Il Sindaco interviene sulle dure osservazioni espresse in modo congiunto dai sindacati della polizia negli scorsi giorni. Lo fa attaccando in primo luogo il ministro Maroni, attribuendo a quest'ultimo la responsabilità della mancanza di personale aggiuntivo e sostenendo comunque la validità del proprio operato in merito alla gestione della forze dell'ordine presenti in città. Il sindaco annuncia infine un incontro con le sigle sindacali per il prossimo venerdì.
Il comunicato dell'amministrazione è giunto in serata, dopo una giornata in cui si è continuato a discutere sulla questione. Claudio Meoli della Silp-CGil ribadisce i problemi, partendo dal dato temporale: "A Pisa c'è una carenza di organico da tempo, attualmente la situazione è ancora più penalizzata dal fatto che esistono molteplici servizi che richiedono la nostra presenza e che a nostro avviso andrebbero rivisti. Per questo motivo ci siamo recati dal Prefetto per presentare le questioni e chiedergli di essere portavoce all'amministrazione centrale per la richiestra di maggior organico."
"Abbiamo infatti verificato lo scorso mese - prosegue - che su circa 2.000 unità che erano uscite dai corsi e che potevano andare a coprire molte carenze, l'80% del personale è stato destinato in città del nord. Esempio eclatante a Varese, la città del Ministro: c'è stato un incremento di organico di circa 40 unità. Si è voluto dare un segnale: nelle città rappresentate dalla maggioranza di governo c'è stato un incremento di personale. A Pisa dove c'è un elettorato diverso, non c'è stata nessuna assegnazione."
"I servizi che richiedono l'impiego nostro aumentano - continua - come ad esempio quello relativo all'ordinanza antiborsoni. Come abbiamo spiegato, crediamo che si tratti di un servizio rivolto solo ad una nicchia di cittadinanza, ossia i commercianti, che potrebbe essere rimodulato. In altre realtà il contrasto alle merci contraffatte è portato avanti in primo luogo dai vigili urbani, qui a Pisa invece da Polizia, Carabinieri e Gdf, e in misura minore, dai Vigili Urbani. Per qualche ragione a fronte di risorse così scarse, si continua a richiedere servizi che si potrebbero garantire in modo diverso, si tratta di una scelta politica."
"Crediamo poco nei risultati che possono arrivare dal Ministero - continua Meoli. "l prefetto si attiverà ma non ci sono possibilità imminenti. Alla luce di tutto ciò, come si fa a chiedere che il personale garantisca servizi che per noi non sono così essenziali?"
In merito al Patto per la sicurezza, la Silp denuncia inoltre che di fronte alla legittima richiesta dei sindacati di voler visionare il patto sulle dotazioni di personale, "non ci è stato mai dato modo di sapere i contenuti del protocollo riguardo all'organico. Oltretutto, chiedemmo per tempo di essere convocati dal Ministro in occasione della firma a Pisa, ma quella mattina non ci ha ricevuto: un comportamento piuttosto indelicato."
E conclude: "Abbiamo messo in atto questi strumenti di protesta, se non ci ascoltano lo manifesteremo in piazza, sotto la Prefettura, e andremo dal Sindaco. Vogliamo andare a fondo della questione."
Nel pomeriggio è giunta la risposta dell'amministrazione comunale: "Le gravi carenze di organico delle forze di polizia sono note a tutti, e non certo da oggi, tranne che al governo e al Ministro Maroni che ha sempre fatto orecchie da mercante di fronte alle richieste avanzate - esordisce il comunicato. "La nota congiunta dei sindacati di Polizia rende ancora più esplicito il fatto che, come era prevedibile, la situazione non è cambiata rispetto alle richieste di maggiori uomini e risorse che il Sindaco ha fatto con forza, anche poco più di un mese fa, in occasione della firma del "Patto per la Sicurezza".
"Tale esigenza non è più ulteriormente procrastinabile, il Ministro mantenga gli impegni e dedichi a Pisa la stessa attenzione che ha voluto riservare alla vicina Prato o alla sua Varese come gli è stato chiesto con forza, e ripetutamente."
Passa poi sul piano locale: "L'unica che ha fatto qualcosa è stata l'Amministrazione Comunale che, alla fine del 2009, ha assunto 10 nuovi vigili urbani: si è trattato di uno sforzo importante, anche se non ancora sufficiente, per aumentare la presenza e il controllo del territorio" e annuncia: "Tutti questi temi, comunque, saranno al centro dell'incontro che il Sindaco ha chiesto ai sindacati di polizia e che si svolgerà venerdì prossimo a Palazzo Gambacorti."
La nota continua rispondendo ai problemi mossi dai sindacati, con una posizione che non lascia margini di ripensamento: "La riunione sarà anche l'occasione per chiarire alcune questioni sollevate rispetto all'applicazione delle ordinanze. Francamente stupisce che i sindacati attribuiscano una parte delle loro difficoltà a tali provvedimenti, per almeno quattro motivi: in primo luogo perché si tratta di interventi previsti da una legge del Governo, fortemente richiesta dai sindaci e utilizzata da tempo anche da altre amministrazioni comunali, quali Venezia, Torino e Salerno, senza che ciò abbia generato insormontabili difficoltà nella gestione dell'ordine pubblico; in secondo luogo perché tutte le decisioni in materia sono state prese non dalla sola amministrazione comunale, ma dal Comitato per l'Ordine e la Sicurezza pubblica, presieduto dal Prefetto e in cui sono rappresentati tutti gli organi di sicurezza e ogni decisione è stata concertata e condivisa."
Passa quindi ai numeri, rispondendo sull'ordinanza anti-borsoni: "Per dare esecutività alla citata ordinanza, infatti, nella zona di Piazza dei Miracoli sono presenti, per ogni turno 3 pattuglie dei vigili urbani e una ciascuno di carabinieri, polizia di stato e guardia di finanza". In merito al 'passaggio' di problemi sociali a questioni di ordine pubblico, la nota non risponde sulla natura e l'impatto degli interventi, ma con le spese effettuate: "Anche per il 2010 il Comune ha destinato alle politiche sociali circa 7 milioni di euro del suo bilancio: nonostante i pesanti tagli decisi dal governo Berlusconi, quindi, non vi è stato alcun arretramento del Comune in materia di inclusione sociale. Ma ciò non significa chiudere gli occhi di fronte a comportamenti illegali, quali anche la vendita di merce contraffatta. Proprio per questo il Ministro Maroni deve smettere di fare orecchie da mercante e mantenere gli impegni che si è preso davanti al Sindaco e alla città".
Prende posizione nel dibattito anche il portavoce provinciale di Sinistra Ecologia e Libertà, Dario Danti: "Non credo che i sindacati di polizia (Silp-Cgil, Siulp, Sap, Consap, Coisp, Ugl-Polizia di Stato, Uilps, Sup e Anip) possano essere etichettati genericamente come 'sinistra radicale', non li vedo neanche aggirarsi in città con casse da morto mentre tentano di sfondare la porta d'ingresso di palazzo Gambacorti, non so neanche se abbiano o meno interesse a consegnare la città alle destre. So però che dai tempi del Questore Eugenio Introcaso (sappiamo la fine che ha fatto) non scrivevano un comunicato unitario e, allo stesso tempo, così allarmato. Stavolta, però, non si lamentano del clima interno alla Questura, bensì di ciò che avviene al di fuori, ovvero a Pisa."
"Si entra nello specifico - prosegue - si tratta dei "servizi diretti all'applicazione delle ordinanze del Sindaco di Pisa in materia di commercio abusivo (c.d. antiborsone) che vedono il costante impiego del personale delle forze dell'ordine anziché, come accade altrove, di uomini della Polizia Municipale, trattandosi di provvedimenti della locale autorità politico-amministrativa. Tutto questo porta a non garantire a tutti i cittadini la sicurezza necessaria e quotidiana."
Conclude Danti: "Pisa non è una città più insicura di altre e, probabilmente, alcune delle sue istituzioni invocano la sicurezza in divisa senza occuparsi politicamente di situazioni di natura sociale. Questo avevamo chiesto e continuiamo a chiedere da tempo: una conferenza di area vasta sui bisogni e sulle problematiche di ordine sociale ed economico con tutti i soggetti e i singoli. In questa richiesta, così come nell'analisi della situazione nella nostra città, oggi ci sentiamo meno soli."
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