30/06/10 09:00 | autore: redazione Pisanotizie Stampa

Scienze Politiche: stop alla programmazione didattica, sì ai bandi per 85 ricercatori 0

Una seduta straordinaria del Consiglio di Facoltà, allargata ai precari della ricerca, che si è conclusa con una mozione importante. Sarà istituito un gruppo di lavoro per bloccare gli effetti della riforma. Nel frattempo, oltre a bloccare la programmazione didattica, il Consiglio chiede il reclutamento dei ricercatori, reso possibile dopo il prepensionamento

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Si amplia il fronte delle Facoltà nell'ateneo pisano che hanno deciso di prendere pubblicamente posizione contro il ddl Gelmini. Ad esporsi questa volta è stato il Consiglio di facoltà di Scienze Politiche, che nella seduta straordinaria di lunedì, non solo ha anch'esso deciso di sospendere la programmazione didattica per il prossimo anno, allineandosi alle mozioni già approvate, ma in aggiunta ha chiesto formalmente l'avvio dei bandi per 85 posti di ricercatore a tempo indeterminato.

Si tratta di una posizione importante, che segna un risultato significativo sulla scia delle mobilitazioni che stanno caratterizzando gli ultimi mesi del rettorato Pasquali e dell'Università pubblica prima dell'applicazione definitiva della riforma sulla governance degli atenei.

Il Consiglio di Facoltà che ha approvato questa mozione si è distinto anche per aver dato un segno di riconoscimento alla ricerca: è stato infatti allargato a tre delegati dei ricercatori precari che hanno partecipato alla discussione, ma dallo stesso testo approvato, si nota la volontà di non interrompere questo dialogo.

Nel testo della mozione si legge che "Il Consiglio di Facoltà di Scienze Politiche, nel sospendere la programmazione didattica del prossimo anno accademico, decide di istituire un gruppo di lavoro interno, aperto al personale docente e ricercatore, strutturato e non, nonché ai rappresentanti degli studenti, incaricato di individuare le iniziative più incisive al fine di svolgere un'azione di contrasto al disegno di legge. Simili iniziative saranno discusse in occasione del prossimo Consiglio di Facoltà."

Anche Scienze Politiche ribadisce, quindi, la necessità di aprire, sul Ddl Gelmini, "un dibattito in Senato Accademico, come da più parti richiesto, e che in Senato Accademico sia altresì valutata la questione della programmazione didattica in tutte le Facoltà dell'Ateneo al fine di pervenire a soluzioni comuni e condivise."

Come richiesta finale, la questione calda dei reclutamenti a Pisa, di 85 ricercatori a tempo indeterminato: un passaggio reso possibile dalla manovra di prepensionamento, e che proprio a causa della riforma, dovrà essere portato a compimento prima possibile: la figura del ricercatore a tempo indeterminato è infatti destinata a scomparire, se la legge rimarrà così com'è.

"Considerata la forte contrazione del personale docente e ricercatore dell'Ateneo verificatasi negli ultimi anni - si legge ancora nel testo - che minaccia il mantenimento dei livelli di qualità della didattica e della ricerca offerti fino ad oggi, e preso atto del buon esito del piano di prepensionamento incentivato recentemente varato dall'Ateneo, che ha reso disponibili nuove risorse da impiegare nella politica di reclutamento, il Consiglio di Facoltà chiede con forza l'avvio tempestivo, da parte degli organi di governo d'Ateneo, delle procedure di bando per 85 posti da ricercatore a tempo indeterminato, dando così seguito all'orientamento emerso in Senato accademico nella seduta di martedì 8 giugno 2010."

"Un ottimo traguardo - ha commentato Alessandro Breccia, del coordinamento precari della ricerca - è necessario che questi meccanismi virtuosi si allarghino anche nelle altre Facoltà, e che l'ateneo prenda una seria posizione di difesa verso i propri ricercatori, motore e braccia dell'Università".   

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