27/07/10 09:00 | autore: Cinzia Colosimo Stampa

Mancata discussione in Provincia su Almagroup 0

Presentata una mozione urgente da Pd, Sel, Idv e Prc, ma è mancato il numero legale

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Doveva discutersi ieri in forma di mozione urgente, un testo presentato in consiglio provinciale sulla vicenda della Almagroup a Montopoli. Invece è mancato il numero legale prima che si giungesse al testo. Stando ai mormorii di corridoio la volontà di chiudere prima la seduta è giunta in alcuni banchi "a veder la sigla Cgil". Resta il fatto che si è persa l'ultima occasione prima della pausa estiva per affrontare una discussione che si chiedeva a più voci, viste le polemiche sollevate e i risvolti delineati.

In effetti, il testo proposto da Pd, Sel, Idv e Rifondazione Comunista, parte dalla denuncia fatta dalla Cgil a fine giugno sullo sfruttamento di lavoratori nel magazzino Ce. Di di Montopoli. Non cita però la difesa a spada tratta della Cisl nei confronti del consorzio con sede a Milano, che nel frattempo si è defilato dall'appalto; né parla del feroce attacco della stessa Cisl verso il sindacato 'avversario' quando lo accusa di menzogna.

La mozione, curata dalla consigliera del Pd eletta a Montopoli Linda Vanni, va dritta al sodo e chiede un impegno finale della provincia nella direzione del pieno riconoscimento del diritto al lavoro e alla cittadinanza, a partire da una serie di anomalie rilevate dalle stesse istituzioni preposte. 

Nel documento si legge: "Preso atto dei saldi negativi in busta paga, della rotazione continua di 20/30 lavoratori extracomunitari per non più di 20 giorni all'interno del magazzino, si desume di essere in presenza di un nuova forma di schiavismo inaccettabile e intollerabile".

"Rilevato che già in passato il magazzino è stato sanzionato per violazioni amministrative varie dalla Direzione Provinciale del lavoro di Pisa - continua - e che l'ultima verifica ispettiva svoltasi il 27 maggio scorso ha confermato tali elementi di criticità", il testo poi ricorda la conclusione del contratto fra Alma e Conad e le garanzie richieste dalla Cgil e sottoscritte da Conad, sui lavoratori e sul prossimo soggetto che prenderà in gestione il magazzino.

La parte propositiva del testo dichiara che il consiglio provinciale "condanna lo sfruttamento dei lavoratori extracomunitari che si può configurare anche in questo caso come tratta di esseri umani", auspica poi la riassunzione di tutti i lavoratori e il rispetto dei loro diritti, per poi "impegnare tutte le parti sociali, istituzionali e il sistema delle imprese alla massima responsabilità e vigilanza per evitare il rischio di infiltrazioni mafiose nel territorio provinciale e a garantire altresì le necessarie politiche d'integrazione per le cittadine e cittadini immigrati, sottraendoli al ricatto dell'economia sommersa illegale, il cui riferimento culturale è la legge "Bossi-Fini".

Il dibattito sulla vicenda è stato quindi rimandato a settembre, dopo la pausa estiva, sperando che per allora il consiglio possa prendere una posizione condivisa e univoca sulla vicenda, che se da un lato è ancora oggetto di indagine, dall'altro si è presentata alla cronaca con allarmante chiarezza.

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La Vignetta - Luca Ricciarelli

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