Nella foto: l'edificio della mensa universitaria in via Martiri a Pisa Prevista per la giornata di oggi (mercoledì 26 maggio) lo sciopero in tutti i servizi dell'Azienda Regionale per il Diritto allo Studio nelle ultime tre ore di ogni turno di lavoro. Al centro della protesta vari temi, tra cui la copertura dei posti di lavoro rimasti senza titolare, la stabilizzazione del personale precario e il salario di produttività. La vertenza avviata dalla Rsu, in seguito all'approvazione, il 20 aprile scorso, della nuova dotazione organica per l'Azienda per il Diritto allo Studio Universitario, secondo quanto riportato dal sindacato, "non ha prodotto granché, solo un impegno formale su un paio di punti da parte dell'Azienda unica, che su tutto il resto ha rinviato a data indefinita".
Da qui la scelta della discesa in sciopero. La Rappresentanza Sindacale Unitaria del Dsu, attraverso Ilaria Brunello, aveva segnalato come in diversi servizi previsti tra le mansioni dell'azienda manchi "il personale necessario a farli funzionare: i lavoratori vivono direttamente sulla loro pelle questa carenza, perché si devono accollare carichi di lavoro aggiuntivi e perché mettono a rischio di infortuni (che infatti sono in aumento) la loro sicurezza e integrità fisica. Per non parlare dello stress mentale. Ma anche per gli studenti questo ha risvolti pesanti: le code impossibili alle mense, in particolare a quella di via dei Martiri, sono una realtà che fa impressione".
E il richiamo alla 'solidarietà' studentesca è uno dei punti che emerge più chiaramente nell'annunciare lo sciopero di oggi: "Chiediamo agli studenti di sostenere le nostre ragioni di dipendenti, perché hanno molti punti in comune con le loro di utenti. Noi, che non ci rassegniamo al peggioramento intervenuto con l'Azienda unica, vogliamo raggiungere una situazione che rappresenti un passo avanti significativo rispetto al livello in cui siamo caduti oggi e anche a quello esistente prima, che già non andava bene. Un passo avanti per noi e, insieme, per gli studenti".
La vertenza avviata dalla Rsu si articola, secondo quanto esposto, in 6 punti-chiave. Il primo riguarda "la copertura dei posti di lavoro rimasti senza titolare e la definizione di un piano di stabilizzazione del personale precario e di passaggio dei dipendenti part-time a full-time", pietra dello scandalo che per prima ha innescato la protesta dei lavoratori da quando è stata attivata l'Azieda unica che comprende le Università di Pisa, Siena e Firenze.
Il secondo è rivolto al "riconoscimento e la valorizzazione delle professionalità esistenti nell'Azienda, limitando il continuo ricorso alle consulenze esterne", una 'piaga' più volte denunciata dalla Rsu: "Le consulenze esterne, sempre di tipo clientelare, continuano imperterrite, con dispendio di denaro e a scapito delle prospettive occupazionali per tanti precari".
Il terzo punto coincide con la richiesta di "un concorso pubblico nei settori amministrativi e l'utilizzazione delle graduatorie esistenti per le assunzioni nella ristorazione", altro punto 'caldo' della vertenza legato a filo doppio con il riconoscimento di "un salario di produttività per il 2010 che riconosca ai lavoratori il loro ruolo decisivo nei servizi agli studenti e si basi su criteri oggettivi di valutazione dei ruoli e delle prestazioni individuali", che definisce così il quarto punto.
Sempre per quanto riguarda il complesso capitolo della ristorazione universitaria, la Rsu chiede nel quinto punto "il blocco della sistematica assegnazione di attività ordinarie svolte da dipendenti dell'Azienda alla ditta appaltatrice, che talora le affida anche a suo personale già in turno presso il DSU, sguarnendo così l'organico preposto al normale servizio in appalto.
Programmatico il sesto punto, con il quale si chiede "l'instaurazione di un modello di relazioni sindacali improntate a un clima di collaborazione".
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