08/07/10 08:31 | autore: Ciccio Auletta Stampa

Alla Stazione Leopolda con Bertinotti i trentenni di Dario Danti 0

L'ex segretario del Prc e Marco Malvaldi, coordinati da Raffaele Palumbo, hanno presentato la seconda edizione del libro 'Amici, miei. Storie di trentenni in equlibrio precario' (Ets). Unicità e massificazione, precariato e rispetto dei diritti i temi della giornata. Bertinotti: "E' da storie come queste che la politica deve ripartire"

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Si è svolta ieri pomeriggio (mercoledì 7 luglio) alla Stazione Leopolda la presentazione del libro di Dario Danti : "Amici, miei. Storie di trentenni in equilibrio precario" edito dalla Ets di Pisa. Presenti all'incontro, oltre all'autore e a diversi protagonisti delle 20 storie del libro, Fausto Bertinotti e lo scrittore Marco Malvaldi, coordinati da Raffaele Palumbo.

Il primo a prendere la parola è Malvaldi, autore della prefazione al volume, che prova a tracciare alcune caratteristiche generali che emergono dalle storie raccontate da Danti: "Credo che il termine principale che accomuna queste esperienze sia la concretezza, l'orgoglio di ciò che si fa. Il motto della nostra generazione si potrebbe così riassumere: "Bimbo datti da fare, se no sei finito".

Ed è proprio sulla rappresentatività o meno dal punto di vista di una generazione che Palumbo sollecita l'autore.

"Quando ho scritto questo libro - risponde Danti - non mi sono posto questo problema, piuttosto ho parlato di ciò che mi stava alle spalle, ma anche intorno. L'elemento decisivo per me sono le relazioni umane: si tratta di storie di vita che vanno intese nella loro completezza, anche con le loro debolezze. Non si tratta, insomma, del libro rosso del precariato. Credo che troppo spesso si vada verso la massificazione e poco nella direzione opposta, come spiega bene Malvaldi nella sua prefazione parlando del 'privilegio di essere unici' ".

Ed è a partire dal tema dell'unicità che procede l'intervento di Fausto Bertinotti, autore della postfazione al libro: "La storia degli unici mi piace non "in sè" ma "malgrado che". Si tratta cioè di una risposta estrema, quando non si hanno più altre carte da giocare, e ti rimane solo quella parte del tuo essere umano che nessuno ti può togliere".

Per spiegare meglio questa sua idea Bertinotti ricorda il tema del "residuo" introdotto dall'economista Claudio Napoleoni: "Il residuo è ciò che resta fuori, ciò che il tentativo totalizzante di inclusione del capitalismo non riesce ad inglobare. Ma si tratta appunto di un residuo, e non della via maestra".

L'ex-presidente della Camera si sofferma così sul confronto tra le prospettive delle generazioni: "Ad altre generazioni è toccata invece questa via maestra, per le quali l'idea della liberazione di tutte e tutti non era un sogno, c'erano eventi in tutto il mondo che indicavano questa possibilità concreta, questa prospettiva che si è poi schiantata. I giovani operai nel 1971 a Mirafiori diventavano "i padroni " della fabbrica e decidevano loro con il conflitto, le assemblee quando fare le pause; oggi ai giovani operai di Pomigliano le pause gliele tolgono".

Bertinotti sottolinea i rischi che l'unicità possa diventare solitudine, ponendo più volte con forza il bisogno di ricostruire una connessione con l'altro: "Spesso questa riconnessone come nel caso del libro di Dario avviene in una prospettiva e in forme più ridotte, ma è invece importante ritrovare una connotazione politica e sociale all'interno di un sistema che chiude gli orizzonti e stermina la democrazia".

Sollecitato da Raffaele Palumbo, l'ex-segretario del Prc chiarisce quest'ultimo passaggio, al termine di una breve analisi del quadro di crisi economica e della risposta che l'Europa, sotto la guida della Germania, ha deciso di dare, una risposta incentrata sull'idea per cui "occorre smantellare il modello sociale europeo che si è andato formando e consolidando dal dopoguerra in poi" per competere con gli altri paesi, a partire dalla Cina, nella produzione degli stessi prodotti a prezzo inferiore, abbattendo il salario diretto, indiretto e differito.

"Siamo di fronte a una sospensione della democrazia - spiega Bertinotti - che non si realizza come nel passato con l'arrivo del fascismo o dei colonnelli come in Grecia ma con il Governo dei Banchieri, un governo tecnico. La democrazia muore se non vi è diritto alla scelta, ma anche se si viene messi di fronte a operazioni e provvedimenti definiti in sé "indispensabili". I Greci oggi non hanno un esercito che li occupa militarmente, ma una moneta che li occupa, e le scelte sono tutte predefinite. Oggi il vero tema per la sinistra è come si ricostruisce la democrazia in Europa".

Dentro queste riflessioni si inframezzano i racconti delle storie degli "amici" di Dario. Alcuni dei protagonisti prendono la parola, raccontano "la loro storia", la loro precarietà e la percezione che hanno di essa nella propria quotidianità.

E muovendo da questi interventi da Danti arriva una sorta di auspicio per il futuro. "Dobbiamo rimetterci in cammino - conclude l'autore del libro ringraziando tutti gli intervenuti alla presentazione - per cui ciò che diciamo poi lo dobbiamo fare contestualmente". E su una lunghezza d'onda simile è anche la conclusione di Malvaldi: "Occorre riacquistare la capacità di indignarsi sempre e comunque, anche per chi non conosciamo, per chi è distante da noi".

L'ultima parola è ancora di Bertinotti che ribadisce l'importanza del racconto di queste, come di altre storie, perché "è da esse che la politica deve ripartire".

E lo stesso ex-presidente della Camera, al termine dell'iniziativa, ha voluto dedicare anche un pensiero e alcune parole a una storia della nostra città, quella del Progetto Rebeldìa, con cui quando era segretario di Rifondazione Comunista si era incontrato in più occasioni di confronto: "Trovo assurdo e colpevole da una parte di un'amministrazione che si possa pensare di sgomberare questa esperienza, senza darle un futuro: in un momento come questo simili esperienze sono vitali per la democrazia di una città, ma non solo".

 

Abraham Yehoshua a Pisa per la Giornata della Memoria 2012 - di redazione

La Vignetta - Luca Ricciarelli

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