Prosegue il confronto politico sui temi della "sicurezza e della legalità" all'indomani della presenza in città del Ministro Maroni per la firma del "Patto per Pisa città sicura". Un tema che si intreccia con il dibattito più generale sul futuro della città, su quali politiche adottare per affrontare la crisi. In altri termini si ripropone la discussione su "chi starebbe regalando la città al centro-destra". A prendere la parola e ad avanzare una proposta di percorso è l'assessore provinciale alla legalità Gabriele Santoni, di Sinistra Ecologia e Libertà, del quale pubblichiamo la lettera aperta inviata al sindaco di Pisa, Marco Filippeschi.
Caro Marco
si fa strada in città, "l'idea del tanto peggio tanto meglio". Tradotto: "questa Amministrazione non ci entusiasma, per cui meglio se vince il centro-destra, così abbiamo meno scrupoli di coscienza". Non è facile far capire a chi ormai ha in testa questo teorema, che se vincesse il Centro-destra non sarebbe la stessa cosa. Se quest'idea sotto traccia, irrompe nell'immaginario di certa sinistra pisana e non solo, potrebbe essere un grosso guaio. Consegnare Pisa al centro-destra sarebbe gravissimo e questo va evitato assolutamente. Basta vedere le città toscane che sono passate da questa esperienza.
Che fare allora? Va pianificata una correzione di rotta dando segno di apertura e lungimiranza.
Al Comune non può bastare solo la strategia comunicativa dei successi dei PIUSS e dei soldi per le case popolari o altre cose ben fatte, che io "addetto ai lavori" vedo e riconosco. Oggi purtroppo è urgente fare i conti con una popolazione, spesso distratta, che vive la politica ostile e distante e che a torto o ragione percepisce l'Amministrazione assediata nel palazzo e non dialogante con la città.
So che questa analisi può sembrare eccessiva e forse lo sarà, ma questo è il messaggio che io colgo purtroppo e che mi preoccupa; e allora bisogna giocare d'anticipo, facendo diventare l'ascolto, la pazienza e la voglia di capire una ricchezza, senza indignarsi. E questo lo suggerisce uno che guarda al futuro di Pisa e che crede fortemente in un "centro-sinistra" rinnovato anche al Comune, non avendo mai smesso di lavorare e tu lo sai, per quell'idea da due anni a questa parte.
E' necessario da subito, a mio avviso, individuare alcuni temi importanti: partecipazione, inclusione sociale, che tipo di sviluppo vogliamo, a partire dal piano strutturale d'area e su questi va coinvolta la città intera, avviando un confronto serrato con tutti, nessuno escluso. Va assunta la critica come elemento di ricchezza; solo così si svolta. Pensare che la soluzione politica ai problemi passi dall'allargamento della maggioranza a sinistra, senza contaminarsi né rendere chiaro l'obiettivo, significherebbe commettere un grave errore politico. Verrebbe reso più pesante il carico della nave e basta. La gente percepisce più di quanto si pensi l'alchimia politica e ormai reagisce contro, anche se questa avesse una sua legittima dignità.
Va invece risollevata "tutti insieme" la passione di una città a discutere, a partecipare, a scommettere sul futuro. Vedo in giro invece troppa voglia di rivincita o troppa rassegnazione.
Ecco allora il primo tema da cui non si può prescindere: se questa è una città a rischio sicurezza, bisogna intenderci sul concetto di sicurezza e di rischio.
Il bisogno di Sicurezza è una cosa fondamentale, ne sanno qualcosa i Sindaci che si oppongono al malaffare. In quei luoghi, dove io vado spesso a sostenere i giovani che lavorano le terre confiscate, non servono telecamere, il territorio lo controllano le mafie e la criminalità e chi lotta per la sicurezza, che tradotto significa applicare i principi della Carta Costituzionale, rischia la vita.
Se invece l'insicurezza, come io credo, è sinonimo di una città in disagio allora discutiamone; non abbiamo a Pisa, a mio modesto parere, né più né meno i problemi di molte altre città con la nostra complessità. Di questo sono convinto, basta guardare i rapporti annuali delle forze dell'ordine.
Il disagio vissuto di una città e i problemi che scatena, non possono affidare la risoluzione solo ai servizi sociali o alla Questura, che mi pare non ci tenga proprio ad essere l'unica chiamata ad affrontare certi problemi. Ma il disagio non può nemmeno essere visto come un ingombro, da nascondere sotto il tappeto, come spesso traspare in certe prese di posizione di gruppi di cittadini o associazioni di categoria. Non possono essere quelle percezioni parziali, a dettare una linea d'azione così complessa e complicata.
Ma se riusciamo a convenire sul fatto che Pisa è una città in disagio, bisogna allora discutere, disarmando le ostilità e con pari dignità valorizzare cosa unisce e non divide. L'amministrazione programmi al più presto una "Conferenza sulla città", aperta a tutti, non è tempo di procedere per aggiustamenti. Di più, io credo che vada pensato in quella sede un "piano d'area dei bisogni e delle necessità sociali", dove anche l'Amministrazione Provinciale e i comuni dell'area debbano fare la loro parte nell'elaborazione e non solo essere chiamati alla ratifica, visto che alla città prendono ma danno anche. Il piano strutturale d'area va pensato prima di tutto come "il piano d'area della vivibilità sociale e dell'accoglienza nelle regole".
Nessuno va escluso: bisogna coinvolgere con pari dignità tutte le istituzioni dell'area pisana, le categorie economiche, l'associazionismo, le parrocchie e il mondo della politica; e il confronto dovrà essere stringente. Va costruito "un patto per il futuro delle nuove generazioni". Solo in questo modo, a mio avviso, l'Amministrazione comunale, Sindaco in testa, insieme a tutte le istituzioni, potranno rivendicare con autorevolezza il timone della città e dell'area pisana.
Questo deve essere l'obiettivo, uscendo alla svelta dalle tattiche e le divisioni d'antica memoria che hanno solo prodotto guasti; bisogna fare in fretta, la giusta fretta. Il tempo non ci aiuta.
Gabriele Santoni, Assessore alla legalità e viabilità della Provincia
Questo articolo contiene 2 commenti.
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2010/06/13 22:06:32 emme effe Sono d'accordo con Francesco, quasi: io dubito che quel bambino ci sia mai stato nell'acqua sporca. C'era un tempo una base in buona fede. Fede. Sperava che quel bambino ci fosse, anche se si vedeva solo acqua sporca. Rispettare i buoni sentimenti di questa base è una cosa che capisco ma non condivido: allo stesso modo dovrei rispettare la buona fede della base fascista e democristiana e non lo trovo per niente giusto. E comunque, rimanendo sui fatti, non riconoscerei al PCI-PDS-DS-PD il merito di aver generato qualcosa di più dell'aborto ripetuto e sistematico delle lotte e delle ambizioni dei lavoratori. La sinistra, quella vera, dovrebbe trattare questi pompieri mistificatori come meritano. Per questo odio la poesia di Bertinotti (prima) e di Vendola (poi) che giustificano alleanze mortifere dietro lo spauracchio dell'avanzata delle destre. L'avanzata c'è stata comunque, a Pisa è targata PD ma il risultato non cambia affatto.
2010/06/13 10:06:01 Il Merovingio Ok. Mi pare che anziche' una paginata, si potesse scrivere semplicemente: Vogliamo entrare in giunta anche al Comune, quindi veniamoci un po' incontro.
Di contenuti reali, ne vedo pochi altri. Quello che succede davvero a Pisa non e' neanche menzionato, mentre richiederebbe invece ben altre prese di posizione.
E comunque, non esiste nessun "teorema" del "tanto peggio tanto meglio". _Nessuno_, a sinistra, pensa davvero "meglio se vince il centro-destra".
Il vero teorema pisano, quello che esiste davvero ed e' propagandato dai vertici del potere locale e dai giornali, e' che "chiunque muove una critica all'amministrazione favorisce oggettivamente il centro-destra": posizione tipicamente stalinista di negazione del dissenso, a conferma che il PCI-PDS-DS-PD del suo passato non ha buttato il bambino con l'acqua sporca, ma si e' tenuto l'acqua sporca buttando il bambino.
Santoni, con le sue parole, da' ulteriore credito a _questo_ teorema, e con cio' trasforma una lettera come questa, che poteva limitarsi a essere inutile, in una lettera dannosa.