16/06/10 08:16 | autore: Marco Cornolti Stampa

Giochi con uno scopo: studenti di Informatica vincono il premio Insemtives 0

Realizzato un framework per "organizzare e catalogare la conoscenza, divertendosi".

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Quattordici studenti della Laurea specialistica in Informatica dell'Università di Pisa hanno collaborato - sotto la supervisione del Prof. Giuseppe Attardi e dell'assistente Cristian Dittamo - per costruire il framework GaLOAp. Un framework è un pezzo di software che serve a costruire altro software, una piattaforma generica che diventa la base comune di diverse applicazioni. Un po' come la tavolozza del pittore, che può essere utilizzata per comporre un qualsiasi dipinto.

In particolare, il framework GaLOAp serve per lo sviluppo di Games With a Purpose, "Giochi con uno scopo". Ma per capire il senso di questi giochi è necessario fare un passo indietro.

L'informatica è la scienza che studia l'elaborazione automatica dell'informazione. Con un computer è facile scrivere e modificare testi, inviarli tramite Internet, digitalizzare una foto e pubblicarla su una pagina web. Tutte queste applicazioni hanno un presupposto: i dati in ingresso devono essere in un formato comprensibile al computer. Tuttavia la maggior parte dei dati prodotti dalla cultura umana sono scritti in maniera disordinata, ed il loro significato è incomprensibile alle macchine. Prendiamo l'esempio di una foto: un computer può sapere con esattezza i colori di ognuno dei punti che compongono l'immagine, con elaborazioni avanzate - e molto costose - può distinguere se la foto raffigura un fiore oppure un tavolo, ma solo un umano sarà in grado di capire l'emozione che il fotografo ha voluto esprimere al momento dello scatto.

Eppure, l'organizzazione sistematica di questo tipo di informazioni può essere molto utile. Un esempio classico è la ricerca di informazioni. I più diffusi motori di ricerca servono per rispondere ad un sottoinsieme molto ristretto di domande che un utente può avere. Ad esempio, funziona quando si chiede "Dammi la popolazione del Venezuela" oppure "Dimmi quando è nato Iggy Pop". Non riescono invece a rispondere a domande come: "Dammi le foto che mettono di buon umore" oppure "Dammi le poesie scritte in rima che parlano dell'immigrazione".

Ovviamente, un procedimento automatico per il riconoscimento delle foto che mettono di buon umore richiede un'avanzata intelligenza artificiale che simuli la mente umana, traguardo ancora remoto, ammesso che sia possibile raggiungerlo. Come ottenere dunque la risposta alla domanda? È necessario che qualcuno apponga, ad ogni foto, delle informazioni ausiliarie che ne rendano facile il ritrovamento.

Supponiamo dunque che un quotidiano abbia bisogno di svolgere questa ricerca su un grande archivio che contiene un milione di foto. Una possibile soluzione è assumere del personale che, per ogni fot, apponga lo stato d'animo scegliendo tra "buon umore" e "cattivo umore". La soluzione sarebbe costosa ed il risultato finale soggetto ad errori.

Qui entrano in campo i Games With a Purpose, dei giochi che hanno come fine quello di utilizzare l'intelligenza umana per creare informazione, ma che in più sono divertenti. Questi giochi vanno resi pubblici, ad esempio tramite Internet, in modo che tutti gli utenti possano collaborare a creare l'informazione, e soprattutto devono essere divertenti, in modo che più persone giochino e i dati abbiano un valore statistico. Ad ogni partita, il giocatore trasmetterà parte della propria conoscenza al gioco, il quale formalizza le nozioni e le ricorda. Ad esempio, è possibile costruire un gioco che ha come fine della sfida con l'utente la divisione tra foto che mettono di buono e cattivo umore. La grande difficoltà, naturalmente, sta nel rendere divertenti questi giochi.

Insieme con GaLOAp, il framework per lo sviluppo di Games With a Purpose, gli studenti hanno sviluppato anche il gioco di esempio Phratris, una specie di Tetris in cui dall'alto cascano le parole. Il gioco propone delle frasi al giocatore, che deve decidere se le frasi hanno senso oppure no. Le frasi corrette prodotte dalle partite vengono quindi inserite in un database e utilizzate per espandere e correggere un sistema di apprendimento automatico.
Il gioco è anche stato presentato ad un concorso promosso nell'ambito della Extended Semantic Web Conference, una conferenza sull'analisi semantica del web che si è conclusa pochi giorni fa a Candia (Grecia). Phratris ha vinto il primo premio per il concorso Insemtives.

"Sono soddisfatto del risultato ottenuto quest'anno - spiega il prof. Attardi, coordinatore del progetto - la creazione di GaLOAp, completo in tutte le sue parti, è stata portata a termine nei tempi previsti. Il progetto complessivo è stato diviso in 4 moduli, ognuno sviluppato da un diverso gruppo". Uno studente spiega, a latere della presentazione ufficiale: "Discutere insieme i problemi e le soluzioni è molto formativo per gli studenti, in particolare nel confronto tra i gruppi. Per fare un lavoro collettivo è necessario mettere da parte l'orgoglio e comprendere le critiche dei colleghi".

"Abbiamo messo in pratica la tecnica dell'Extreme Pogramming - continua Attardi - una metodologia di programmazione adatta ad ambienti di media grandezza, basata sul continuo scambio di informazioni tra i gruppi e sulla continua revisione delle specifiche del progetto. I tempi di lavoro erano organizzati a dead-line che avevano tre variabili: il lavoro che gli studenti dovevano portare a termine, il tempo loro assegnato, e la qualità del prodotto. Tuttavia solo due di queste variabili erano fissate da noi, mentre la terza era concordata con gli studenti. Questo meccanismo serve per responsabilizzarli. Gli studenti hanno affrontato problemi importanti, in particolare dovuti all'astrazione necessaria per creare un framework, ma alla fine hanno risolto tutti i problemi".

Quando, tra pochi giorni, il sistema verrà messo on-line, a noi non resterà che giocare!

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