Ad aprile lo si dava per "quasi pronto", oggi ancora tutto tace. Parliamo del piano interprovinciale dei rifiuti, un obbiettivo finale che tarda ad arrivare e che, per legge regionale, non può non contemplare la partecipazione attiva della società civile nella sua stesura anche, se fino a oggi, di partecipazione ne è stata chiesta poca.
In attesa di una visione di area vasta sulla gestione della raccolta e il trattamento dei rifiuti, necessaria per azioni strategiche di lungo termine, nella provincia di Pisa si continua comunque a dare il via libera alla costruzione di nuovi coinceneritori.
Ad aver presentato la proposta è la Delca spa, società da oltre vent'anni attiva nel ritiro, stoccaggio e trattamento dei rifiuti speciali, nonché bonifiche ambientali, inceneritori e produzione di combustibili solidi secondari da rifiuti.
Il progetto per un impianto nel Comune di Vicopisano è stato presentato alla Provincia di Pisa nel luglio del 2009. Per mesi è stato tenuto blindato alla stessa amministrazione, solo in Provincia si conosceva tutta la pratica. E' stato approvato qualche mese fa, in un sostanziale silenzio, tant'è che fuori dal circuito di Vicopisano, si è saputo della conclusione del suo iter solo grazie a un'interrogazione in consiglio provinciale.
Il progetto
Come si legge dal documento di sintesi della Delca, si tratta di un impianto "di adeguamento" a quello attuale; un impianto di "Gassificazione", definito "processo termochimico che consiste nell'ossidazione parziale del combustibile solido, così da trasformarlo in combustibile gassoso", chiamato nel testo "Syngas".
Si tratta di un impianto di combustione a "doppio stadio". Stando al rapporto della Provincia sul progetto, verranno innanzitutto utilizzato i rifiuti come il pulper, la plastica da imballaggi e scarti della selezione dei rifiuti, ma anche carta, cartone e legno, per "la produzione di un combustibile solido secondario ad alta densità". Di questo materiale, il progetto ne prevede l'utilizzo di 23.000 tonnellate all'anno, opportunamente trattate in loco, trasformate in cilindretti lunghi 1 cm. Il combustibile così prodotto viene a sua volta immesso nelle due camere di combustione; nella prima, dove la temperatura è fra i 600° e i 900°, il combustibile incendia e genera il gas di sintesi, che a sua volta viene nuovamente bruciato; nella seconda camera, a temperature più elevate, 1.600° circa, producendo energia.
Quali sono le ricadute e i benefici di questo progetto?
Secondo la relazione della Delca, l'impianto sarà in grado di produrre circa 19 GWehr di energia elettrica su base annuale; in questo modo si potrà "recuperare il contenuto energetico del combustibile derivato, diminuire i rifiuti da conferire in discarica, nonché evitare l'utilizzo di combustibili fossili (fonti non rinnovabili), riducendo contemporaneamente le emissioni di composti dello zolfo e cloro in atmosfera".
Secondo quanto stabilito dalla Conferenza dei Servizi, le numerose prescrizioni chiedono, tra le altre cose, di monitorare costantemente le immissioni e gli effetti sul suolo e sull'acqua di tale impianto. Dal momento che il progetto presentato sulla carta "è a norma", non si è ritenuto di porre divieti espliciti, ma di intervenire solo nel caso in cui siano accertate delle violazioni.
Il centro abitato più vicino al luogo dove si vuole realizzare l'impianto è Lugnano, alla breve distanza di circa 700 m. Anche se l'area dove ricade il progetto è classificata come "zona produttiva di espansione", il territorio che circonda Vicopisano ha una spiccata vocazione turistica, e un'ampia componente agricola, nonché un'impatto estetico difficilmente negabile. C'è inoltre la realtà dell'acqua, che rende ancora più caratteristica la zona: le terme di Uliveto e la stessa acqua minerale Uliveto sono strettamente connesse con l'ecosistema dell'area.
Gli interrogativi che sorgono quindi sono molti.
Dal punto di vista tecnico, se il Syngas di cui parla il progetto è una miscela di gas formata da idrogeno, monossido di carbonio e metano, non si tratta forse di una miscela altamente esplosiva? Non determinerebbe questo dato l'ingresso di tutto il progetto nella norma relativa ai rischi di incidenti rilevanti? Perché quindi, non sono stati convocati i Vigili del Fuoco alle Conferenze dei Servizi? E' o non è syngas?
Altra preoccupazione, quella relativo alle emissioni. Premesso che ormai sul territorio della provincia ci sono 10 impianti di incenerimento, è sicuro che l'Arpat riesca a monitorarli ampiamente tutti? Al riguardo infatti, manca anche la valutazione degli impatti cumulativi.
Infine, sul piano politico, come si colloca un nuovo impianto di incenerimento per 23.000 tonnellate all'anno di rifiuti senza una strategia di area vasta?
Preoccupazioni che sono state espresse dai cittadini di Vicopisano, che stanno portando avanti una raccolta di firme contro il progetto, e lo stesso Sindaco Juri Taglioli, che pur avendo taciuto lo scorso anno, quest'anno, prima della fine del procedimento per l'approvazione, ha deciso di dire il suo netto "No".
"La conferenza dei servizi è iniziata a ottobre con procedimento unico - ci ha spiegato Taglioli - e io sono intervenuto solo nelle ultime due sedute, alle quali sono stato invitato, cui hanno partecipato tra gli altri anche l'Arpat e l'Asl."
Sul silenzio che sta caratterizzando questo iter, Taglioli afferma: "L'approvazione del progetto è passata in sordina. Da parte dell'amministrazione di Vicopisano, all'inizio non c'era consapevolezza sul tipo di opera pensata, né ci sono stati forniti materiali sufficienti. Pensavamo di poter dire la nostra in un contesto di pianificazione territoriale di area vasta, ma non è stato così".
Nella primavera del 2010, prima che si chiudesse la procedura quindi, "sono state presentate le nostre osservazioni, che anzitutto ribadiscono la contrarietà del comune di Vicopisano per l'installazione di un progetto di questo genere e di questa portata".
"E' vero che la legge non fornisce ai comuni competenze sulla gestione dei rifiuti - prosegue - ma ne fornisce per l'edilizia e l'urbanistica." Se da un lato quindi la Provincia afferma che "il progetto risulta conforme alle normativa urbanistica comunale vigente", dall'altro Taglioli ricorda che "il regolamento comunale adottato nel 2008 prevede che le aziende per il trattamento dei rifiuti non possano collocarsi nel comune di Vicopisano. Il regolamento non intacca quelli esistenti, come quello della Delca di stoccaggio e trasferimento, ma pone divieti sui progetti di nuova costruzione, di qualsiasi tipo".
E se si poteva supporre che ora l'iter autorizzativo passasse al Comune di Vicopisano per licenza di costruire: "Non è così", dichiara il primo cittadino, "perché si tratta di un procedimento unico, quindi per la provincia l'ok è già partito".
Quali dunque i prossimi passaggi? "Ci impegneremo in ogni modo affinché non venga costruito questo impianto nel nostro Comune. Abbiamo presentato delle osservazioni che dovranno essere prese seriamente in considerazione; tra queste, anche il nodo relativo al bacino Uliveto. Faremo il possibile per coinvolgere gli altri comuni per una reale pianificazione su ampia scala. Non intendiamo retrocedere, comunque vedremo".
Questo articolo contiene 2 commenti.
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2010/07/14 13:07:03 Domenico Barranca Se c'era da installare un nuovo impianto eolico o, chissà se la velocità di approvazione fosse stata la stessa. Per chi ancora non lo sapesse, gli impianti eolici producono energia e non inquinano. Se lo ricordino bene tutti, istituzioni e cittadini.
E non solo. I cittadini oltre a lamentarsi si devono rendere conto che votare sempre gli stessi partiti non porta a niente di buono ma solo che i soliti partiti votati continuano a fare il bello e il cattivo tempo. Non l'hanno capito che i cittadini vengono presi in considerazione solo durante la campagna elettorale? prima di votare andate a leggervi come si deve i vari programmi elettorali e per qualche volta abbiate il coraggio di votare per chi si preoccupa veramente della salute della gente, dell'ambiente e del territorio.
Saluti
2010/07/14 12:07:40 Sergio Sabatini In casi come questo LA PROVINCIA DI PISA HA L'OBBLIGO DI INTERPELLARE LA POPOLAZIONE CON TUTTI I MEZZI POSSIBILI non l'ha fatto. Ha fatto male, adesso crea il malcontento di tutti i cittadini limitrofi all'impianto di combustione rifiuti. Resta a noi cittadini l'amarezza e la consapevolezza di non essere protetti dalle PUBBLICHE ISTITUZIONI. Vogliamo difendere la salute dei nostri figli costi quel che costi. Ma che dice il responsabile medico della USL di Pisa? Vogliamo sapere i riferimenti del comitato di cittadini che si è formato nel comune di Vicopisano. Grazie a PisaNotizie per la comunicazione. Sergio Sabatini