"In questo mondo libero": si intitolava così un bel film di Ken Loach di non molto tempo fa. Protagonista una donna inglese sui 35 anni, agguerrita, occidentale, ambiziosa, che lavora in una ditta di lavoro interinale, e che per una serie di vicissitudini, finisce con l'organizzare lo sfruttamento di decine e decine di lavoratori clandestini. Sullo sfondo, minacce e collaborazioni con la criminalità organizzata.
E' tornata subito alla mente questa pellicola, a sentir parlare ieri mattina il segretario generale della Filt Goffredo Carrara e quello generale della Cgil di Pisa Gianfranco Francese, mentre portavano alla luce una vicenda che sta accadendo a Montopoli Val d'Arno che presenta più di un aspetto inquietante. Non siamo nella periferia di Glasgow o di Londra, ma a Fontanelle, nella campagna del comprensorio del cuoio, in piena amenità toscana.
L'oggetto della denuncia del sindacato è la Almagroup, un grande consorzio di cooperative che offre servizi di logistica integrata, traslochi e distribuzione, manipolazioni, noleggi, ristrutturazioni e manutenzioni, nonché ancora, consulenza e gestione.
Almagroup ha sede a Milano, ma ha vinto l'appalto del magazzino Conad che ha sede a Montopoli. Si tratta di un magazzino di circa 50.000 mq dove lavorano oltre 300 persone con la cooperativa Axa, affiliata all'Alma, l'80% dei quali sono lavoratori migranti, e che distribuisce la merce per Toscana, Sardegna e Lazio.
Almagroup è un corsorzio di una certa rilevanza. Dallo stesso sito del gruppo si apprendono nomi e cognomi della dirigenza: l'amministratore generale è Natale Sartori, messinese, intimo di Marcello Dell'Utri e Vittorio Mangano, condannato nel 2001 a 4 anni e 9 mesi per "corruzione continuata". La sua famiglia gestisce il gruppo e molte delle società ad esso consorziate. La sorella dello stesso Sartori, Paola, ha intrattenuto le relazioni sindacali della Axa, fino a quando si è ritirata per motivi personali. Dopo la sua "scomparsa" di scena è entrata la Daily, e con essa il via vai di lavoratori denunciato dalla Cgil. Una realtà importante insomma, che però già dallo scorso anno ha dato segni di cedimento, a partire innanzitutto dalle relazioni sindacali.
Andiamo con ordine.
"Da mesi siamo in mobilitazione per pagamenti di giorni di malattia, turni e irregolarità varie - spiega Carrara. Erano stati fatti degli accordi, ma dopo un anno, a ottobre/novembre dello scorso anno, ci sono stati dei cambiamenti nei quadri dirigenti e da allora i rapporti sono cambiati."
Nel frattempo è comparso un altro attore in questo "film": "La cooperativa Daily Transfert, che è stata inserita nel magazzino di Montopoli insieme alle altre". Da subito però qualcosa non torna.
"I lavoratori della Daily sono per lo più pakistani - dice un delegato della Filt che lavora a Montopoli - ne arrivano a rotazione continua, 20/30 per volta. Alloggiano in appartamenti messi a disposizione dalla cooperativa, stanno 15/20 giorni, poi vengono rispediti a casa passando da Milano".
I colleghi allora iniziano a insospettirsi, prendono nuovamente contatto con il sindacato e dai lavoratori pakistani si fanno lasciare le buste paga. Di qui la bella sorpresa: le cifre sono in negativo.
"Un esempio - racconta ancora Carrara: in una busta sono registrate 12 ore di lavoro in un mese, poi 25 euro di ritenuta quota sociale e 146 euro per l'affitto: in fondo alla busta la cifra che compare è -186 euro". Ma non è la sola, in altre la cifra, sempre al negativo, si aggira sui 33, 110, 99 e 89 euro.
"Sono lavoratori pakistani che vengono dalla Lombardia - ci dice un altro delegato - negli ultimi 8 mesi abbiamo visto almeno 150 facce nuove. Vengono, lavorano per 15 giorni e poi se ne vanno. La mattina passa una macchina a prenderli dagli appartamenti, dove vivono anche i 8 persone, li porta al lavoro e viene a riprenderli la sera."
E la Conad? E il dialogo con la Almagroup? "Siamo di fronte a un muro - spiega Carrara. La Conad, dopo un primo iniziale interessamento ora sta letteralmente nascondendo la testa sotto la sabbia, trincerandosi dietro ad un laconico: non possiamo".
Il blitz di un mese fa
Carabinieri e Ispettorato del Lavoro hanno effettuato un mese fa un blitz nel magazzino. "Scappavano tutti, chi nello spogliatoio, chi negli sgabuzzini e nei bagni. Ne hanno portati via una quindicina - ci dice un delegato - ma non sappiamo che fine abbiano fatto". E in effetti, dal Comando dei Carabinieri, non sono mai stati resi noti i risultati di quella operazione. "Dopo il blitz tutto è tornato come prima - continua Carrara - tant'è che oggi siamo qui a denunciare una situazione che rischia di radicalizzarsi nel territorio".
A prendere la parola è poi lo stesso Francese, che con preoccupazione chiede l'intervento delle istituzioni e degli organi preposti: "Tutta la Confederazione del Lavoro oggi prende pubblicamente posizione contro quello che sta avvenendo a Fontanelle" ha detto. "C'è una responsabilità, innanzitutto della stessa Conad, che non ha colto gli elementi e le informazioni sulle evidenti anomalie che abbiamo segnalato sin da dicembre: fra tutte, l'apparizione sul territorio di un nutrito numero di persone della stessa etnia, che nella realtà di Montopoli non ha mai avuto una sua comunità radicata".
Da qui l'esplicita denuncia: "Ciò che è successo dopo - prosegue il segretario generale, riferendosi alla chiusura delle relazioni sindacali - è un segno evidente del rischio di traffico di lavoratori legati all'intermediazione di manodopera. Difficile pensare che delle persone facciano 400 km (da Milano, ndr) per lavorare 12 ore in un mese ed avere un saldo negativo in busta paga."
Cosa c'è dietro? E' la domanda aperta che lanciano il sindacato e i lavoratori di Montopoli.
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2010/07/01 13:07:57 Plinio Il Vecchio Vergognosa vicenda, non aggiungo altro.