Non si è fatta attendere la risposta dei vertici del Partito Democratico alla lettera aperta inviata dall'assessore provinciale, Gabriele Santoni, (SEL) al sindaco di Pisa, Marco Filippeschi e pubblicata dal nostro giornale nella giornata di sabato. A prendere la parola non è stato, però, direttamente il primo cittadino chiamato in causa dall'esponente di Sinistra Ecologia e Libertà ma il segretario comunale del Pd, Paolo Fontanelli, del quale pubblichiamo di seguito la risposta.
L'intervento di Gabriele Santoni (pubblicato dal nostro giornale nella giornata di sabato, nrd) è assai singolare. Parla da iscritto alla Sel, oltre che da assessore provinciale, e si preoccupa che senza l'unità della sinistra la città può andare al centrodestra.
Questa affermazione apparentemente dialogante nasconde in realtà la scelta di non fare i conti con il problema che ho posto una settimana fa, e che è quello di una sinistra radicale che a Pisa ha scelto di fare tutto il possibile per attaccare la giunta Filippeschi, creando dietro l'agitazione di situazioni di disagio sociale un clima pesante che produce tensioni anche sul piano dell'ordine pubblico.
Non è possibile comprendere e giustificare chi fa grandi proclami contro la destra e poi lavora per farla vincere. Che senso ha dire che con il patto per la sicurezza, peraltro sottoscritto da giunte di cui fanno parte anche Sel e Rifondazione, Pisa diventa una città di destra come Prato?
Alle elezioni comunali di Prato la destra ha vinto proprio perché il centrosinistra ha ignorato o sottovalutato l'insicurezza sociale prodotta dal grande insediamento di immigrati e dai cambiamenti e dalle percezioni che ne derivano. Dire questo non significa fare o sostenere le stesse politiche che fa la destra. Significa evitare di mettere la testa sotto la sabbia come fanno gli struzzi.
Allora, caro Gabriele, il riferimento del tuo appello non è il sindaco, ma quella sinistra radicale che rifiuta questo ragionamento, altrimenti si fa una operazione opportunistica. Io non credo che in città prevalga un atteggiamento critico o distruttivo. Certamente non mancano situazioni di polemica o di rivendicazione, come l'ultima clamorosa e assai strumentale dei commercianti contrari alla chiusura notturna dei lungarni. Però Pisa è una città che ha un progetto su cui sta lavorando positivamente e che ha già aperto nuove opportunità per il futuro.
Non è un caso che in una crisi dai tratti generali negativi per tutti a Pisa ci sia un segno positivo sul turismo. E non è un caso se sono decollate iniziative come Palazzo Blu o il recupero dell'Arno per attività diverse. E non è un caso se il Comune di Pisa ha azzerato le liste d'attesa per i nidi, nonostante i tagli alle risorse locali e le rivendicazioni di chi mette in cima non la risposta alla domanda di servizi delle famiglie ma i problemi di gestori e operatori.
Credo che la città sia consapevole di questo, anche quando si chiedono più interventi o miglioramenti, e sia consapevole che ciò che ci vuole non è l'instabilità politica, ma semmai una governabilità più forte per dare certezze sul piano della legalità sulla base del programma che la maggioranza dei pisani ha votato. E posso dire con tranquillità che la maggioranza non ha alcun tentennamento nella sua attuazione. Per questo "concordo" con Santoni che non sia utile parlare di allargamenti o di alchimie politiche al di fuori di un chiaro e coerente disegno programmatico.
Infine, sarebbe utile sapere, caro Gabriele, a proposito di giovani e di spazi per l'associazionismo, quali proposte concrete su questo tema, o su quello della mobilità urbana, hanno fatto enti diversi dal Comune, a cominciare dalla Provincia. Lo dico un po' polemicamente perché non è accettabile citarli solo in rapporto all'azione del Comune e parlarne come di un problema di tutti. Se è un problema di tutti, tutti devono fare la loro parte.
Paolo Fontanelli (Segretario comunale del Partito democratico)
Questo articolo contiene 3 commenti.
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2010/06/14 15:06:34 Il Merovingio De', ma Fontanelli e' un furbo di nulla. Come si suol dire, meglio testa di topo che coda di leone: siccome a Roma conterebbe come il due di picche quando briscola e' cuori, sta a Pisa dove tutti ni danno retta. Perche', ad esempio, a Roma la sua interrogazione parlamentare sulla """"""""""aggressione"""""""""" a Filippeschi - il figlioccio a cui lui vuole bene come fosse normale ;-) - credo non abbia ancora finito di far ridere tutti gli allevamenti di polli della provincia. Ma ditemi voi se uno che dovrebbe stare a Roma a fare il parlamentare ed e' in politica da quando era un embrione puo' essere rimesso a fare il SEGRETARIO COMUNALE del PD, a fare (in teoria) le riunioni coi vecchini dei circoli, i bimbetti che danno i volantini e le donnine che fanno la ribollita alla festa dell'Unita'! Il PD pisano, se non facesse piangere tutti quelli che gli si oppongono grazie alla sua gestione totalitaria del potere, farebbe ridere. E nemmeno un Crozza o un Guzzanti a imitare il segretario... Forse si puo' chiedere a Farnesi o a Buscemi...
2010/06/14 10:06:20 drugo lebowski Boia se rompe i coglioni il Fontanelli...
Toh
http://www.youtube.com/watch?v=2JQNBhN5l9c&feature=related
E' l'unica risposta possibile per un politicantucolo che anzichè fare il lavoro per cui è pagato a Roma (fare il parlamentare) continua a rompere i coglioni a Pisa.
Anche se ha commissariato il Comune di Pisa il dato di fatto è che Fontanelli è un incapace.
Non conta una sega a Roma e quindi difende il fortino di Pisa, anche se la città non lo può più vedere da un pezzo.
2010/06/14 10:06:47 emme effe Fontanelli si che era un sindaco. Ha coccolato il mondo delle banche e dei palazzinari facendo di pisa "il cantiere perfetto". Ha ammansito le folle con il suo populismo operaista e l'incondizionato appoggio alla curva (per cui tutta l'italia ci ride ancora dietro). Ha annullato lo spazio di critica; forte di un consenso bulgaro ha potuto zittire anche i suoi stessi uomini, nel momento di rare velate proteste, dettate più dall'interesse che da qualche moto di coscienza. Ora dovrebbe stare a Roma tra i banchi dell'opposizione. Dovrebbe costringere i barbari alla mediazione, far emergere le contraddizioni degli altri e fare gruppo coi suoi alleati. Invece no. Sta qui. Perchè qui Fontanelli è il re sole (una volta lo dicevano anche di Nunes...). Gioca l'amichevole di beneficienza. Scrive il suo blog. Cura i suoi affari. E Filippescu con la sua mediocrità ne eleva la figura. Per questo il re lo protegge. Per questo si accanisce sulla sinistra.
Io ho un certo numero di anni e ricordo benissimo le amministrazioni di Cortopassi e di Floriani. Non mi piace apparire nostalgico ma... Erano governi instabili in una città viva dove il sindaco era il sindaco di tutti e non il sindaco dei ricchi, dei comitati paranoici e dei commercianti. Dove c'era spazio per la critica. Dove i vigili giravano senza pistola e non c'era l'ex capo della digos a dirigerli. Si dialogava senza arroganza, si pensava alla politica come ideale e se anche c'era una buca sulla strada, un mendicante, qualche tossico, andava benone lo stesso. C'era la sicurezza di essere per tutti e non quella di avere per pochi.