Si sono aperte ieri tra speranze, preoccupazioni e polemiche le iscrizioni per l'anno accademico 2010-2011 all'Università di Pisa. A lanciare il grido di allarme e denunciare il grave silenzio tenuto dal Rettore Pasquali sulle pesanti difficoltà nello stilare la programmazione didattica è stato il Preside della Facoltà di scienze, il prof. Umbero Mura, dalla homepage del sito della propria Facoltà.
Che non si tratti di un segnale isolato ma di un profondo malessere che si vive nell'ateneo e che l'amministrazione centrale ancora una volta non solo non ha raccolto ma su cui ha cercato di tenere il massimo riserbo, lo dimostra il fatto che anche sul sito della Facoltà di Ingegneria, il Preside Pierangelo Terreni, ha ritenuto opportuno pubblicare una lettera aperta agli studenti che intendono iscriversi alla sua Facoltà su questi temi, per spiegare la situazione in cui versa il sistema pubblico universitario nel nostro paese e in Italia: "L'Università italiana sta attraversando un periodo di particolare complessità e difficoltà dovuto alla riforma universitaria prevista dal Disegno di Legge n° 1905 (noto come DDL Gelmini) ed alla manovra finanziaria. Questi due provvedimenti, attualmente al varo del governo, andranno a gravare sulle posizioni del corpo docente universitario, ed in particolare coloro che ne subiranno le maggiori conseguenze saranno i più giovani; ovvero i Ricercatori Universitari ed i Professori Associati, che per manifestare contro tali provvedimenti hanno scelto forme di protesta che, a tutt'oggi, hanno reso impossibile, per molte Facoltà, redigere ed approvare la Programmazione Didattica per l'anno accademico 2010/2011".
"In particolare, la Facoltà di Ingegneria di Pisa - prosegue il prof. Terreni - aderendo all'iniziativa di protesta dei Ricercatori, non ha potuto e non ha voluto approvare la Programmazione Didattica per l'anno accademico 2010/2011. Per questo motivo non troverete sul sito della Facoltà il Manifesto e la Programmazione delle attività didattiche per il prossimo anno accademico, ma solo i regolamenti didattici di ciascun Corso di Studio previsto per il 2010/2011".
Cosa comporta questo per chi si iscrive? Al riguardo il Preside cerca di chiarire la situazione: "Ciò non significa che per il prossimo anno accademico non saranno attivati alcuni Corsi di Studio. Vi prometto, infatti, che sarà mia cura attivare tutte le attività didattiche previste nei regolamenti, anche se questo comporterà non poche difficoltà sia per il corpo docente che per i discenti".
La stessa preoccupazione è espressa anche dal Preside di Economia, il prof. Massimo Augello, da noi raggiunto telefonicamente: "In Senato Accademico quando si era posta la discussione avevo auspicato una maggiore prudenza ed attenzione rispetto alla situazione, proponendo anche uno slittamento nella data di inizio delle immatricolazioni, anche perchè quando uno studente si iscrive è nostro dovere, come istituzione, garantire i corsi di studi e gli insegnamenti".
"Anche altri Presidi - prosegue Augello - avevano accolto il mio suggerimento che però alla fine non è stato raccolto e oggi non posso che essere preoccupato, anche perchè all'orizzonte dal punto di vista del DDL non mi sembrano esserci novità positive. Per ciò che mi compete ho fatto anche slittare dalla settimana scorsa a domani (oggi, ndr) il Consiglio di Facoltà che dovrà discutere della programmazione proprio per avere maggiore tempo. I Presidenti dei Corsi di studio presenteranno in questa occasione delle simulazioni sull'offerta didattica che saremo in grado di garantire. Ricordo, infatti, che la maggior parte dei docenti, sia ordinari sia associati, ha aderito alla protesta lanciata ai ricercatori".
Dal Preside di Economia parte, però, anche una proposta concreta: "Scriverò agli altri Presidi una lettera per promuovere un incontro tra tutti al fine di concertare una posizione comune, perché non possono ricadere su di noi certe responsabilità, né da parte mia sono disponibile a precettare nessuno".
Situazioni in via di definizione ancora in tutte le Facoltà sul futuro didattico per il prossimo anno accademico, come ci spiega la Preside della Facoltà di Agraria, Manuela Giovannetti: "Nel Consiglio di Facoltà di Giugno avevamo iniziato a prendere in considerazione la proposta di programmazione didattica fatta dai Presidenti dei Corsi di Laurea. Alla luce della protesta dei ricercatori nel tenere insegnamenti non obbligatori, abbiamo sospeso l'approvazione del provvedimento che sarà discusso nel primo Consiglio di Facoltà di Settembre".
"Aspetto in quella occasione - prosegue la Giovannetti - una nuova proposta dei Presidenti dei CdL e auspico che si arrivi ad un compromesso per far partire regolarmente le attività didattiche, che da un lato riconosca e non mortifichi il ruolo dei ricercatori e dall'altro riconosca i diritti degli studenti a cui deve essere garantito il servizio per cui hanno pagato le tasse".
La Preside di Agraria insiste molto su quanto spetta agli studenti: "Chi oggi si iscrive al secondo o al terzo anno ha diritto di completare il percorso di studi con gli insegnamenti previsti, quando ha iniziato il proprio corso di laurea. E noi come Facoltà, ed io come Preside, ho l'obbligo comunque di approvare una programmazione didattica, anche se la protesta dei ricercatori andasse avanti. Il mio auspicio naturalmente è che si possa trovare un punto di equilibrio. Il rischio di una offerta "rattoppata", ricorrendo alle mutuazioni, c'è, ma mi auguro che la questione si possa risolvere".
Leggi anche:
- Scienze Politiche: stop alla programmazione didattica, sì ai bandi per 85 ricercatori
- Scienze, Ingegneria e Veterinaria bloccano la programmazione didattica contro il Ddl Gelmini
- I ricercatori di Chimica e Agraria minacciano la sospensione della didattica
Questo articolo contiene 0 commenti.
Clicca qui per lasciare il tuo commento.