Una grande folla ha accolto ieri pomeriggio Massimo D'Alema alla Festa nazionale del Pd "Sanità e salute" che si svolge dai primi luglio a Fornacette. E' stato un dibattito ampio in cui l'esponente del Pd ha parlato a lungo di globalizzazione, di crisi, delle prospettive dei grandi paesi del mondo oggi governati dai progressisti, ma si è concentrato molto anche sulla situazione politica italiana.
Le prime considerazioni di D'Alema partono infatti dalla manovra economica che il Governo sta varando in questi giorni, cercando di diradare le nubi propagandistiche del Presidente del Consiglio e di Tremonti sulla natura e gli effetti di questa Finanziaria: "La manovra colpisce i cittadini e questo a mio giudizio è il cinismo del Governo che ha scaricato il costo della manovra sugli Enti locali, facendo credere di avere colpito i politici e gli amministratori locali. In realtà il taglio di queste risorse non potrà che tradursi in una riduzione di servizi essenziali per i cittadini e quindi colpirà le fasce più deboli della popolazione".
"Io credo - prosegue l'esponente del Pd - che la denuncia degli Enti locali sia sacrosanta e penso che mai abbiamo avuto un governo come questo che ha limitato in modo così duro l'autonomia degli Enti locali, parlando nel frattempo di federalismo. Il paradosso è che mentre avviene questa limitazione dell'autonomia e dei poteri reali si continua a fare chiacchiere proprio su questo".
D'Alema attacca duramente il Governo perchè ha fatto finta per mesi che la crisi non vi fosse ed oggi vara una manovra economica assolutamente inadeguata che colpisce solo i cittadini: "La spesa pubblica nel nostro paese oggi rappresenta il 52% del PIL. Nel 2000, quando governavamo noi, era al 46,6%. E' impressionante come la spesa pubblica aumenti, ma si investa sempre meno nei servizi e si proceda a continui tagli sulla sanità, la formazione e la ricerca. La verità è che sono cresciuti sempre più sotto Berlusconi gli sprechi e la corruzione".
E proprio su questo tema l'ex-segretario dei Ds, sollecitato dall'intervistatore, si dilungherà nel suo intervento: "Siamo di fronte ad un vero e proprio sistema di potere, orchestrato da gruppi affaristici, mentre qualcuno vuol far credere che si tratti di questioni legate a singole persone. Si tratta di un sistema però diverso da quello di Tangentopoli: allora la corruzione dei partiti era l'epicentro, oggi invece l'epicentro è il mondo degli affari e l'alta burocrazia. Ciò è dovuto ad una evidente debolezza della politica".
Su questo concetto il presidente D'Alema torna ad insistere: "Berlusconi è fortissimo nel difendere i propri affari, ma debole come capo del Governo. Il potere autoreferenziale della burocrazia è cresciuto enormemente. I veri protagonisti di questa vicenda sono coloro che gestiscono direttamente gli affari pubblici. E così all'ombra del regno di Berlusconi sono cresciuti gruppi affaristici, grazie al sistema delle procedure speciali inventato dallo stesso presidente del consiglio. Da qui la mostruosità della Protezione civile che è diventato lo strumento con cui aggirare le procedure ordinarie sull'onda dell'emergenza".
L'attenzione e l'interesse maggiore della platea è concentrato sulle valutazioni da parte dell'ex-segretario dei DS sull'attuale fase politica italiana e la crisi del berlusconismo, con i conseguenti scenari che si potrebbero venire a determinare. D'Alema, come suo costume, è molto diretto e convinto della propria analisi: "Se cade Berlusconi servirebbe un governo di transizione per cambiare una legge elettorale rozzamente maggioritaria e mettere in campo una manovra vera; e solo dopo questi due passaggi si potrebbe andare al voto".
"Per questo - prosegue l'esponente del PD - avevo detto in passato che Fini era un interlocutore possibile, ma allora fui solo coperto di insulti, mentre oggi sono in molti a vedere nel presidente della Camera un interlocutore importante, anche se nessuno è venuto a chiedermi scusa. Credo che un grande partito debba avere la forza di parlare a tutto il Paese e non solo ai suoi sostenitori.
Dunque, secondo D'Alema, in questo momento per l'Italia è necessario "scongiurare il pericolo di un governo che guadagna una maggioranza del 50% più uno dei seggi, pur avendo solo poco più di un quarto dei voti dell'elettorato. Se davvero il governo Berlusconi dovesse cadere, dovremmo tentare di far nascere un esecutivo di transizione che cambi anche il clima nel Paese e aiuti a far nascere una destra democratica. Non so se sarà possibile farlo ma credo che sia necessario provarci".
E rispetto agli scenari futuri non può non mancare una domanda conclusiva sui futuri assetti del centro-sinistra e i movimenti per la corsa alla leadership, a partire dall'autocandidatura di Nichi Vendola, presidente della Regione Puglia, alle primarie. Su questo D'Alema è molto netto: "Conosco Vendola dal 1976 e credo possa dare un contributo importante alla costruzione di un nuovo centro-sinistra, il cui futuro è ancora da definire, ma per costruire un'alternativa occorre prima definire un programma, poi uno schieramento e solo dopo viene il problema della leadership. Sono convinto che il percorso che la politica dovrebbe seguire sia questo".
"L'idea - ribadisce l'esponente del Pd - di anteporre la questione della leadership agli altri passaggi nella forma di autocandidatura credo che sia un errore di grammatica politica che serve solo ad impostare malamente la discussone: mi sembra che in questo modo, invece, si metta il carro davanti ai buoi. Vorrei parlare con Nichi del futuro dell'Italia prima che della sua candidatura".
E lo stesso D'Alema però sulla leadership esprime pubblicamente sin d'ora la candidatura di Bersani: "Nello stesso Statuto del nostro partito c'è scritto che il segretario del Pd è candidato alle primarie e ritengo che Bersani sia adatto, più di Vendola, a guidare il centro-sinistra".
Questo articolo contiene 3 commenti.
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2010/07/23 13:07:05 drugo lebowski Mah...
io se dovesse cadere Berlusconi la prima cosa che farei sarebbe tirargli subito un calcio nella pancia. Poi aspetterei rinforzi per godermi lo spettacolo bevendomi una biretta.
Ecco, dopo questa soddisfazione cercherei D'Alema.
E se non fosse cascato ancora gli farei lo sgambetto. E poi altro giro altra corsa. Fino alla fine delle birette...
2010/07/23 11:07:28 Egidio Blasi se mai cadesse il Governo, Lei e il suo amichetto Bersani dovreste lasciare il passo a Vendola, visto la vostra inconsistenza.
2010/07/23 10:07:15 Michele Giammanchi no, caro maximo, se cade il governo si va a votare
i pasticcetti passati dovrebbero aver insegnato qualcosa