Il Consiglio Provinciale di Pisa ha dato l'avvio del procedimento per il Piano Strutturale dell'area pisana. Dopo l'approvazione da parte dei comuni interessati - Calci, Cascina, San Giuliano Terme, Vecchiano, Vicopisano e Pisa, ieri è stato l'organo provinciale a pronunciarsi. Lo ha fatto approvando l'avvio del procedimento, ma adottando anche un atto di indirizzo che evidenzia ruoli e vincoli, limiti e finalità; letto alla luce delle lunghe discussioni che animano da mesi il dibattito sul piano strutturale, l'ordine del giorno approvato dalla Provincia è sembrato una bacchettata sulle mani.
Moltissimi i consiglieri intervenuti in un dibattito che ha fatto emergere da subito le contraddizioni e gli interessi legati ad aree di particolare rilevanza per la caratterizzazione del nostro territorio; tra i primi il consigliere della PdL Gambini nominandola soltanto: "Ikea", ma anche molti altri che hanno menzionato il Porto, le richieste di varianti al Parco, la gestione del litorale.
A introdurre il provvedimento l'assessore alla Pianificazione Territoriale Giacomo Sanavio: "Con questo atto si dà avvio alla variante al piano territoriale di coordinamento (PTC), contestuale all'avvio di procedimento per la redazione dle Piano strutturale d'area".
"Si tratta di un momento di copianificazione - ha spiegato - con piani coordinati di aree, mai sperimentata a livello provinciale. La declinazione finale complessiva è quella di uno sviluppo sostenibile".
Denso di questo riferimento è infatti l'ordine del giorno presentato dalla maggioranza insieme alla delibera, che Sanavio ha così motivato: "E' opportuno affermare il tema del 'limite' al consumo del suolo, strettamente legato a dinamiche di sviluppo. Stretto legame fra piani di sviluppo e programmazione territoriale: occorre una stretta connessione fra programmazione anche in tema di infrastrutture e sviluppo, per non ricorrere in logiche dissennate. Per questo motivo tutti i comune dovranno saper rinunciare a qualcosa per l'interesse complessivo".
"La lista dei "desiderata" non può essere soddisfatta così com'è - ha continuato - ma deve essere redatta secondo i criteri di cooperazione, concertazione, cncentrazione, conservazione e perequazione".
Nell'odg si parla di una volontà di "sviluppo urbanistico senza dover necessariamente consumare altro territorio" e che laddove questo non è avvenuto "si imprima una svolta decisiva nel rapporto con il territorio".
Nel testo si colloca "la sfida principale del Piano Strutturale d'Area nel pensare tutto il territorio interessato in chiave di città europea del XXI secolo" attraverso scelte "che facciano dello 'sviluppo di qualità' l'elemento guida delle politiche urbane e accettino la sfida europea della riorganizzazione territoriale delle città, centro di reti, momento fondamentale per la riconquista di una maggiore sostenibilità ambientale complessiva, luoghi in grado di creare occupazione, economia, ambiente, capaci di sfruttare le nuove tecnologie per non aumentare la propria configurazione spaziale".
L'ordine del giorno parla inoltre di "contenimento del suolo e delle altre risorse non rinnovabili", "limiti di sostenibilità e prestazioni ambientali", cita esplicitamente gli interventi su mobilità e infastrutture - viabilità a nord di Pisa, corridoio autostradale come tangenziale ovest, servizi ferroviari metropolitani di superficie a nord e a sud del nodo pisano, e impegna infine "a favorire i più ampi percorsi di partecipazione".
Un distinguo sui contenuti dei due documenti è stato posto dal consigliere di Rc Andrea Corti: "Una pianificazione sovraordinata era inevitabile - ha dichiarato -. Ma la necessità di uno strumento di pianificazione introduce nuovamente la necessità di coordinamento fra territori, e un richiamo all'urbanistica partecipata, strumenti a cui non si deve rinunciare".
Facendo riferimento agli allegati della delibera ha continuato, "ci sono segnali di contraddizione: perché inserire degli insediamenti specifici in un provvedimento di avvio?" Ciò che è stato fatto, secondo Corti è stato "un inserimento "surrettizio" di elementi" che ha dichiarato "mi inducono a votare contro",mentre ha espresso voto favorevole ad un odg, il cui contenuto "risponde in una certa direzione a queste perplessità, un segnale di impegno da parte della provincia su principi fondamentali". Altra perplessità infine riguarda l'Ente Parco: "Perché non è stato inserito nel coordinamento?"
L'assessore Sanavio ha quindi risposto nuovamente prima del momento del voto, incalzando sui contenuti dell'atto di indirizzo: "La scelta autonoma di ogni amministrazione di far marcia indietro per cambiare il livello di programmazione. Sono consapevole dei limiti e delle contraddizioni della relazione generale dell'avvio al procedimento".
"Le scelte del Piano
strutturale vigente - ha proseguito - hanno definito politiche di sviluppo e di
trasformazione delle aree del litorale - con la previsione del porto
turistico, del recupero delle ex colonie, dei nuovi insediamenti di
Calambrone - prevedendo modalità di gestione dei problemi di
mobilità improntati al basso impatto ed al recupero di
infrastrutture di trasporto pubblico. Sono forse stati degli sciocchi
gli amministratori dell'epoca facendo questo tipo di scelte? Io non
credo proprio. Valorizzare quella parte di territorio non deve
significare aggravare pesantemente il traffico privato. Ogni sviluppo
possibile deve tendere alla massimizzazione del valore rappresentato
dal fatto di stare all'interno di un Parco naturale, non al suo
contrario."
Inflessibile quindi la sua posizione sul Parco: "Questo è al centro delle
dinamiche cha hanno guidato le scelte degli ultimi 30 anni. Il ruolo
di questo Ente, che deve continuare ad essere centrale, va letto in
termini positivi; non in termini di vincolo o freno. Oggi il Parco
costituisce per questi territori un valore ed un elemento distintivo,
che va sostenuto e ulteriormente valorizzato."
Sulla programmazione economica bisogna stare attenti ai "finti progetto sostenibili": "Guai a noi" ha chiosato Sanavio, "se decidessimo di staccare i confini del parco in nome del suo sviluppo; l'interesse che ruota attorno a quella dimensione è l'interesse di ricchezza sia economica che ambientale."
La delibera è stata votata con 18 voti favorevoli e 9 contrari, mentre l'atto di indirizzo è passato con 18 favorevoli, 7 contrari e un astenuto. Sull'ordine del giorno si è espresso favorevolmente anche il capogruppo dell'Idv Paolo Locchi, il presidente della terza commissione Stefano Berti, il consigliere di SeL Massimiliano Casalini, che ha sottolineato "il carattere autonomo di questo odg rispetto alle espressioni dei singoli comuni".
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