10/05/10 08:51 | autore: redazione Pisanotizie Stampa

Vecchiano: su Ikea fortissime tensioni nella maggioranza 0

Psi, Pri e Pdci chiedono al sindaco Pardini e al capogruppo della maggioranza di escludere dal gruppo il consigliere del PRC Massimo Cerri che aveva votato contro la procedura d'avvio del piano strutturale di area in quanto si citava Ikea in quel documento. Dura la replica di Rifondazione Comunista.

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Si fa pesante il clima in Consiglio Comunale a Vecchiano, dove Psi, Pri e Pdci hanno inviato una lettera ufficiale al Sindaco ed al capogruppo della coalizione di Insieme per Vecchiano, Massimo Marianetti, in cui chiedono di escludere dalla maggioranza il consigliere di Rifondazione Comunista, Massimo Cerri, per il suo voto contrario all'avvio della procedura del piano strutturale di area, una decisione che viene definita "un grave atto politico". Un parere negativo espresso dal rappresentante del PRC in quanto in quel documento si sottolinea "la rilevanza d'area che assume la proposta di Ikea di realizzare un insediamento a Migliarino..." .
I tre partiti evidenzia che prima di prendere questa iniziativa hanno aspettato che Marianetti ed il sindaco Pardini intervenissero per "per porre rimedio alla rottura politica che il consigliere di Rifondazione, con il suo voto contrario, aveva creato in seno alla maggioranza".

"Visto che Marianetti e Pardini - scrivono il Partito dei comunisti italiani, il Partito socialista, il Partito repubblicano - abbiamo sentito il bisogno di porre in atto una azione tesa a un chiarimento politico, ritenendo che non esista una logica politica che possa prevalere rispetto all'unità della maggioranza democraticamente costituita e che sempre ha cercato di trovare una comune sintesi. Riteniamo che la grave azione posta dal consigliere Cerri Massimo, lo abbia auto-escluso e posto al di fuori della maggioranza del governo di Vecchiano".
Da qui la lettera aperta al Sindaco e al capogruppo in cui si chiede loro "se intendono o meno prendere una decisione coerente con la dignità politica e istituzionale, o se si intenda continuare a perseguire la politica del personalismo, al di fuori degli schemi e dei programmi elettorali".

Netta la risposta del consigliere di Rifondazione a queste accuse: "Ritengo che la richiesta di essere escluso dalla maggioranza sia l'ennesimo ricatto di certi partiti. Dico questo perché, da quando è stato presentato il progetto del centro commerciale, almeno una volta al mese hanno affermato: 'O si fa il centro commerciale, o facciamo saltare la Giunta'".

"Tornando alla richiesta delle mie dimissioni - prosegue Cerri - vorrei puntualizzare che durante il mio intervento nel Consiglio Comunale del 29 aprile ho detto che condividevo in parte ciò che era stato scritto, infatti mi sono astenuto sull'ordine del giorno della maggioranza, ma non condividevo il fatto che fosse stato inserito nel documento tecnico per l'avvio del Piano Strutturale d'Area il nome dell'azienda che doveva occupare la zona all'uscita autostrada. Tornando al programma elettorale io ho sempre votato tutto quello che vi è scritto, non mi sembra che vi sia scritto del Piano Strutturale di Area".

Su questa vicenda, che potrebbe avere numerosi strascichi anche all'interno della Federazione della Sinistra di cui il Pdci fa parte insieme con Rifondazione, è intervenuto il segretario provinciale del PRC a difesa dell'operato del consigliere Cerri, parlando di modi "stizzosi, capziosi e scorretti" da parte del Pri, del Psi e del Pdci, e ribadendo anche la propria contrarietà al progetto Ikea a Migliarino: "Abbiamo da sempre manifestato una netta contrarietà all'ipotesi progettuale del centro commerciale per le sue implicazioni ambientali e per lo stesso modello di sviluppo al quale si ispira. E non è forse vero che per la gestione della vicenda aveva manifestato perplessità e riserve anche il Pdci provinciale?"
"Inoltre - prosegue Barbuti - corre l'obbligo di ricordare che l'argomento agitato non rientra in alcun modo nel programma di coalizione. Semmai, al contrario, proprio i rappresentanti dei tre partiti sulla vicenda Ikea hanno costituito una coalizione nella coalizione, ed in questo senso possiamo leggere il loro intervento come l'ennesimo scoordinato e puerile tentativo di condizionare le scelte dell'amministrazione senza assumersi però la responsabilità di chiedere la votazione di documenti di indirizzo che attestino le loro volontà!".

Ma la questione Ikea non crea scompiglio solo a sinistra, infatti prosegue il botta e risposta tra lo stessa Ikea ed il circolo Legambiente di Pisa, che già nelle scorse settimane era stato molto aspro. Ma questa volta a prendere la parola per l'associazione ambientalista è non solo il presidente del circolo di Pisa ma anche il Vice Direttore Generale di Legambiente Nazionale, Andrea Poggio. I due hanno infatti inviato una nota congiunta per rispondere alle accuse da parte della multinazionale svedese di un presunta differenziazione delle posizioni tra il livello locale e quello nazionale di Legambiente.

"E' vero, Legambiente in tutta Italia sta dialogando e in alcuni casi collaborando, con Ikea - scrivono Ricci e Poggio - sulle conseguenze ambientali dell'operare dell'azienda, sull'uso delle energie rinnovabili e l'offerta di mobilità più sostenibile, così come, con altre associazioni, sull'impatto sociale. Riconosciamo e abbiamo riconosciuto ad Ikea anche l'impegno al rispetto dei lavoratori".

"Ma ciò - tengono a precisare i due dirigenti dell'associazione ambientalista - non risolve i problemi locali creati dall'insediamento di Migliarino. Del resto le osservazioni riguardano il complesso del centro commerciale, che vedrebbe Ikea occupare solo la metà dei volumi costruiti. A Migliarino verrebbero sacrificati ambiente e territorio, scavalcando le previsioni urbanistiche vigenti e occupando nuovo territorio agricolo invece di sfruttare, ad esempio, aree industriali dismesse. Si aggraverebbe un traffico già pesante, con conseguenze su mobilità e inquinamento. Difficile pensare che Ikea non debba essere considerata corresponsabile di un simile errore."

 

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