Dopo quasi un mese dall'invito fatto dal Progetto Rebeldìa a visitare nuovamente lo spazio e le attività di via Battisti, e a quattro giorni dall'udienza che si terrà martedì mattina presso il Tribunale di Pisa per la scadenza del comodato d'uso gratuito di quegli immobili è arrivato il sì da parte del sindaco a questa richiesta.
Così ieri, venerdì 23 luglio, il sindaco, Marco Filippeschi, si è recato presso la sede delle 31 associazioni accompagnato dall'assessore all'urbanistica Fabrizio Cerri e dall'assessore alle politiche giovanili Maria Paola Ciccone.
Qui si è svolto un incontro con una delegazione del Progetto Rebeldìa durato per oltre due ore, in cui si è discusso dello stato dell'arte della trattativa, affinché non vi sia una drammatizzazione della situazione e si possa arrivare ad una soluzione.
Il sindaco ha riferito di aver chiuso nella giornata di giovedì a Roma un protocollo di intesa con Rfi sull'immobile di via Saragat e che nel corso della prossima settimana procederà alla convocazione della Conferenza dei Servizi, a cui partecipano anche l'Università, l'Azienda regionale per il Diritto allo studio e la Provincia di Pisa, per formalizzare nel dettaglio le novità emerse rispetto a questa ipotesi. Un'ipotesi, ha tenuto a ribadire l'assessore Cerri, che è una soluzione concreta, e rispetto alla quale ha chiesto nuovamente alle associazioni un "gesto unilaterale di abbandono dell'immobile, una iniziativa che darebbe credito a questa esperienza".
Le associazioni del Progetto Rebeldìa dal canto loro hanno ribadito la proposta sull'ex-Asnu, anche alla luce dell'apertura dei candidati rettore su questa ipotesi, e i vantaggi sia economici sia di tempi che questa soluzione potrebbe garantire, ribadendo comunque la propria disponibilità a vagliare tutte le ipotesi in campo purché sia garantita realmente l'unità di tutto il Progetto. In merito alla proposta di utilizzo dello stabile di proprietà dell'ateneo, ancora oggi semi-abbandonato, le associazioni hanno ribadito come all'interno dell'ateneo vi sia una forte sensibilità che smentisce la posizione espressa da un Rettore in scadenza come Marco Pasquali.
I prossimi giorni saranno decisivi per capire la piega che prenderà questa vicenda che ormai non riguarda più solo il destino di 31 associazioni, ma si sta imponendo come elemento del dibattito cittadino e non solo.
Pubblichiamo di seguito la nota del Progetto Rebeldìa a seguito dell'incontro avvenuto venerdì:
Il 23 Luglio il sindaco Marco Filippeschi è venuto a Rebeldia con gli assessori Cerri e Ciccone, per parlare della nostra situazione.
La novità è che il Comune ha chiuso un protocollo d'intesa con Rfi per Via Saragat, anche se al momento non ci sono stati forniti ulteriori dettagli. Si tratta di un protocollo che riguarda esclusivamente Comune e Ferrovie: al Progetto Rebeldía non sono stati mostrati documenti, né tantomeno li ha sottoscritti; aspettiamo un prossimo tavolo tecnico per vedere e discutere le carte. Affermare però che l'area di Via Saragat è stata adattata alle esigenze delle associazioni è un'affermazione priva di fondamento. Le associazioni hanno fatto invece presente che su quella soluzione dal 2008 pongono problemi tecnici sostanziali: primo fra tutti la mancanza di spazi per ospitare tutte le 31 realtà che fanno parte del Progetto Rebeldía.
Purtroppo, ci è stato spiegato, per la Sesta Porta sono stati firmati dei contratti che obbligano la consegna dei locali all'Istituto Nazionale di Vulcanologia (al momento l'unico soggetto pagante all'interno della Sesta Porta) per il 2013, data oltre la quale scatteranno pesanti penali.
Al riguardo, come cittadini, aldilà della specifica vicenda di Rebeldía, non possiamo che esprimere sconcerto per l'aver stipulato questo tipo di contratti, visto che di imprevisti quando si apre un cantiere ve ne sono molteplici che possono ritardare la conclusione dei lavori, e a Pisa non mancano al riguardano esempi recenti e particolarmente gravi. In ogni caso, è in ragione di questo "falso allarme" che il sindaco e gli assessori hanno apertamente assicurato che, anche in caso di sentenza di sfratto, lo sgombero dalla sede attuale non ci sarà.
La soluzione ex ASNU è secondo noi la migliore da tutti i punti di vista, e questo è stato riconosciuto da molti (anche l'On. Fontanelli sul suo blog afferma che sarebbe la soluzione meno dispendiosa per la comunità): dal punto di vista economico, garantisce l'investimento su pubblico anziché su privato; dal punto di vista strutturale, è una soluzione già pronta uso; dal punto di vista sociale, Rebeldía potrebbe fornire gratuitamente servizi agli studenti integrandoli con quelli universitari, biblioteca, arrampicata sportiva, corsi gratuiti di italiano per stranieri, etc.
Esistono comunque i tempi per fare sì che la recente apertura dei candidati a rettore sulla questione ex ASNU (le elezioni di Ateneo sono a settembre) possa produrre dei risultati positivi per un effettivo coinvolgimento dell'Università nelle questioni cittadine. Tanto più che la sede di via Saragat, così come è, non sarebbe disponibile prima del 30 ottobre per i lavori di bonifica esterna e la liberazione dell'area da parte delle Ferrovie.
Crediamo che la risposta alla questione Rebeldía si trovi in un rinnovato rapporto con l'Università. Ci sembra assolutamente forzoso e fuoriluogo l'intervento di Pasquali, entrato duramente in una campagna elettorale con un attacco alla posizione dei candidati a Rettore, in cui sostiene di essersi occupato della vicenda Rebeldía negli anni passati: in 4 anni di trattativa mai una volta abbiamo incontrato il rettore o saputo cosa pensasse della vicenda. L'attuale amministrazione universitaria si è sistematicamente sottratta al dibattito pubblico, disinteressandosi delle vicende cittadine. L'apertura dei candidati a rettore è assolutamente un fatto nuovo e positivo, che va sostenuto e non distrutto per interessi o ripicche personali.
Riteniamo quindi che sia giusto da parte dell'amministrazione sondare a fondo l'ipotesi ex ASNU e rendersi disponibili ad un incontro pubblico con i candidati rettori, la provincia e gli altri esponenti della Cut. È necessario costruire un fronte allargato di intesa, per fare sì che si concretizzi una soluzione vantaggiosa per l'intera città, a bassi costi e altissimi ricavi sociali. Ci sono i tempi e le condizioni per non sprecare un'occasione unica per la città di Pisa, che avvicinerebbe le istituzioni per il bene di tutti. Crediamo ne valga la pena.
Intanto annunciamo sin d'ora un presidio pubblico a partire dalle ore 9:00 davanti al tribunale di Pisa in occasione dell'udienza di martedì 27 luglio per la scadenza del comodato d'uso.
Progetto Rebeldía
Questo articolo contiene 4 commenti.
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2010/07/25 15:07:34 Il Merovingio Non capisco perche' non si voglia andare nella bellissimissima sede di via Saragat, che e' posta non solo vicino ai binari, ma presumibilmente sul margine di due placche tettoniche che divergono, come l'Islanda. Infatti ogni volta che qualcuno del Comune ne parla, l'estensione aumenta: da "2.000 metri quadri di verde" siamo già arrivati a "3.000 metri quadri di verde", e per la fine dell'anno via Saragat dovrebbe aver raggiunto una estensione pari a quella del Belgio. Si', vabbe', poi ora il verde e' piu' giallo, essendo che si tratta solo di erbacce e sterpaglie, ma stai a guardare il capello.
E poi è praticamente pronta: si tratta solo di piccole cose da definire, come acquistarla o affittarla dalle Ferrovie che la possiedono, ristrutturarla da cima a fondo, inventarsi uno spazio per i concerti che li' non c'e', inventarsi uno spazio per la palestra che li' non c'entra, aumentare un po' la superficie coperta con dei soppalchi grazie ai quali una stanza col soffitto di 2 metri e 70 può diventare 2 stanze col soffitto di 1 metro e 35 - che e' l'unico modo per farci entrare tutte le associazioni e le attività di Rebeldia - poi basta insonorizzare il tutto e ci siamo.
E chiaramente questi lavori, pagati dai cittadini, saranno in cima ai pensieri del SIndaco e della Giunta, che anche se hanno tante cose da fare vogliono tanto bene a Rebeldia e si impegneranno perche' abbiano la priorita' su tutto e si concludano rapidamente.
O no?
2010/07/24 23:07:49 drugo lebowski Rebeldia in Via Saragat è pura fantascienza.
Possono esserci vari scenari nel futuro, ma che Rebeldia finisca in Via Saragat ormai è quello meno probabile.
Poi i vigili urbani rimangono senza sede porelli...
2010/07/24 20:07:47 Mario Rossi "è necessario costruire un fronte allargato di intesa, per fare sì che si concretizzi una soluzione vantaggiosa per l'intera città, a bassi costi e altissimi ricavi sociali." sì e la speculazione sulle aree ex FS?
FS Sistemi Urbani è stata costituita proprio per "valorizzare" le aree ferroviarie dismesse e ora che ci piazzano rebeldia e la valorizzano con prezzi di locazione da capogiro voi volete andare all'asnu? e con l'asnu chi ci guadagna?
se davvero rebeldia accetterà la sede di via saragat farà il gioco della speculazione in combutta con FS e il comune, speriamo davvero di no.
2010/07/24 10:07:03 drugo lebowski Per Marco Filippeschi un'estate all'insegna dell'avventura!!!
Prima a Shangai a ripetizioni di comunismo, poi a Roma a salvare il Pisa Calcio (e a ipotecare Via Saragat per trasferirci i vigili urbani) e finalmente negli inferi di Rebeldia.
Via, ora manca una visita nel termoreattore nucleare che l'Università nasconde all'Ex Asnu e un meritato relax sulla sdraia personale nel cantiere del porto di Marina e poi è fatta. In autunno avremo un nuovo graaaande sindaco!