Partecipatissima assemblea pubblica ieri sera a Lugnano, indetta dall'amministrazione comunale di Vicopisano per far luce sulla vicenda del gassificatore proposto dalla Delca. Oltre 120 persone, per la maggior parte cittadini incuriositi e preoccupati per l'urgenza del progetto; molti rappresentanti di comitati anti-inceneritori che hanno portato la loro solidarietà e il loro sostegno, e anche alcuni politici intervenuti per esporre perplessità e proposte.
Ad aprire il dibattito è stato il sindaco di Vicopisano Juri Taglioli, che ha innanzitutto ripercorso a grandi linee la storia di questo progetto. Ammette "una leggerezza" da parte del Comune, dato che a luglio del 2009 si è saputo del progetto, che però è approdato sui tavoli dell'amministrazione solo ad agosto, e che lo stesso Comune, per motivi ancora non del tutto chiariti, non ha partecipato alla prima conferenza dei servizi.
Questo spiega il ritardo con cui il progetto è stato reso noto ai cittadini, così come la netta presa di posizione contraria della giunta di Vicopisano, espressa in maniera inequivocabile alla seconda e terza conferenza dei servizi, dove il Comune ha posto una serie di osservazioni a corredo del suo "no".
Le elenca quindi rapidamente: "Il regolamento urbanistico approvato nel 2008 vieta l'insediamento di nuove attività di questo tipo sul suolo comunale. Manca la compatibilità del progetto dal punto di vista edilizio, dato che per le nostre aree industriali è previsto che non si possano ospitare capannoni superiori ad una certa dimensione. Abbiamo posto osservazioni anche sull'impatto ambientale, e sul fatto che anche il Comune di Cascina ha la necessità di dire la sua, vista la vicinanza".
Il sindaco annuncia quindi la stesura "di una lettera che verrà indirizzata alla Provincia dove riproporremo queste osservazioni e chiederemo nuovamente la sospensione del progetto", e nel caso in cui invece il progetto venga approvato, "penseremo anche ad un ricorso al Tar". "Non è possibile - conclude - che il Comune non venga interpellato per tempo su iniziative di questo genere".
E' poi intervenuta la consigliera comunale della Lista civica "Per i cittadini", Marrica Giobbi, con l'evidente intenzione di screditare il comune e il sindaco. "Perché il sindaco ha taciuto tutto questo tempo?" e lancia il dubbio su un possibile "conflitto di interessi": "C'è un assessore a Vicopisano che si occupa della contabilità della Delca". Dopo aver poi lanciato invettive e posto la questione esclusivamente sul piano del conflitto politico locale, la Giobbi ha lasciato la parola alla ex consigliera comunale Sonia Municchi dell'Udc, che invece ha dichiarato: "Lasciamo stare le posizioni politiche, se c'è una battaglia comune la si fa insieme". Dello stesso avviso anche Giampiero Nesti della lista "Vicopisano comune aperto", che senza troppa polemica chiede: "perché il Comune non ha presentato le osservazioni nei 45 giorni previsti?"
Sono poi i rappresentanti dei vari comitati presenti in zona a portare il loro contributo. Fabio Coianiz, del neonato "Comitato non bruciamo, riutilizziamo!", ha infatto detto: "Lo scopo di questo comitato è valutare e comprendere quali potrebbero essere le conseguenze sul territorio, sui nostri figli e sulla nostra salute. Cerchiamo collaborazione, supporto tecnico, legale, politico, amministrativo e informativo per riuscire a dare spazio e voce a questa iniziativa", e annuncia: "Il prossimo 28 luglio ci sarà una riunione al circolo Ortaccio alla quale invitiamo tutti".
Antonella De Pasquale del Comitato Non bruciamoci Pisa, ha portato la testimonianza di cittadini che già convivono a pochi passi da un inceneritore, quello di Ospedaletto: "La nostra proposta non si risolve nella formula 'non nel nostro giardino', ma portiamo alternative già previste per legge, come quelle relative alla riduzione dei rifiuti, propio al riguardo non si può non sottolineare il fatto che molti comuni sono inadempienti rispetto alle quote di differenziata previste per legge".
"Nel 2007 - prosegue - abbiamo raccolto 4000 firme per il raggiungimento del 55% di quota differenziata entro 1-2 anni, la riduzione dei rifiuti del 15%, e in più, la richiesta alla Provincia affinché erogasse incentivi ai comuni che intendevano aggiungere altri provvedimenti oltre a quelli indicati, nella direzione dei rifiuti zero. La proposta che portiamo stasera - conclude - è che venga avviata una nuova petizione, alla quale possano partecipare anche sindaci, consiglieri e amministratori, per dare un peso maggiore alle richieste dei cittadini".
Divertente, quasi da "cabaret", l'intervento del cittadino Giuseppe Fina, che ha espresso i pericoli della diossina emessa dall'incenerimento: "A rischio le gravidanze, la salute dei figli", e con toni decisamente più colorati "a rischio anche gli organi riproduttivi delle persone".
Luca Roggi, del "Comitato gestione corretta dei rifiuti della Valdera", ha messo in guardia i cittadini "sulle carte che giocheranno per sminuire il problema".
"Primo - afferma - diranno che questi impianti fanno meno male degli inceneritori, non che non facciano male in assoluto". "Secondo - continua - diranno che sono impianti sicuri e testati. E' falso, si tratta di impianti sperimentali, per i quali mancano le referenze industriali. Terzo, ricatteranno con le illusioni sui posti di lavoro. In realtà il rapporto posti di lavoro/incenerimento/corretta gestione dei rifiuti è di uno a dieci, nel senso che, se per incenerire una certa quantità di rifiuti si produce un solo posto di lavoro, con la differenziata spinta, il riuso e il riciclo, i centri di ricerca ecc, si creano 10 posti di lavoro".
A margine dell'incontro i cittadini discutono e si interrogano sugli effetti che potrebbe avere un impianto di questo tipo in una zona delicata come quella della Val di Noce, ma non solo: "Mi sento circondata - ci racconta Marina. Vivo a Santa Maria a Monte, e fra il depuratore di Ponte a Cappiano, l'impianto di Pontedera e quello di Castelfranco, ci mancava solo un gassificatore a Vicopisano. Nella mia ingenuità, quando mi sono trasferita in Toscana e ho visto il termine "recycling" nel nome di una delle aziende che trattano rifiuti in zona, pensavo si trattasse davvero di riciclo e riuso".
Questo articolo contiene 0 commenti.
Clicca qui per lasciare il tuo commento.