Il primo intervento, su una donna di 67 anni affetta da morbo di Parkinson e non più rispondente alla terapia farmacologica, è riuscito perfettamente. La paziente sta bene ed è stata trasferita nel reparto di Neurologia. E ora sono il lista altri 20 pazienti.
Pisa dunque parte con la chirurgia del morbo di Parkinson, e si candida così ad essere uno dei pochi centri in Italia in cui si effettua. Il primo intervento è stato eseguito il 21 maggio scorso, nell'Unità operativa di Neurochirurgia I Universitaria dell'Aoup, diretta dal Prof. Giuliano Parenti. L'èquipe chirurgica è stata coordinata dal Prof. Ludovico Lutzemberger, con la collaborazione dei neurologi sotto la guida del Dott. Roberto Ceravolo.
L'intervento consiste nel posizionamento bilaterale, nelle strutture cerebrali profonde, di elettrodi per la elettrostimolazione cronica del nucleo subtalamico (STN); si tratta di un trattamento che subentra solo allorché la terapia farmacologica non sortisce più i suoi effetti, e risulta efficace nel controllo dei sintomi parkinsoniani. La riuscita però dipende strettamente dall'esatta collocazione degli elettrodi e dalla perfetta individuazione del target rappresentato dal nucleo subtalamico. Il conseguimento di tali obiettivi prevede l'utilizzo di tecnologie sofisticate, articolate nei vari momenti di pianificazione ed esecuzione dell'intervento: un software per la elaborazione delle immagini in RMN (risonanza magnetica) e TAC per la definizione morfologica del target e il calcolo delle traiettorie per il suo raggiungimento; un sistema stereotassico (localizzazione accurata, mediante coordinate matematiche, di qualsiasi punto del cervello) di alta precisione per la manipolazione degli elettrodi; un sistema elettrofisiologico di registrazione e stimolazione per la esatta individuazione funzionale del nucleo subtalamico.
L'acquisizione delle tecnologie necessarie è stata resa possibile grazie all'impegno economico della Azienda ospedaliero-universitaria pisana e alla Fondazione della Cassa di Risparmio di Lucca.
Risulta evidente che la neurochirurgia nel Parkinson è realizzabile solo attraverso un approccio integrato multidisciplinare che vede coinvolte varie Unità Operative oltre quella neurochirurgica: la U.O. di Neurologia diretta dal Prof. Luigi Murri, la U.O. di Neuroradiologia diretta dal Dott. Michele Puglioli e la U.O. di Anestesia e Rianimazione diretta dal dott. Italo Di Sacco. L'intervento di stimolazione cerebrale profonda (DBS), oltreché costituire un deciso potenziamento dell'attività neurochirurgica funzionale e stereotassica, da anni realizzata presso la U.O. di Neurochirurgia Universitaria, rappresenta una modalità di approccio terapeutico che, con le dovute modificazione del target di stimolazione, potrà essere utilizzato nel trattamento di altre patologie neurologiche, come quella che causa movimenti involontari e nelle gravi sindromi depressive.
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