28/06/10 08:20 | autore: Giusi Di Pietro foto Stampa

I lavoratori toscani a fianco degli operai di Pomigliano 0

Il racconto di una delegata Fiom di un'azienda pisana della manifestazione a Napoli. GUARDA LE FOTO

A7484211ae58c5eb1e61ca1d82d75e54 foto di Guido Bedini

Un corteo grande e partecipato quello che ha attraversato le strade di Napoli venerdì 25 giugno, in occasione dello sciopero generale indetto dalla CGIL contro la manovra finanziaria del governo Berlusconi.

Una manifestazione colorata e imponente nei numeri (75.000 i partecipanti secondo gli organizzatori), che ha sancito l'insofferenza verso una manovra giudicata pesante ed iniqua da tutto il mondo del lavoro, già duramente colpito dalla crisi, soprattutto in una realtà come quella partenopea dove i tassi di disoccupazione sono tra i più alti d'Italia.

Tutte in piazza le categorie Cgil, con le proprie bandiere e le proprie rivendicazioni, accomunate dagli ulteriori tagli che deriveranno da questa finanziaria.

Ma anche accomunate dalla solidarietà e dall'appoggio che tutto il mondo del lavoro ha voluto esprimere ai lavoratori di Pomigliano, al centro delle cronache di queste settimane: i veri protagonisti di questo corteo.

Lavoratori che nonostante il pesante ricatto (diritti o lavoro) cui sono stati sottoposti dal referendum imposto dalla Fiat e dai sindacati "complici", con un risultato assolutamente non scontato ed imprevisto, hanno negato il plebiscito auspicato da Marchionne e da un vastissimo schieramento bipartisan fatto di commentatori, sindacati e mondo politico di governo e di "opposizione". L'accordo che sancisce la messa in mora di diritti inalienabili come il diritto di sciopero e di malattia, e che impone ritmi lavorativi insostenibili a Pomigliano, ha infatti ottenuto uno striminzito 62%, che scende al 58% considerando i soli operai.

Lo slogan "Pomigliano non si piega", stampato sulle magliette andate a ruba nel giro di pochissimo, ha attraversato tutto lo spezzone della Fiom che apriva il corteo con i lavoratori di Pomigliano dietro lo striscione "Siamo tutti di Pomigliano".

Insieme ai metalmeccanici campani, anche una folta delegazione toscana; due sono stati infatti i pullman arrivati dalla Toscana: da Livorno e da Firenze. I lavoratori della Fiom Toscana hanno voluto portare il loro appoggio e sostegno ai colleghi di Pomigliano, nonostante la Toscana sia tra le tre regioni (insieme al Piemonte e Liguria) che sciopereranno il 2 luglio invece che il 25 giugno, coscienti che la battaglia che si sta compiendo in questi giorni allo stabilimento Fiat campano riguarda le future condizioni di lavoro e i diritti di tutti i lavoratori italiani, del settore privato e del settore pubblico.

Tra i metalmeccanici pisani presenti al corteo campano, immancabili, i lavoratori Piaggio che vedono il tentativo di Marchionne come il proseguimento naturale dell'attacco sferrato da Colaninno al diritto di sciopero durante la vertenza dei sabati lavorativi, comandati successivamente a un precedente e lungo periodo di cassa integrazione.

Tra i lavoratori delle aziende livornesi e pisane, oltre agli operai Piaggio, anche delegazioni della Lucchini di Piombino, della Solvay di Rosignano, della Magna di Guasticce, della Trw di Livorno e di Scienzia Machinale di Navacchio.

Per la prima volta a sfilare in Campania insieme alla Cgil, i sindacati di base dello Slai Cobas che hanno indetto lo sciopero generale nello stesso giorno; anche loro una sigla protagonista nella vicenda Fiat di Pomigliano, insieme alla Fiom.

A sancire il rilievo che la vertenza di Pomigliano riveste ormai sulla scena nazionale non è mancata la presenza dei big della politica nazionale che avevano espresso solidarietà ai lavoratori dell'azienda partenopea: da Di Pietro dell'IdV, al governatore della Puglia Vendola fino a Paolo Ferrero della Federazione della Sinistra.

E a fianco dei lavoratori di Pomigliano e di tutti i metalmeccanici, l'ex segretario generale della Fiom Gianni Rinaldini, che ha ceduto il testimone per fine mandato a Maurizio Landini, ma che non ha voluto mancare questo appuntamento per sancire ancora una volta la sua vicinanza alle lotte per i diritti e per il lavoro.

 

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