Che Università è oggi quella di Pisa? Qual è lo stato di salute della sua salute democrazia interna?
Sono domande che oggi la comunità universitaria, e non solo, si pone alla luce della a dir poco insolita, ma a lungo vociferata, "forte raccomandazione" ai decani che il Senato Accademico straordinario di venerdì scorso ha approvato, a non indire elezioni prima di settembre quando, a parere di molti, si saprà il destino del DDL in materia di organizzazione universitaria, attualmente in esame al Senato della Repubblica.
Il rinvio interessa alcuni Presidi di Facoltà e Direttori di dipartimento, il prorettore vicario, e tutti i prorettori, oltre che lo stesso Rettore il cui mandato scade il prossimo 30 ottobre. Lo Statuto e il regolamento in materia di elezioni stabiliscono, invece, che spetta solo al Decano dell'università, in tutta autonomia, indire le elezioni del Rettore nei sei mesi precedenti la scadenza del suo mandato, dunque a partire dal 30 aprile.
La stessa figura del Decano, secondo lo Statuto, nasce proprio come istituzione di garanzia delle procedure, del tutto sganciato dagli organi. In questa occasione, uno degli organi di governo, in questo caso il Senato Accademico, ha deciso di "esercitare pressioni" - c'è anche chi parla di "un vero e proprio colpo di mano" - votando un atto che riguarda l'interesse di molti membri del Senato, cioè Rettore e Presidi.
Si tratta, però, di un indirizzo che per chi è addentro alle dinamiche accademiche non risulta una novità. Da tempo era nota l'intenzione del Rettore Pasquali di evitare che si procedesse nei tempi previsti dallo Statuto all'indizione delle elezioni per il nuovo "magnifico", in attesa di "buone notizie" contenute nel disegno di legge. Il problema che molti si ponevano era come questo potesse avvenire. La forma scelta è quella della "forte raccomandazione"; anche in questo caso il valore simbolico delle parole ha un forte peso politico, il cui significato difficilmente può essere equivocato.
Che ci sia un forte imbarazzo - nonostante nessuno pensi di tornare sui passi della decisione presa - risulta evidente dalla scelta dell'amministrazione di fornire un'"interpretazione autentica" della raccomandazione ai decani e pubblicare nell'home page del sito dell'Università una nota al riguardo che riportiamo di seguito.
In relazione ad alcuni articoli pubblicati sulla stampa locale del 27 aprile u.s. a commento della delibera del Senato Accademico datata 23 aprile 2010 e delle considerazioni esposte nell'allegata relazione tecnica, riguardo al punto "Ddl 1905: problemi di coordinamento per le procedure di rinnovo delle cariche", si precisa quanto segue:
1) L'intervento e la discussione in Senato Accademico sono stati fondamentalmente mossi dalla volontà di garantire, per il rinnovo delle cariche istituzionali, un confronto/dibattito il cui quadro legislativo di riferimento fosse quanto più possibile definito. La considerazione precedente deriva dall'analisi dell'iter del Ddl 1905 che, ove si concluda con l'approvazione di una nuova legge, che al momento appare rivolta a ridefinire le funzioni degli organi e delle cariche di governo dell'Università, ingenera il rischio di preparare le elezioni in base a riferimenti legislativi e funzioni di governo che la legge stessa mostra di voler superare o modificare profondamente;
2) La delibera in oggetto nulla toglie alle prerogative statutarie dei decani: si limita, infatti, a raccomandare una data che, pur avanzata nel semestre dedicato alle elezioni, consente una tempistica sufficiente a garantire il regolare svolgimento dei processi elettorali, evitando i rischi esposti nel precedente punto; tutto questo, comunque, senza modificare in alcun modo la scadenza dei mandati in corso, che sono - e rimangono - destinati a terminare il 31 ottobre 2010;
3) Le interpretazioni e le supposizioni al di fuori di queste precisazioni non corrispondono alla volontà del Senato Accademico e certo non contribuiscono a facilitare l'individuazione del percorso più opportuno per sviluppare un dibattito utile all'Università di domani.
Anche alla luce di questa nota continua ad echeggiare nelle aule delle Facoltà la domanda iniziale: Qual è lo stato di salute della democrazia nella nostra Università?
Pisanotizie si augura di poter raccogliere e dare spazio delle risposte a questo interrogativo.
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