30/06/10 10:42 | autore: la redazione Stampa

Stasera un'assemblea pubblica sul futuro del Progetto Rebeldìa 2

Anticipata l'udienza di sfratto al 20 luglio, le 30 associazioni rilanciano con un incontro alle 21:30 al DLF aperto alla città

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C'è attesa e fermento in città per l'assemblea pubblica che si svolgerà questa sera alle 21:30 presso il salone del Dopo Lavoro Ferroviario, in Piazza della Stazione, indetta dal Progetto Rebeldìa dal titolo: "Quale futuro per Rebeldìa? Difendiamo un bene comune".

"Dopo anni impiegati - affermano le associazioni di via Battisti - senza alcun esito, nella ricerca di una soluzione praticabile le nostre attività e le sue innumerevoli iniziative, da tutti riconosciute come un importante valore aggiunto per questa città, ci troviamo ad un punto critico per la vita del Progetto".

"Siamo infatti messi davanti a tempi strettissimi - spiegano ancora da Rebeldìa - per la partenza del progetto VI Porta e ad una richiesta di anticipazione dell'udienza di sfratto già fissata al 29 Settembre e ottenuta dalla CPT che porta il nuovo termine al 20 Luglio 2010".

Da qui la decisione di convocare un'assemblea da parte del cartello di oltre 30 realtà differenti che in questi anni hanno fatto un lavoro di rete sia nel quartiere della stazione sia in tutta la città sui temi più diversi dalla pace, all'immigrazione, dallo sport alle trasformazioni urbanistiche, dalla cultura alla socialità: "Ci apriamo quindi nuovamente alla città e chiediamo con forza un momento di confronto non solo sul futuro di Rebeldia, ma anche su quello che sarà il futuro della nostra città se non si riuscirà a difendere e trovare una soluzione per un percorso come quello fatto in questi anni dalle trenta associazioni e che rappresentano un vero e proprio bene comune. Un percorso che parte direttamente da cittadini e da associazioni e che torna alla città attraverso le mille attività socio-culturali, di volontariato, di dibattito, di sperimentazione di nuove modalità di collaborazione e di autorganizzazione: in breve di idee e prospettive nuove di più lungo respiro".

"Ci auguriamo - concludono da Rebeldìa - che questa proposta venga accolta propositivamente da quanti pensano che difendere Rebeldìa e le sue attività significhi anche difendere il futuro della città e le possibilità che un territorio dovrebbe garantire ai suoi abitanti."

Insomma si tratta oggi di una tappa importante per capire quale sarà il futuro di Rebeldìa, rispetto al quale però il Comune chiarisce con una nota firmata dagli assessori Cerri e Ciccone la propria posizione, anche se nel comunicato gli assessori non fanno mai riferimento al Progetto Rebeldìa, ma si sa che a volte il detto "a buon intenditor poche parole" è spesso calzante.

"Nessun passo indietro - affermano Cerri e Ciccone - da parte dell'Amministrazione Comunale e delle altre Istituzioni pubbliche per risolvere il problema degli spazi alle associazioni, offrendo possibilità anche a quelle che operano in zona Stazione. La città è stanca della disinformazione vergognosa che viene fatta. Chi vuole interloquire con le Amministrazioni pubbliche deve comportarsi con correttezza".

"La situazione di difficoltà - prosegue la nota del Comune - che si crea per un progetto fondamentale per la città quale "Sesta Porta" è di fronte agli occhi di tutti a causa degli impegni disattesi non certo da parte degli Enti pubblici. Comune, Provincia, Università e Azienda per il Diritto allo Studio Universitario stanno lavorando da tempo con senso di responsabilità, in modo concreto e sono pronti a rispondere, documentalmente, sui percorsi seguiti, ai vertici di quelle associazioni che hanno firmato l'appello per trovare spazi al "progetto Rebeldia".

A quali percorsi si fa riferimento? Anche su questo però il Comune non fa alcun riferimento esplicito, e la tanto nominata proposta di via Saragat non compare esplicitamente, ma vi si allude soltanto: "Sono in corso tutte le procedure proprie di un Ente pubblico che si relaziona con altri soggetti, fra questi le Ferrovie di Stato,  per giungere a risolvere in modo trasparente ed appropriato il problema di dare un'offerta aggiuntiva di spazi per le attività socio-culturali giovanili della città. Migliorando un'offerta già espressa con un avviso pubblico. Il Sindaco ha indetto persino la "Conferenza dei Servizi" con le altre Amministrazioni che hanno approvato il Protocollo d'Intesa, per dare certezza e trasparenza ad ogni decisione". Ricordiamo a questo riguardo, che il bando a cui si fa riferimento è proprio quello su via Saragat che andò deserto nel mese di Febbraio e su cui ci furono molte critiche dal mondo associativo cittadino.

"C'è una lunga lista d'investimenti - concludono gli assessori Cerri e Ciccone - già fatti per dare spazi ad attività associative, ma non in esclusiva e come sede specifica per qualcuna. Questi spazi sono a disposizione, a complemento di ogni offerta aggiuntiva. Ci sono centinaia di associazioni che operano in città, senza alcuna forzata visibilità e con risultati decisamente  eccellenti: ma queste forse hanno il torto di non pretendere niente, di rispettare le Istituzioni e di non cercare di disinformare i cittadini. Servono dunque ragionevolezza e senso del limite e serve parlare ovunque con lo stesso linguaggio, nel rispetto delle regole, come fanno le istituzioni pubbliche".

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Questo articolo contiene 2 commenti.

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2010/06/30 15:06:00 drugo lebowski Mah...
Rebeldia e la Leopolda sono 2 cose diverse, anche solo perchè Rebeldia è una realtà viva ed in continua evoluzione, mentre la Leopolda è una cricca di potere dove il puzzo di stantio ha preso il sopravvento da un bel po’.
Ora, io sarei contento se a Pisa continuassero ad esistere sia Rebeldia che la Leopolda. Con Rebeldia finalmente (e meritatamente) in una sede definitiva e la Leopolda svecchiata e ripulita dalle attuali ragnatele.
Di sicuro sarebbe ganzo se finalmente la Ciccone iniziasse a fare il suo lavoro e facesse il bando per assegnare la Leopolda. Così, giusto per rispettare le regole una volta tanto. Anziché scrivere le robe divertenti e fuori dalla realtà riportate in questo articolo.
Santa pazienza...

2010/06/30 12:06:01 Michele Giammanchi ripeto quanto scrissi tempo fa,
dal momento che i fatti rendono nuovamente attuale
quella mia proposta-provocazione:

1) Rebeldia è quello che sulla carta doveva essere la Leopolda
2) per trovare una nuova sede i politici pisani fanno orecchie da mercante
3) tutte le associazioni di Rebeldia si iscrivano alla Leopolda, e ottengano di continuare lì le loro attività

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