E' previsto per domani alle 11:30 l'intervento presso l'Aula Magna Nuova della Sapienza del presidente della Camera dei Deputati, Gianfranco Fini, nell'ambito del ciclo di letture organizzato organizzato dalla Facoltà di Giurisprudenza sul tema "Cittadini e migranti" con un intervento dal titolo "Immigrazione e diritti di libertà nell'era della globalizzazione", a cui seguirà, secondo quanto previsto dal programma, un dibattito pubblico.
Ad attendere l'onorevole Fini ci sarà un "comitato di accoglienza" composto da diverse realtà studentesche e cittadine che ieri nel corso di una conferenza stampa hanno espresso tutto il proprio dissenso e l'intento di contestare l'ex-segretario di Alleanza Nazionale per la sua presenza in città e specificamente nell'Università.
E già oggi alle 17:30 proprio alla Facoltà di Giurisprudenza è convocata un'assemblea pubblica per costruire la mobilitazione prevista per domani, a partire dalla convocazione di un presidio a partire dalle ore 10 in Piazza Dante.
"Proprio nel periodo in cui in Toscana il PD torna a parlare di Cie - spiegano nell'appello dell'incontro di oggi i promotori dell'iniziativa - in cui le politiche securitarie costituiscono l'unico strumento di risposta alla crisi, in cui eventi come la rivolta di Rosarno vengono relegati al dimenticatoio, Fini si erge paladino dei diritti dei migranti e promotore di una proposta di legge che riformi il diritto di cittadinanza".
"Ma questo stesso Fini - proseguono collettivi ed associazioni - che pensa di utilizzare le aule universitarie come tribuna politica per le sue sfilate istituzionali, è lo stesso Fini che con Bossi respinge in mare i barconi della morte carichi di uomini e donne, è lo stesso Fini che insieme a Giovanardi equipara l'uso, l'abuso e lo spaccio di droghe pesanti e leggere, sovraffollando le carceri e tacendo sui massacri che quotidianamente hanno luogo al loro interno".
La Bossi-Fini e la Fini-Giovanardi sono le due leggi "liberticide" che saranno al centro della contestazione, ma non solo. Infatti studenti ed attivisti dei movimenti sociali non dimenticano come il presidente della Camera sia lo stesso che "era nella caserma di Bolzaneto durante i giorni del G8 di Genova del 2001: è lo stesso fascismo edulcorato che non fatichiamo a vedere dietro la nuova maschera della destra democratica europea".
"Per questo - si legge ancora nell'appello - consideriamo la presenza di Fini a Pisa una provocazione che non può essere accettata: Pisa è la città che resiste e si schiera al fianco dei migranti nella lotta contro il decreto antiborsoni, che dà voce ai parenti delle vittime dello stato, che sfila libera nelle manifestazioni antiproibizioniste, che lotta insieme alle famiglie per difendere il diritto alla casa e al reddito garantito, che si batte per il diritto all'istruzione pubblica e per tutti e tutte".
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