27/07/10 08:16 | autore: redazione Pisanotizie foto video Stampa

Sfratto Rebeldia: le associazioni devono lasciare via Battisti entro il 30 ottobre 4

Il giudice ha riconosciuto che il comodato d'uso è scaduto, ma anche che le attività delle associazioni non possono cessare da un giorno all'altro. Concessi dunque 90 giorni per liberare l'attuale sede. Ermete Realacci, parlamentare PD: "Una grande occasione per tutti: subito una soluzione condivisa" SEGUI GLI AGGIORNAMENTI

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Ore 16:50 - Il comunicato delle associazioni del Progetto Rebeldia - Grande soddisfazione anche dal Progetto Rebeldia espressa in un comunicato uscito a poche ore dalla sentenza: "Il 27 luglio segna un passaggio fondamentale nella vicenda del Progetto Rebeldía: la conclusione del processo di sfratto intentato dalla Compagnia Pisana Trasporti (CPT)".

"Con la concessione di 90 giorni - specificano le associaizoni del Progetto Rebeldia - il giudice riconosce quello che il Sindaco e i suoi assessori hanno tentato a più riprese di negare: le dimensioni e la complessità delle strutture che consentono al Progetto Rebeldía di vivere e operare".

Il comunicato ricorda dunque i passaggi che hanno condotto alla sentenza di oggi: "L'udienza era inizialmente prevista per il prossimo 29 settembre. Era stata poi anticipata per agevolare l’inizio dei lavori della Sesta Porta, in un pesante clima di pressione, in cui l’Amministrazione comunale ha scientemente disinformato i cittadini ventilando la minaccia di pesanti penali che sarebbero partire dalla fine di giugno. La cosa si è rivelata falsa, dal momento che le uniche penali esistenti sono quelle legate ai contratti di vendita, che ricadranno personalmente sugli amministratori a partire dal maggio 2013. Per il resto, di bandi e appalti di gara per i lavori di demolizione e di ricostruzione non c’è alcuna traccia".

Le associazioni di Rebeldia si chiedono quale sarà da oggi l’atteggiamento dell’Amministrazione comunale: "Si continuerà a tentare di imporre a Rebeldía una "non soluzione" che non tenga in considerazione la reale natura del Progetto? Oppure, si sfrutteranno i prossimi tre mesi per iniziare un serio percorso pubblico di individuazione di una sede adeguata alle 31 associazioni, tornando a dialogare con il tessuto sociale e civile pisano, come augurato da ultimo anche dal deputato PD Ermete Realacci?"

In conclusione, secondo quanto riportato dal comunicato, "la politica non è stata finora capace di dare risposte all’“Affaire Rebeldía” solo perché non ha voluto, perché non ha  inteso ascoltare i segnali netti e chiari giunti da più parti per arrivare a soluzioni rapide e a basso costo, come quella dell’ex Asnu, che avrebbe anche il vantaggio di inaugurare un nuovo corso nei rapporti tra Università e città, auspicato da più parti. Da oggi si apre dunque una nuova fase, nel corso della quale l’Amministrazione comunale sarà chiamata a dimostrare, senza arroganza, ma con fatti concreti, la sua reale intenzione di far partire i lavori per la Sesta Porta".

L'invito da parte di Rebeldia è per una Assemblea pubblica cittadina che si terrà mercoledì 28 luglio alle 21.30 a Rebeldía, ancora in via Battisti 51.

Leggi il comunicato integrale del Progetto Rebeldia

Ore 16:10 - L'intervento di Ermete Realacci

“La sentenza del Tribunale che sposta le lancette di 90 giorni in avanti, offre l’occasione per individuare una soluzione condivisa e accettabile per tutti” Commenta il deputato PD Ermete Realacci.

“In questo senso, tutte le forze in gioco, e sottolineo tutte, hanno una ulteriore occasione per risolvere il problema, purché non si facciano trascorrere invano i prossimi 90 giorni – prosegue Realacci - Da un lato ci sono le ragioni ed i vincoli dell’Amministrazione Comunale, dall’altro ci sono le ragioni di una esperienza e di un tessuto associativo che sarebbe riduttivo non riconoscere come un patrimonio di iniziativa politica e culturale, di tutta la città: da queste due ragioni, può e deve essere trovata la risposta alla attuale empasse. Prendendo spunto ad esempio, dalla posizione dei tre candidati a Rettore che hanno ribadito la loro disponibilità a collaborare e convocare al più presto il CUT (l’organo di confronto università territorio) come ha chiesto peraltro anche il gruppo consiliare del PD”.

Ore 15:40 - Le prime reazioni dopo la sentenza. SEL e Rifondazione Comunista

Non si fanno attendere le prime reazioni dal mondo della politica. "La sentenza di oggi è seria, articolata e ragionevole. Come ogni sentenza va rispettata - scrive in una nota il portavoce provinciale Sinistra Ecologia Libertà Dario Danti - Ci sono tutte le condizioni per verificare meglio le ipotesi in campo per una soluzione definitiva e unitaria a tutto il Progetto Rebeldìa, a cominciare dalla sede ex-ASNU a partire da un sopralluogo delle istituzioni e delle associazioni, così come più volte chiesto anche dall'Amministrazione Provinciale di Pisa".

Soddisfazione anche da parte di Rifondazione Comunista, che interviene su Rebeldia per mano del responsabile provinciale per l'università Federico Oliveri: "Chi sperava di trovare nella magistratura una sponda per un’operazione di sgombero in tempi brevi, magari nel cuore dell’estate, e soprattutto in assenza di una effettiva e condivisa nuova collocazione delle associazioni del progetto, è stato riportato alla realtà e al buon senso".

Secondo quanto riportato dalla nota "Non si possono interrompere in modo violento e unilaterale trenta e più attività associative, il cui valore è stato riconosciuto più volte dall’intera città di Pisa. Né si possono invocare in maniera ricattatoria le penali che verrebbero pagate - non dai cittadini, ma dai responsabili dei procedimenti in Comune - per la mancata consegna dei lavori della Sesta Porta nei tempi pattuiti".

Il riferimento a quanto dichiarato dai tre candidati a Rettore per quanto riguarda la collocazione di Rebeldia all'interno dei locali dell'ex-Asnu non è messso in secondo rilievo: "Tutti e tre i tre candidati hanno già marcato, sulla questione Rebeldía, la loro distanza dall’irresponsabile chiusura del rettore Pasquali, ribadendo il loro impegno a trovare una soluzione condivisa e a riconsiderare gli spazi dell’ex-Asnu come possibile nuova sede del progetto. Quest’ultima è, a nostro avviso, la migliore soluzione attualmente in campo, sia dal punto di vista logistico che economico. Ci auguriamo che nella Conferenza di servizi convocata per venerdì prossimo tutte le parti interessate ne prendano atto e si attivino per concretizzare in tempi rapidi questa soluzione".

Ore 13:30 - La sentenza
Il giudice ha concesso al Progetto Rebeldia 90 giorni per lasciare l'edificio in via Battisti.

Pur riconoscendo che il comodato d'uso è scaduto e che dunque l'immobile deve essere rilasciato, il giudice ha altresì riconosciuto che le molteplici attività delle associazioni non possono cessare ex abrupto. Da qui la concessione al Progetto Rebeldìa di 90 giorni (scadenza 30 ottobre) per mobilitare in altra sede le strutture attualmente collocate in via Battisti.

Ore 10:30
Conclusa l'udienza, il giudice si è ritirato per deliberare. La sentenza sarà comunicata alle parti alle ore 13.
Dalle ore 9 è in corso il presidio delle associazioni del Progetto Rebeldìa di fronte al Tribunale, allestiti gazebo e una colazione per protestare contro il rischio di sfratto.

Circa una cinquantina i presenti che questa mattina si sono riuniti nella piazza per attendere la decisione del giudice. E da una finestra affacciata sul Tribunale è spuntato uno striscione di solidarietà che recita "In questa triste città Rebeldìa resisterà".
Il presidio è in corso, le associazioni invitano la cittadinanza a riunirsi sotto al Tribunale alle 13 per aspettare la sentenza.

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Si svolgerà questa mattina a partire dalle ore 9 al Tribunale di Pisa l'udienza per la scadenza del comodato d'uso gratuito dei locali di via Battisti da parte delle associazioni del Progetto Rebeldìa. Per l'occasione, così come la settimana scorsa, quando fu presa la decisione da parte del giudice di rinviare l'udiena al 27 luglio, le associazioni saranno nuovamente davanti al Palazzo di Giustizia per fare sentire la propria voce e chiedere una soluzione condivisa che possa garantire la stabilità e l'unità di tutte le attività portate avanti in questi anni dal progetto.

Nel frattempo l'amministrazione comunale ha annunciato che nel corso di questa settimana si riunirà la conferenza dei servizi a cui parteciperanno oltre il Comune, anche la Provincia, l'Università e l'Azienda regionale per il diritto allo studio, per definire nel concreto l'ipotesi di via Saragat, dopo che giovedì scorso l'Amministratore delegato di Ferrovie dello Stato "Sistemi Urbani", Carlo De Vito, e il direttore di produzione di Rete Ferroviaria Italiana Maurizio Gentili, hanno sottoscritto l'impegno alla concessione dell'area.

Le associazioni di via Battisti, intanto, rilanciano sull'ex-Asnu: "La soluzione ex ASNU - scrivono dal Progetto Rebeldìa - è secondo noi la migliore da tutti i punti di vista, e questo è stato riconosciuto da molti. Dal punto di vista economico, garantisce l'investimento su pubblico anziché su privato; dal punto di vista strutturale, è una soluzione già pronta all'uso; dal punto di vista sociale, Rebeldía potrebbe fornire gratuitamente servizi agli studenti integrandoli con quelli universitari, biblioteca, arrampicata sportiva, corsi gratuiti di italiano per stranieri".

"Esistono - proseguono le associazioni - i tempi per fare sì che la recente apertura dei candidati a rettore sulla questione ex ASNU (le elezioni di Ateneo sono a settembre) possa produrre dei risultati positivi per un effettivo coinvolgimento dell'Università nelle questioni cittadine. Tanto più che la sede di via Saragat, così come è, non sarebbe disponibile prima del 30 ottobre per i lavori di bonifica esterna e la liberazione dell'area da parte delle Ferrovie".

E i tre candidati alla massima carica dell'ateneo (il prof. Augello, la professoressa De Francesco e il prof. Miccoli), dopo la dura nota polemica del Rettore, Marco Pasquali, che rivendica a sé il potere decisionale sugli spazi dell'università, hanno diffuso sulla "questione Rebeldìa" una seconda nota congiunta.

"In merito alla nostra dichiarazione - scrivono i tre docenti - sulla situazione del Progetto Rebeldìa, espressa al termine di un dibattito al quale siamo stati invitati come docenti dell'Università di Pisa che hanno dato la loro disponibilità a presentare la loro candidatura a Rettore, precisiamo che con essa abbiamo inteso manifestare il nostro apprezzamento per il progetto e l'impegno, nel caso che uno di noi venisse eletto, a sostenerlo. Il nostro riferimento ai locali ex-Asnu - dichiarati indisponibili dall'amministrazione universitaria - manifesta semplicemente la disponibilità a prendere in considerazione, se in futuro fosse necessario ritornare sulla questione, le varie possibilità che emergeranno dalla concertazione con gli enti interessati".

"Ribadiamo - proseguono i tre candidati Rettore - che la nostra dichiarazione intende esprimere un auspicio - sentito anche dai numerosi docenti dell'ateneo che hanno firmato un appello in tal senso - che le parti in causa trovino soluzioni e individuino percorsi appropriati e condivisi, tenendo conto delle scadenze contrattuali e degli impegni assunti. Tale dichiarazione, pertanto, non aveva e non poteva avere alcuna valenza istituzionale. Le responsabilità di decisioni in merito all'uso dei locali, per quanto riguarda la posizione dell'ateneo pisano, competono unicamente all'attuale rettore il quale saprà dare, di concerto con gli organi politici e gestionali dell'ateneo, il suo contributo in sede di conferenza dei servizi alla soluzione della questione urgente dell'utilizzo di strutture che sono sin da ora disponibili".

 

Questo articolo contiene 4 commenti.

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2010/07/27 17:07:51 Final User @ Fortebraccio

valesse sempre e per tutti... garberebbe anche a noi, quel motto

tuoi

Rosencrantz & Guildenstern

2010/07/27 16:07:45 Il Merovingio Lo dissi dopo aver visto Sanremo e lo ripeto ora:
VIA EMANUELE FILIBERTO, per il bene di tutti!

2010/07/27 16:07:17 Forte Braccio DURA LEX, SED LEX !

2010/07/27 13:07:11 drugo lebowski Ora Ex Asnu!

Sentenza sgombero Rebeldia - di Luca Motta

La Vignetta - Luca Ricciarelli

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