Un nuovo cratere da impatto meteoritico in eccezionale stato di conservazione, denominato Kamil Crater, è stato recentemente scoperto nell'estremo sud dell'Egitto, presso il confine con il Sudan, da un gruppo di ricercatori Italiani ed Egiziani. L'annuncio della scoperta e un primo breve resoconto dei principali risultati ottenuti sono stati pubblicati sul numero della rivista "Science" del 22 luglio. Dell'équipe che ha condotto lo studio fa parte anche Massimo D'Orazio, professore associato di Petrografia presso il Dipartimento di Scienze della Terra.
D'Orazio ha preso parte a tutte le fasi della ricerca, dalla sua pianificazione alla elaborazione dei primi risultati, curando in particolare la caratterizzazione chimica, mineralogica e strutturale dell'impattore meteoritico. Il cratere è stato individuato per la prima volta alla fine del 2008 da Vincenzo de Michele (ex curatore del Museo Civico di Storia Naturale di Milano), attraverso l'esame di immagini satellitari della regione.
Nel febbraio 2010 è stata effettuata, nel quadro del "2009 - Anno Italo-Egiziano della Scienza e Tecnologia", una approfondita campagna geofisica nel sito del cratere da parte di circa venti ricercatori afferenti a varie istituzioni scientifiche dei due Paesi. Le università di Pisa e Siena hanno partecipato a questa ricerca con il coinvolgimento di cinque ricercatori.
"Il cratere Kamil Crater - spiega il prof. D'Orazio - ha una forma circolare con un diametro di circa 45 metri e presenta una spettacolare struttura raggiata, sino ad ora osservabile solo su altri corpi extraterrestri del Sistema Solare come Marte o Luna e prodottasi durante l'impatto esplosivo con il proiettile meteoritico. Quest'ultimo era costituito da un corpo metallico della massa di circa 10 tonnellate che, durante l'impatto, in parte si è fuso e in parte si è frammentato in una miriade di schegge di svariate dimensioni disseminate nell'area circostante il cratere. Circa 1.7 tonnellate di frammenti del meteorite (il maggiore di 83 kg) sono stati raccolti durante la campagna geofisica". La maggior parte di questo materiale è conservato presso il Museo Geologico del Cairo, mentre circa 20 kg di meteoriti sono conservati presso il Museo Nazionale dell'Antartide (Università di Siena) e il Museo di Storia Naturale dell'Università di Pisa".
"Per la sua età geologicamente giovane, probabilmente inferiore a 5000 anni, e per il clima iperarido della regione sahariana - prosegue ancora il professore - il cratere Kamil Crater si è mantenuto in condizioni assai prossime a quelle esistenti al momento dell'impatto e può essere considerato il cratere da impatto di piccole dimensioni meglio conservato del nostro pianeta. Per questo motivo il suo studio approfondito costituirà un riferimento mondiale per la comprensione dei meccanismi di formazione dei piccoli crateri da impatto meteoritico. Questo tipo di impatti con la Terra di corpi extraterrestri di questa scala avvengono a cadenza decennale o secolare e costituiscono quindi un costante pericolo per il nostro pianeta e i suoi abitanti".
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