16/07/10 09:00 | autore: Cinzia Colosimo Stampa

L'assessore Picchi: "Bisogna essere autosufficienti e creare gli impianti dove è necessario" 0

L'assessore provinciale all'ambiente precisa che l'iter di approvazione non è ancora concluso, ma ribadisce il sostegno al progetto: "Occorre dare delle risposte, questo è un modo". Ci sarà, dunque, un ulteriore Conferenza dei Servizi richiesta dal Comune di Vicopisano

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Il progetto della Delca per un gassificatore a Vicopisano continua a far discutere. Sono ancora molti gli elementi che non si conoscono: le prescrizioni precise della scorsa conferenza dei servizi, la data della prossima, il nodo da sciogliere sul regolamento comunale di Vicopisano.

Abbiamo interpellato l'assessore provinciale Valter Picchi, che sulla questione è stato netto: "L'approvazione definitiva della provincia non c'è ancora stata. Gli uffici tecnici hanno dato l'ok sull'esclusione del progetto dalla Valutazione di Impatto Ambientale, ma non si è ancora concluso l'iter."

Una prossima conferenza dei servizi comunque ci sarà, dal momento che è stato lo stesso comune di Vicopisano a richiederne la convocazione proprio in questi giorni, ma - come precisa l'assessore Picchi - "non è ancora stata fissata una data". Questo spiega anche la precisazione da parte dell'Assessore sulla non conlusione dell'iter, quando in consiglio provinciale invece, in risposta all'interpellanza del consigliere Andrea Corti sembrava che la questione fosse conclusa.

Picchi fa luce su alcuni aspetti: "La conferenza dei servizi non ha ancora espresso un parere definitivo e gli uffici non hanno chiuso le istruttorie". L'assessore provinciale  sminuisce le preoccupazioni relative al gas di sintesi che si intende utilizzare: "Il progetto in sé non ha caratteristiche di rischio "esplosivo". Il Syngas è gas di sintesi che viene bruciato e serve per produrre energia. Non ci sono rischi alti, sono impianti normali che operano in assenza di ossigeno e non ci sono contatti con l'esterno. C'è al limite un problema di emissioni, che verranno controllate. Gli uffici stanno facendo le verifiche."

Vago il futuro del piano interprovinciale: "Stiamo definendo le linee sui rifiuti urbani, poi passeremo agli speciali. La regione chiede il piano interprovinciale, lo faremo nei tempi necessari per mettere d'accordo 4 province, cosa non facile". Picchi inserisce poi il progetto della Delca in un'ottica "più ampia": "Questo impianto non è estraneo al piano, perché essendo a pié di fabbrica, chiude il ciclo produttivo dell'azienda, che tratta rifiuti speciali pericolosi e non, di cui però soltanto i primi sono destinati all'impianto."

"Si parla di un'azienda inserita nel tessuto produttivo da diversi anni - prosegue Picchi - questo progetto chiude il ciclo produttivo, non è un impianto fine a se stesso. E' funzionale all'azienda perché produce energia e consente la riduzione dei rifiuti da mandare in discarica, come indicato dalle linee generali dell'Ue". L'assessore ribadisce, dunque, la sua approvazione al progetto: "Occorre dare delle risposte e questo è un modo".

La riduzione alla fonte dei rifiuti prevista nel programma di mandato passa quindi in secondo piano di fronte al senso di urgenza: "Bisogna essere autosufficienti e creare gli impianti dove è necessario", una posizione  che sembra essere distante dalla 'strategia rifiuti zero'.

Dunque come leggere il regolamento comunale di Vicopisano che vieta attività di stoccaggio e smaltimento rifiuti nel territorio comunale? Secondo l'assessore, "sembra il problema dell'uovo o della gallina. Se questa azienda non ci deve stare, non doveva esserci nemmeno 10 o 15 anni fa: qualcuno l'avrà autorizzata."
"L'azienda tratta rifiuti speciali e pericolosi seguendo le normative vigenti. Se l'impianto verrà fatto o no, è secondario nel ragionamento. C'è un piano provinciale del 2004 che stabilisce dove si possano fare gli impianti. A Vicopisano stiamo parlando di una zona industriale, e il piano prevede che lì si possano fare."
Insomma, per Picchi non è una questione di "prima" o "dopo", quanto dell'attività che si svolge: "Se vogliono adempiere al regolamento revochino l'autorizzazione all'azienda, perché attualmente tratta rifiuti speciali. Delle due l'una: o si riconosce l'esistenza dell'azienda o si dice che deve delocalizzarsi - e conclude - Se il comune ha queste direttive deve delocalizzare in altre zone che dovrà mettere a disposizione. Altrimenti, si adegua".

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