Ieri il Consiglio di Amministrazione dell'Università di Pisa ha confermato la decisione assunta lo scorso venerdì dal Senato Accademico di dare il via libera alla "rottamazione" dei ricercatori del nostro ateneo con 40 anni di contributi.
Si tratta di una delibera sulla quale già vi erano state forte opposizioni e critiche anche da parte dei sindacati dei docenti e che con tutta probabilità si trasformeranno in un contenzioso giuridico davanti al Tar tra i ricercatori e l'ateneo pisano.
Entro la fine del mese di aprile verranno così inviate dagli uffici competenti le lettere in cui si comunica che entro il 31 ottobre questi 48 ricercatori andranno in pensione. Dal ricevimento della lettera i diretti interessati avranno 60 giorni per potere presentare ricorso.
Al riguardo è probabile che l'istanza venga presentata da parte dell'avvocato Menzione, legale dei ricercatori, presso il Tar del Lazio e non della Toscana, trattandosi di una questione di carattere nazionale e tenendo anche conto del fatto che proprio dal Tar del Lazio sono già venute pronunce di sospensiva del provvedimento in casi analoghi, come quelli degli atenei di Messina e Salerno.
Nella delibera il CdA spiega così le ragioni del provvedimento: "Nella seduta di martedì 27 aprile 2010 il Consiglio di Amministrazione dell'Università di Pisa - ha deliberato di procedere con il prepensionamento volontario del personale docente e ricercatore, nonché con il prepensionamento dei ricercatori e degli assistenti del ruolo a esaurimento che hanno maturato 40 anni di anzianità contributiva ai fini pensionistici".
"Il dibattito - si legge ancora nel documento - che ha portato alla delibera di prepensionamento dei ricercatori, originariamente prospettato solo su base volontaria, è partito dalla constatazione dell'insufficienza di tale misura. Pertanto, si è dovuto prendere atto con rammarico della necessità del ricorso anche al prepensionamento per legge. È infatti prevalsa la consapevolezza che questo era l'unico strumento per perseguire gli obiettivi sia di mantenere al di sotto del 90% il rapporto tra spese fisse di personale e Fondo di Finanziamento Ordinario, sia di reperire risorse per il reclutamento di nuovo personale".
Infine nell'ambito della delibera del Consiglio di Amministrazione si indica anche l'utilizzo che verrà fatto delle risorse che si sono rese così disponibili dall'operazione prepensionamenti, affermando che "tutte le effettive economie che ne derivano siano impegnate nell'assunzione di ricercatori, personale tecnico-amministrativo ed eventualmente personale docente idoneo".
Con questo atto si dovrebbe, quindi, dare il via libera alla stabilizzazione delle 89 unità del personale tecnico-amministrativo, dando così seguito all'accordo sottoscritto presso la Direzione provinciale del lavoro dall'Ateneo con questi lavoratori, ed al bando di un numero conseguente di ricercatori (68), in base a quanto disposto dalla legge. Si tratterà di definire i tempi e le modalità con cui verrà realizzato questo piano di reclutamento.
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