11/03/10 09:16 | autore: Francesca Parra Stampa

Salviamo l'Acquedotto mediceo 0

Un gruppo "spontaneo" di cittadini si è mobilitato per sensibilizzare, denunciare e documentare lo stato di abbandono dell'opera di ingegneria costruita alla fine del '500. E raccogliere firme per una petizione indirizzata agli Enti locali

8a2d8c3d52eceb9b9daa3d1c1ed0763b foto di Sailko

Chi a Pisa non conosce l'Acquedotto mediceo, costruito alla fine del '500 per portare l'acqua da Asciano fino a Pisa?
Ma forse solo i più attenti si sono accorti dello stato di cattiva manutenzione in cui versa questa grande opera di ingegneria e di architettura, un po' dimenticata e poco valorizzata, di proprietà del Comune di Pisa. Ma qualcosa si muove e per promuoverne la cura e denunciarne lo stato di degrado è sorto "un gruppo spontaneo di cittadini ai quali piace che l'Acquedotto sia mantenuto bene", come gli stessi si definiscono.

E dato che l'acquedotto "soffre", come primo passo il gruppo ha deciso di documentare lo stato di conservazione dell'opera mettendo in risalto gli elementi di criticità, anche attraverso documenti filmati. Elementi che possono essere facilmente verificati da chiunque attraverso una semplice passeggiata lungo la strada che lo costeggia.

Se in alcuni casi per eliminare il degrado sarebbero necessari poco più che interventi di potatura e abbattimento di alberi, come nel caso delle piante che crescendo a ridosso degli archi ne mettono a rischio la stabilità (video 1), in altre situazioni gli interventi necessari sono di tipo più strutturale.

Come denuncia lo stesso gruppo di cittadini, infatti, decine di archi sono inclinati fino a 10-12 gradi e potrebbero crollare in alcuni punti (video 2), altri sono compromessi da profonde crepe e cedimenti (video 3), mentre alla base l'erosione del terreno ne scalza le fondamenta (video 4). Ci sono poi piante che crescono fra le fessure, allargandole e sgretolandole (video 5), mentre "una miriade di piccioni ne fertilizzano la sommità facendo germogliare i semi portati dal vento" (video 6).

E siccome si sa che l'incuria non favorisce il comportamento civile, lungo il percorso dall'Acquedotto mediceo si trovano rifiuti abbandonati (video 7) da persone forse poco consapevoli dell'alto valore di questa struttura e della sua storia.

A ideare per la prima volta un progetto che consentisse di portare l'acqua di Asciano fino a Pisa, che come si riscontra in più fonti si approvvigionava di acque poco salutari e paludose, fu Cosimo I de' Medici. Il Granduca pensò di realizzare un acquedotto sotterraneo, più economico di quelli sopraelevati e meno laborioso da costruire data la natura paludosa del terreno pisano. Ma il progetto fu abbandonato.

Fu con Ferdinando I, figlio di Cosimo, che ebbero inizio i lavori per l'acquedotto sopraelevato nel 1588. Un'opera che, conclusa nel 1613 sotto il Granducato di Cosimo II, costò 16 mila ducati e fu diretta in un primo momento dall'architetto Raffaello Zanobi di Pagno, a cui succedette nel 1593 il nipote Andrea Sandrini, ingegnere.

Mille pini furono impiegati per realizzare i 6 km di acquedotto e i 954 archi che lo sorreggono. 40 i mesi di lavoro impiegati. La condotta fu infatti ultimata nel 1595 ma, a causa di errori nella progettazione, furono necessari alcuni interventi per consentire all'acqua di arrivare a Pisa senza stagnazioni durante il percorso.

Affinché quest'opera non vada perduta il "gruppo spontaneo di cittadini ai quali piace che l'Acquedotto sia mantenuto bene" ha iniziato a raccogliere le firme per inviare una petizione agli Enti locali, con lo scopo non solo di richiamare l'attenzione, ma anche di avviare una proficua collaborazione per la salvaguardia di questo patrimonio e per la sua valorizzazione.

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"Fatti sentire, non farti strozzare. No all'usura" - di Chiara Martina

La Vignetta - Luca Ricciarelli

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