da Francese nel corso dell'intervento, in cui ha rimesso il suo mandato, per l'andamento del congresso: "E' stata una prova di democrazia di fondamentale importanza per la nostra organizzazione in un momento particolarmente difficile sia per la situazione economica ma anche per il quadro politico e le scelte antisociali di questo Governo delle destre".

"Non è la prima volta - ha proseguito Francese - che si confrontano posizioni diverse in un congresso, l'importante è poi lavorare in maniera unitaria perché la Cgil è un punto di riferimento necessario per centinaia di migliaia di lavoratori e lavoratrici nonché per la stessa democrazia di questo paese. Non posso, quindi, che essere soddisfatto dell'andamento del nostro congresso qui a Pisa che si è svolto in un clima sereno, in cui la Commissione di garanzia ha certificato i dati emersi da tutte le assemblee, senza che vi fosse un ricorso".

Il segretario generale della Cgil di Pisa ha svolto una lunga analisi sull'attuale situazione economica a livello internazionale, nazionale e locale, criticando i sostenitori dell'iperliberismo che teorizzano la diseguaglianza come motore della società. Ha parlato a lungo di una crisi che da finanziaria è diventata ben presto economica e sociale, che ancora perdura e rispetto alla quale l'attuale governo non ha fatto nulla.

Tanti i temi toccati da Francese che è più volte tornato sulla questione della precarietà del lavoro, della necessità di ridefinire un welfare universalistico, mentre oggi il sistema di protezione sociale esclude i lavoratori più deboli, tra questi un lungo passaggio è stato dedicato dal segretario della Cgil ai migranti: "Rivendichiamo le nostre iniziative contro l'apertura di un Cie in Toscana e riteniamo che vada ripresa una ampia iniziativa con le istituzioni, le comunità, le associazioni perché Pisa continui a essere un esempio e un modello come territorio di accoglienza e integrazione. Il primo marzo abbiamo costruito tutti insieme un evento importante, una giornata con i migranti e non senza i migranti. Serve una nuova politica sull'immigrazione improntata all'accoglienza e non alla sicurezza, in cui sia riconosciuto ai cittadini stranieri anche il diritto di voto. Gli immigrati devono avere il diritto di poter venire nel nostro paese in quanto sono persone, il libero diritto alla circolazione deve essere garantito".

Non sono mancate aspre critiche ai ministri Brunetta e Sacconi, e in particolare al suo libro bianco, rivendicando il valore e l'importanza del lavoro pubblico, e attaccando la strategia del governo di perseguire come strategia la divisione dell'unità sindacale. Anche in questo caso Francese ha rivendicato le battaglie che da sole la Cgil ha condotto in questi anni, muovendo pesanti rimproveri al comportamento di Csil e Uil: "L'accordo separato vuole svuotare di senso l'azione e la natura delle organizzazioni sindacali e del loro lavoro: senza la contrattazione non c'è sindacato. Noi dobbiamo rimettere al centro il lavoro e la contrattazione contro ogni deriva corporativa".

Infine il segretario generale di Pisa ha commentato il voto avvenuto due giorni fa in Senato che ha dato il via libera alla riforma del diritto del lavoro: "Occorre una risposta ampia e di tutti, e non solo della Cgil, contro questo ennesimo attacco non solo all'articolo 18 ma a tutto il mondo del lavoro. Un attacco ideologico che va avanti da anni e che riduce i diritti ed i salari dei lavoratori".

 

Bombe a Brindisi. Don Ciotti: "Attacco alla società civile" - di

La Vignetta - Luca Ricciarelli

6083daeee7f000ff9e92a831be23c1fc
Blocco_lettori