29/04/10 09:00 | autore: Cinzia Colosimo Stampa

Asili nido: “Pronti a bloccare il servizio se il Comune non cambia linea” 0

Ieri si è tenuta a Palazzo Gambacorti l'assemblea del personale dei servizi educativi. Molte critiche di metodo e di merito al programma presentato nei giorni scorsi dall'assessore Chiofalo, ma, in generale, su tutta la riorganizzazione della macchina comunale. La Rsu proclama lo stato di agitazione

78d37a3b166cd89462e836265d64db05

Rsu del Comune sul piede di guerra. Dopo la riorganizzazione della macchina comunale che ha caratterizzato questo lungo inverno, a detta dei rappresentanti sindacali sono tanti gli uffici comunali che ne sono usciti 'malconci'. Ne forniscono un lungo elenco, dalla polizia municipale "che tende a trattare fuori dalle reti sindacali e sulla scia delle ordinanze", all'ufficio casa in via di trasferimento all'Apes, sotto organico e nessun investimento, all'ufficio prevenzione e protezione "dove non si fanno corsi di formazione". Ultimi, solo per motivi di cronaca, i servizi educativi.

L'annuncio della riorganizzazione dei nidi da parte dell'assessore Chiofalo ha infatti sollevato nuovamente critiche e opposizioni da parte delle lavoratrici e delle Rsu. Dopo i primi disappunti emersi nei giorni scorsi, ieri l'assemblea dei lavoratori e delle lavoratrici dei servizi educativi alla prima infanzia ha discusso sulla riorganizzazione imposta dall'Amministrazione Comunale, e all'unanimità ha respinto le scelte sugli asili nido.

I motivi si inseriscono innanzitutto nel contesto generale, in cui l'amministrazione, per le Rsu "prosegue il percorso di privatizzazione e impoverimento progressivo dei servizi pubblici e ausiliari". La strada intrapresa, per i sindacati, "è di investire le risorse finanziarie per potenziare la dirigenza, in un quadro dove l'amministrazione stessa ha più volte dichiarato tali funzioni in esubero, e per non creare occupazione che porti all'incremento dei servizi".

Nello specifico, ossia i servizi educativi, "il Comune riduce l'offerta di servizi - posti letto e orario - e modifica i turni del personale senza contrattazione. Riduce i posti di lavoro pubblico, con il blocco delle assunzioni di educatrici/ausiliari e licenziamento dei precari".

La denuncia più diretta dei sindacati è che l'amministrazione "dirotta l'utenza che ha necessità di servizi più estesi verso il privato".
E, proseguono, "non rispetta gli accordi siglati con le OOSS che prevedevano gli organici del personale educativo dei nidi a 76 unità contro le attuali 67 o massimo 69, le insegnanti di materne a 18 unità e mantenevano il servizio ausiliario a gestione diretta. Non tiene conto delle proposte organizzative presentate dalle OOSS".

Smentiscono l'eccellenza pubblicizzata dalla Chiofalo e sostengono che questa riorganizzazione "in realtà, colpisce i bambini, i genitori, le lavoratrici/lavoratori e la qualità del servizio nel suo complesso acutizzando problemi irrisolti, in primisi il disequilibrio nei carichi di lavoro".
L'assemblea quindi, "chiede per le scuole materne la conferma del mantenimento a gestione comunale, l'assunzione di tre insegnanti per coprire gli imminenti pensionamenti, la sostituzione in caso di assenza per il rispetto del rapporto numerico insegnante/bambino".
Una richiesta specifica va anche alle scuole dell'infanzia, per le quali chiedono "Trasparenza sull'utilizzo delle risorse destinate dallo stato per il loro funzionamento".

Nel dettagliare le richieste in conferenza stampa, i delegati Rsu hanno più volte sottolineato i crescenti problemi di comunicazione con l'Amministrazione, come spiega la delegata Sandra Ricciarelli, "che non opera più per tavoli di trattativa, ma con incontri informali dove tendono a comunicare decisioni già prese". Critiche che portano alla luce atteggiamenti "di attribuzioni non trasparenti di incarichi, mancanza di formazione, assenza di relazioni sindacali stabili".
"Sono ormai due anni che il rapporto fra dipendenti comunali e amministrazione si è inasprito" commenta Maria Borsò, educatrice al nido e delegata della Cgil. "Ma in realtà è dal 1998 che assistiamo a una progressiva riduzione dell'organico dettata da motivi economici".
Anche la delegata dei Cobas Cinzia Pardini critica le decisioni sui servizi educativi, in particolare i metodi con cui sono state simulate le presenze educatrici/bambini per programmare le sostituzioni. "Il sistema delle sostituzioni è vecchio di dieci anni fa - ha dichiarato - Con questo sistema non è semplice avere le sostituzioni e il personale si deve attivare per prolungare gli orari o dando giornalmente flessibilità oraria, per sopperire spesso alle carenze di risorse economiche".
"Chiediamo semplicemente l'applicazione della legge regionale - ha proseguito - dove si stabilisce che il rapporto educatrice bambini 1/6, calcolato sul mese di massima frequenza, che per Pisa è maggio, venga mantenuto nelle varie fasce di funzionamento di servizio: spesso invece nei pomeriggi il rapporto è molto più alto".

E conclude con un appunto: "L'amministrazione sostiene che questa riorganizzazione è buona perché non calano i posti disponibili, in realtà non calano perché riducendo la disponibilità dei nidi Toniolo e Timpanaro, si vanno a dirottare quelle utenze sugli altri asili, che aumentano l'offerta da 30 a 35, o da 38 a 40, senza però aumentare contemporaneamente l'organico".

Nel pomeriggio di ieri si è aggiunta la voce della Fp-Cgil, con una nota di Giuseppina Sandroni in cui dice che il Comune "prevede di ridurre la compresenza degli educatori e del personale ausiliario, fondamentale per la programmazione delle attività e per dare continuità all'attività didattica, in favore dell'introduzione di 4 fasce di uscita: la prima alle 14,00, la seconda alle 15,30, la terza alle 16,30 e l'ultima alle 17,00. Tutto questo accompagnato dalla riduzione di 7 educatori e quindi a danno alla qualità ed alla quantità dei servizi offerti".

"Accadrà - continua - purtroppo, che pochissimi bambini avranno la possibilità di restare al nido fino alle 17,00 mentre la generalità dei bambini,oggi concentrata nella fascia 16,30, sarà costretta ad uscire o alle 15.30 o addirittura alle 14,00".
E conclude la nota: "Chiediamo in primo luogo il rispetto degli accordi sottoscritti in tema di organici, in secondo luogo riteniamo necessario garantire per quanto più possibile e alla maggioranza dei bambini dei nidi l'uscita pomeridiana più ampia in rapporto al personale che intende assumere, ed un tavolo di confronto sui problemi della scuola dell'infanzia. Infine diciamo all'Amministrazione che qualsiasi scelta intenda fare, deve necessariamente tener conto che "con il motore di una Fiat 500 non si possono certo pretendere le prestazioni di una Ferrari!"

Queste le motivazioni, all'unanimità accolte dalle sigle: "Perciò l'assemblea con le OOSS proclama lo stato di agitazione del personale dei servizi educativi con un percorso di mobilitazioni con i genitori che potrà portare al blocco dei servizi".
L'annuncio quindi è stato fatto: se dall'assessorato ai servizi educativi non ci saranno evidenti segnali di cambiamento, le educatrici incalzano "Con il sostegno dei genitori e delle colleghe ausiliarie, a maggio, il mese più frequentato, bloccheremo i servizi". 

Leggi anche:

- I Cobas contro il piano sugli asili nido

- La riorganizzazione dei nidi comunali per l'anno 2010/2011

Bombe a Brindisi. Don Ciotti: "Attacco alla società civile" - di

La Vignetta - Luca Ricciarelli

6083daeee7f000ff9e92a831be23c1fc
Blocco_lettori