11/03/10 09:00 | autore: redazione Pisanotizie Stampa

Consorzio Pisa Viva chiede l'orario continuato per i negozi 0

La proposta partirebbe da aprile, apertura dalle 10 alle 19:30 e chiusura alle 23 per i venerdì estivi

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Il Consorzio "Pisa Viva", aderente a Confcommercio, chiede provvedimenti speciali per fronteggiare la crisi nel periodo primaverile-estivo. La proposta, che al momento circola fra i commercianti, e quando sarà definitiva verrà sottoposta al Sindaco, è per l'orario continuato delle attività commerciali, a partire da aprile, con chiusura alle 23 nei venerdì estivi. In cambio, chiedono i commercianti, una riduzione del pagamento dei parcheggi nelle strisce blu, ossia fino alle 18.

Orario continuato quindi per aprile, maggio e giugno, con apertura dalle 10 alle 19:30, eccetto appunto i venerdì. Per i mesi di luglio e agosto invece, propongono l'apertura di venerdì alle 17 e la chiusura alle 23.

Prima di ogni decisione comunque, la proposta dovrà essere vagliata da tutti gli esercizi dell'asse Corso Italia- Borgo Stretto, anche fra coloro che non hanno aderito al consorzio. Successivamente, se verrà accettata dal Sindaco, diventerà immediatamente operativa.

Fra i commercianti comunque c'è perplessità e incertezza: l'orario continuato, anche nelle passate stagioni, non ha mai portato cambiamenti sostanziali nelle vendite, specialmente in estate quando gran parte dei cittadini approfitta della pausa pranzo per dedicarsi un paio d'ore al mare.

"Profondamente sbagliata", a giudicarla così è Cinzia Bernardini della Filcams-Cgil, che ha dichiarato: "A fronte di una crisi generale dei consumi e una diminuita capacità di spesa delle persone e delle famiglie, la risposta di allungare ed allargare gli orari di apertura dei negozi e dei supermercati è profondamente sbagliata, come dichiarato da tempo".
Alle famiglie - secondo Bernardini - mancano le risorse, i soldi da spendere, non le occasioni per farlo. Non è con i negozi sempre aperti che si qualificano i centri storici e le città, ma attraverso proposte culturali e di iniziative di aggregazione condivise." "Inoltre - prosegue la sindacalista - le proposte si dimenticano di una parte fondamentale della vicenda: i lavoratori che con questa scelte, vedrebbero peggiorate le proprie condizioni di lavoro e di vita; delle esigenze di chi è impiegato nel settore e delle conseguenze negative che simili scelte potrebbero avere sui lavoratori, per la maggioranza donne, che già stanno pagando le conseguenze della crisi".

"Fatti sentire, non farti strozzare. No all'usura" - di Chiara Martina

La Vignetta - Luca Ricciarelli

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