23/07/10 09:22 | autore: redazione Pisanotizie Stampa

Sul futuro del Progetto Rebeldìa il dibattito è ancora aperto 0

Grande incertezza su quale sarà l'esito della vicenda delle 31 associazioni di via Battisti. Una città intera ne parla. Il Rettore bacchetta i tre candidati che in una nota congiunta aprono al confronto e chiedono che non si proceda allo sgombero. In subbuglio le forze politiche, mentre il Progetto Rebeldìa chiede responsabilità e correttezza alle istituzioni

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Si accende sempre più il dibattito in città sulla vicenda del futuro del Progetto Rebeldìa che, con l'avvicinarsi della nuova udienza sulla cessazione del comodato d'uso dell'immobile in via Battisti fissata per il 27 luglio, vede sempre più a rischio il proprio futuro.

E se da un lato i candidati Rettore hanno in una nota congiunta aperto la strada al confronto, dando una disponibilità ad affrontare la vicenda, chiedendo che non si proceda all'evacuazione forzata, nella giornata di ieri il Rettore ancora in carica per poche settimane,  ha pesantemente bacchettato i tre colleghi, in una mail inviata a tutto il personale dell'ateneo, rivendicando a sé le decisioni dell'ateneo su questa vicenda.

D'altronde il Rettore in scadenza di mandato non è nuovo nelle ultime settimane ad uscite su temi, su cui fino ad oggi non si era mai espresso pubblicamente, ottenendo l'effetto di condizionare la campagna elettorale.

Certo è che il tentativo di chiudere di autorità questo dibattito da parte del prof. Pasquali sta suscitando l'effetto contrario, anche all'interno del mondo accademico.

A prendere la parola, dopo il susseguirsi negli ultimi giorni delle diverse prese di posizione, comprese quella dell'amministrazione comunale, è direttamente il soggetto in causa, ovvero il Progetto Rebeldìa: "La presa di posizione dei tre candidati rettori dell'Università di Pisa è un segnale di apertura importante e significativo. Va da se' che, ad oggi, quest'ultimo è un "auspicio", dal momento che, fino a quando non saranno eletti, i candidati non hanno alcun potere ufficiale per poter intervenire direttamente sulle cose, tranne forse chiedere all'attuale governo di Ateneo ancora in carica di ritornare sulla posizione di chiusura assunta a inizio giugno".

"Non c'è dubbio, però - proseguono le associazioni di via Battisti - che inizia ad emergere finalmente un po´di buon senso, per il bene della città tutta. Non comprendiamo perciò la dichiarazione del Sindaco Marco Filippeschi, che in risposta alla pacata e responsabile nota dei tre candidati chiede che si assumano impegni precisi sull'ex Asnu. L'impegno preciso se lo sono già preso, ma chiaramente fino a che non sarà eletto uno dei tre non potranno certo andare più in là di quanto già dichiarato".

Da parte di Rebeldìa arriva però un chiaro appello alle istituzioni: "Ora è fondamentale che tutte le Istituzioni coinvolte nella trattativa di Rebeldia da 4 anni facciano in modo responsabile la propria parte nella massima correttezza e nell'interesse della città. La soluzione Ex Asnu non solo è possibile, ma è sempre più concreta e costruibile. Per questo chiediamo che sia quanto prima realizzato un sopralluogo da una delegazione che comprenda tutte le parti coinvolte nella trattativa (Comune, Provincia, Università, ArDSU e Progetto Rebeldia)".

"L'Assessore Cerri - affermano ancora le 31 associazioni - ci ha chiesto pubblicamente un atto unilaterale di responsabilità. Ebbene l'abbiamo fatto. Non crediamo di poter essere smentiti se diciamo che questa presa di posizione dei candidati rettori è frutto dell'incontro pubblico da noi organizzato lo scorso 16 luglio. Spesso lo stesso Assessore dice che siamo testardi. E' vero, quella misera nota dell'Università in cui si elencavano le innumerevoli attività svolte all'Ex Asnu non l'abbiamo mai presa sul serio, dato che è davanti agli occhi di tutti lo stato di semiabbandono di quello stabile, per 3/4 adibito a magazzino. Noi la nostra porta l'abbiamo già aperta, quella fra Università e città, speriamo solo che qualcuno non la chiuda in modo maldestro e controproducente".

Prosegue nel frattempo il dibattito delle forze politiche proprio sul caso Rebeldìa. E dopo l'affondo nella giornata di ieri da parte del segretario provinciale del Pd, Ivan Ferrucci, sulla mancanza di coerenza e di una certa strumentalità da parte di Sinistra Ecologia e Libertà, non si è fatta attendere la replica da parte del partito di Vendola: "Sappiamo che attualmente le 31 associazioni del Progetto Rebeldìa hanno bisogno di un luogo nel quale far vivere nella sua unitarietà quella straordinaria esperienza. Si devono riuscire a coniugare queste due esigenze: istituzioni e associazioni hanno a cuore entrambe le questioni".

Sel ricostruisce le ultime vicende e si sofferma in particolare sul recente comunicato dei candidati rettore: "Chiediamo se non sia questa la via giusta: verificare se sia possibile posticipare la soluzione della vicenda di qualche mese, facendo attenzione a non incorrere nelle penali per l'avvio dei lavori di bonifica e demolizione degli edifici di via Battisti. Questo diciamo in Comune, in Provincia e, soprattutto, a tutti i cittadini di Pisa. I ricatti e le strumentalizzazioni rivolteci dal Segretario del Pd Ferrucci non fanno parte della nostra cultura politica e non aiutano a risolvere la questione della sede di Rebeldìa".

E sulla stessa lunghezza interviene anche Rifondazione Comunista: "L'impegno assunto dai tre candidati rettore dell'Università di Pisa per trovare, chiunque venga eletto, una soluzione condivisa sul futuro di Rebeldía a partire dalla riconsiderazione degli spazi dell'ex-Asnu, è un fatto nuovo e importante e si iscrive in una svolta, da noi a lungo auspicata, nei rapporti tra Pisa e la sua università all'insegna della responsabilità condivisa e del riconoscimento che l'ateneo è parte integrante della città. Facciamo nostro l'appello dei tre candidati affinché sia sospesa ogni decisione su Rebeldía fino all'elezione del nuovo rettore, e soprattutto non si giunga a soluzioni di forza nel cuore dell'estate".

"Il sindaco - prosegue il Prc - incontri davvero al più presto, come ha annunciato, i tre candidati rettore per dar seguito concretamente al loro appello. Data la natura della questione, auspichiamo che questo incontro avvenga in una qualche forma pubblica o almeno istituzionale, ad esempio nell'ambito di una conferenza dei capigruppo in Comune. Questa preziosa occasione non va sprecata né sminuita con inutili scetticismi, come quelli velatamente espressi dal segretario cittadino Pd Paolo Fontanelli per cui l'appello dei candidati rettore potrebbe risolversi in un 'inutile giro di valzer': questo è il momento che il Comune faccia la sua parte, con coraggio e senza retro-pensieri".

E proprio sull'appello dei candidati rettore interviene anche il gruppo in consiglio comunale del Pd che chiede ai candidati a Rettore di far attivare (la convocazione deve essere firmata dal Rettore o suo delegato) da subito ed in maniera permanente la Conferenza Università-Territorio (CUT), allargata ai tre candidati a Rettore, alla Provincia e all'ADSU, in modo da valutare la possibilità di trovare in tempi rapidi una collocazione provvisoria al Progetto Rebeldia all'interno di strutture Universitarie inutilizzate e impegnarsi a definire una nuova definitiva collocazione per le associazioni del progetto stesso entro l'autunno e con la massima serenità di tutte le parti".

"Nello stesso tempo - conclude la nota del Pd - chiediamo all'amministrazione di proseguire l'azione per rendere fruibile in tempi rapidi l'area di via Saragat che rappresenta al momento l'unica soluzione disponibile".

 

"Fatti sentire, non farti strozzare. No all'usura" - di Chiara Martina

La Vignetta - Luca Ricciarelli

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