28/05/10 09:12 | autore: Ciccio Auletta - Cinzia Colosimo foto Stampa

Comune: la protesta di genitori e dipendenti in sala delle Baleari 0

In tanti in consiglio muniti di cartelli, in particolare a difesa degli asili nido. Il sindaco esce e non li incontra. In sede separata, il colloquio con gli assessori Cassone e Chiofalo non attenua le distanze con i sindacati

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Si aspettavano più bambini, per la protesta che si è svolta ieri pomeriggio a Palazzo Gambacorti. Invece, vista la fortissima presenza di forze dell'ordine a Palazzo Gambacorti, molti genitori si sono presentati soli; nel complesso, i dipendenti comunali che hanno riempito la sala delle Baleari ieri pomeriggio erano comunque in molti.

Prima di salire nell'atrio sono stati esposti numerosi striscioni: la difesa degli asili nido su tutti, ma anche attacchi alla legge Brunetta e alla sua "precoce" applicazione da parte del comune, giudicata come la "svendita totale servizi pubblici".

"Contro i tagli alla qualità dei servizi educativi pubblici a Pisa e contro i tagli del governo rivendichiamo i 40 punti di qualità europei", chiedono a gran voce i dipendenti e la Rsu, soddisfatta di aver mobilitato molte persone, e dichiarano: "Chiediamo al comune di prendere tempo".
 
Lavoratori e genitori entrano quindi in consiglio comunale, che non viene sospeso, mentre il Sindaco lascia subito la Sala. Tanti i cartelli e gli striscioni che sono esposti in cui si criticano i tagli del governo ma anche le scelte del comune di Pisa. "Il governo mette al tappeto i sindaci e il nostro sindaco mette al tappeto i nidi", si legge su un manifesto tenuto da due genitori presenti che ci spiegano le loro preoccupazioni rispetto al piano per gli asili nido che altro non è "che una riduzione del personale e quindi un peggioramento del servizio". Ma a dire la loro sono anche i lavoratori del comune: "Qui nessuno controlla i carichi di lavoro, manca qualsiasi organizzazione, vengono cambiati i profili professionali senza che i diretti interessati vengano coinvolti".

I dipendenti chiedono di essere ricevuti dal sindaco, ma gli assessori non vogliono ricevere i manifestanti e il clima si inasprisce. "Sono settimane che abbiamo indetto questa presenza in consiglio - dicono tanti dipendenti - perchè il sindaco non ci vuole ricevere e non è presente in consiglio comunale?"

I dipendenti e la Rsu sono incalzanti, ma l'assessore Chiofalo si rifiuta di incontrarli: "Li ho convocati dieci volte e non si sono presentati" - si sfoga, e solo dopo l'intervento della presidente Maccioni, l'assessore al personale Antonio Cassone e l'assessora alle politiche educative Chiofalo ricevono i dipendenti comunali. Così una parte sale al quarto piano nella stanza dell'Asino per incontrare gli assessori, mentre diversi sono coloro che rimangono in Sala delle Baleari con i cartelli.

Anche nella separata sede della sala del Ciuco il clima si rilassa solo per poco: i dipendenti chiedono spiegazioni sulle intenzioni del Comune rispetto ai servizi educativi, in primo luogo, e in generale sulla posizione "morbida" nei confronti della legge Brunetta.

L'incontro è un sovrastarsi di voci che rende ogni parola incomprensibile, le posizioni tra le parti sono molto distanti e si risolve in un nulla di fatto. I rappresentanti sindacali della Rsu, sia della Cgil sia dei Cobas esprimono profonda delusione per l'atteggiamento di chiusura dell'amministrazione e per il modo in cui sono impostate le relazioni sindacali.

"Siamo contro i tagli alla spesa pubblica previsti dal Governo nella manovra economica - spiegano dalla RSU - che si abbatteranno sui servizi (ridotti sempre più a pagamento), sui reditti da lavoro dipendenti mentre non saranno toccati i grandi capitali e gli evasori fiscali. Ma critichiamo anche l'amministrazione comunale di Pisa che invece di sostenere i servizi pubblici si allinea con il Governo".

Su questo aspetto è molto chiaro il volantino diffuso dalla Funzione Pubblica della Cgil in cui si critica l'amministrazione comunale per la decisione di "aderire alla sperimentazione della legge Brunetta" e per i settori su cui decide di ridurre gli investimenti: "Taglia nei servizi dove l'utenza è più debole, dove non si produce "ricchezza", ovvero gli asili nido, e pur nelle ristrettezza assume nuovi dirigenti".

Sugli asili nido è Cinzia Pardini a riassumere i punti dolenti del piano del Comune: "La riorganizzazione operata dalla giunta scontenta tutti, non risolve i problemi di disequilibrio di carichi di lavoro nei plessi, ma li acuisce in quelli in cui si allungano gli orari senza potenziare il personale. Non viene attivato il coordinamento pedagogico, non si crea un sistema organizzato per le sostituzioni del personale assente".

"Si scontentano - prosegue - anche le famiglie perchè queste ultime sanno bene che la riduzione di personale educativo ed ausiliario sicuramente non consentirà il mantenimento del livello di qualità di servizio a cui sono abituati e del quale hanno diritto".

Sulla manifestazione di ieri la giunta comunale ha diffuso una nota in cui ricorda come il "governo stia mettendo in ginocchio i Comuni. Le città più virtuose, com'è Pisa, che hanno ridotto il debito e hanno conti in ordine, verificati e certificati fino all'ultimo euro dalla Corte dei Conti, sono penalizzati più degli altri, nella capacità d'investimento e d'erogazione dei servizi essenziali".

"Di fronte a questa situazione - si legge ancora nel comunicato dell'amministrazione - è sconcertante che i Cobas promuovano iniziative rivolte contro i Comuni, agitando parole d'ordine infondate, per esempio sulla situazione degli asili nido, in una città che con gli investimenti e le scelte di differenziazione nella gestione ha eliminato le liste d'attesa".

Ma i tanti genitori presenti, la Rsu del Comune di Pisa, la Funzione Pubblica Cgil di Pisa e gli stessi Cobas, chiamati in causa in prima persona dalla giunta, che erano presenti tutti insieme ieri in Sala delle Baleari non sembrano per nulla convinti di questa ricostruzione dell'amministrazione e annunciano nuove proteste se non vi sarà un cambiamento nelle politiche del Comune.

 

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