Il mondo della scuola venerdì 12 marzo si è fermato nuovamente contro la "riforma Gelmini". A Roma una manifestazione nazionale indetta dai Cobas, i precari della scuola in presidio sotto il Ministero dell'Istruzione, e gli studenti in strada per difendere il diritto allo studio e al sapere.
A Pisa nella mattinata di venerdì, si è svolto un corteo degli studenti a cui hanno aderito circa duecento persone che è sfilato per le strade del centro cittadino. Il concentramento era fissato per l 8:30 davanti al complesso "Concetto Marchesi", ma a causa della forte pioggia il corteo si è messo in moto con circa un'ora di ritardo. Ad aprire la manifestazione un grande striscione : "Riappropriamoci delle scuole" e una bara di cartone con sopra scritto "Scuola Pubblica" che a turno è stata portata dagli studenti per l'intera durata della sfilata.
Il corteo si è così mosso in via Garibaldi, attraversando Ponte della Fortezza, il Lungarno Galileo e quindi Corso Italia, dove gli studenti hanno fatto una sosta all'altezza di via Pascoli dove si trova il provveditorato, super blindato dalle forze dell'ordine, per far sentire la propria protesta. Tanti gli slogan contro il Governo, Berlusconi e la Gelmini ma anche contro le istituzioni scolastiche ree di non far sentire la propria voce in opposizione a questi provvedimenti.
A scendere in piazza sono stati soprattutto gli studenti dell'Istituto Alberghiero, mentre da parte delle altre scuole vi è stata una scarsa partecipazione. Il "Matteotti", infatti, si è reso in questi giorni protagonista della mobilitazione: sarà infatti uno degli istituti più colpiti dalla riforma, con un taglio dei laboratori pari al 45% e l'eliminazione dell'indirizzo turistico cui sono iscritti attualmente circa 300 fra ragazzi e ragazze. Per l'alberghiero - come per tutti gli istituti professionalizzanti - insegnanti, genitori e ragazzi si domandano: dove verrà svolta la formazione pratica degli studenti?
Tanti saranno gli indirizzi che verranno cancellati nelle scuole superiori della provincia di Pisa, ma gli studenti mostrano di non accettare la demolizione incondizionata del proprio futuro e così, al termine della manifestazione, annunciano nuove mobilitazioni per le prossime settimane.
Sempre venerdì mattina Il Coordinamento Precari Scuola è partito alle 4:30 verso Roma, dove si è tenuta la manifestazione nazionale con "assedio permanente" del Ministero della Pubblica Istruzione. Molti insegnanti precari sono rimasti a Pisa a sostenere la protesta dei loro studenti, ma altrettanti hanno deciso di partire verso Roma e presidiare per tre giorni il Miur.
Il Coordinamento, si legge da uno dei numerosi volantini distribuiti "Chiama alla mobilitazione tutti i lavoratori della scuola di ogni ordine e grado, stanchi e vessati dai continui attacchi di questo Governo ed in particolare di questo Ministero."
Licei, Istituti Tecnici e Professionali, secondo i precari "si trovano nella più totale confusione". Per non perdere le iscrizioni molte scuole garantiscono l'attuale offerta didattica, pur sapendo che non potrà essere mantenuta.
Tutto questo sta accadendo "perché manca ancora il piano dell'offerta formativa, fondamentale per lo sbocco professionale dei ragazzi. Mancano le linee guida per programmare le attività didattiche, che usciranno forse solo a maggio."
"Mancano le direttive - prosegue il Coordinamento - che indicano quali materie possono insegnare i professori, e mancano gli accordi con le Regioni, che in piena campagna elettorale non vogliono esporsi".
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