Nella difficile giungla delle autorizzazioni richieste alla Provincia per il trattamento di rifiuti con finalità di recupero energetico, vi sono progetti che spiccano per la loro localizzazione: "delicata" come nel caso di Vicopisano e Santa Luce, "affaticata", come a Pontedera o nel Comprensorio del Cuoio.
A Castelfranco di Sotto infatti, ad aver presentato un progetto è la Waste Recycling, azienda che opera nello smaltimento dei rifiuti sul territorio, che già negli anni passati aveva tentato, non riuscendoci, la strada di un gassificatore e che ha presentato ora l'ipotesi di un pirogassificatore di rifiuti industriali.
Il 1° luglio la Provincia ha escluso il progetto dalla Valutazione di impatto ambientale, e la conferenza dei servizi continuerà il suo iter che al momento è ancora in fase istruttoria, tenendo conto delle prime prescrizioni e raccomandazioni fatte.
Da Castelfranco emerge nuovamente un secco 'no', tramite il Comitato permanente per la tutela e la salvaguardia dell'ambiente e del territorio di Castelfranco di Sotto che ha già indetto una raccolta di firme. E dalla stessa Amministrazione Comunale si chiedono alla Provincia impegni per garantire la partecipazione dei cittadini e per una pianificazione di area vasta.
Secondo la relazione della Provincia, l'impianto proposto permetterebbe di convertire circa "il 5% dei rifiuti non pericolosi in energia elettrica e termica in modo da coprire l'80% del fabbisogno energetico della piattaforma".
Tratterebbe rifiuti speciali non pericolosi, circa 30 tonnellate al giorno, provenienti "dalla lavorazione del legno, dall'industria tessile, dalla lavorazione delle pelli, rifiuti di imballaggio, CDR, pneumatici, rifiuti plastici, fanghi, car-fluff, ecc."
12.000 tonnellate all'anno, 1.500 kg all'ora, "un combustore, costituito da camera di pirogassificazione (temperatura 900-1000°C), camera di combustione (temperature 1600°C) e camera di post-combustione (temperatura in uscita 1500°C)". Energia prodotta: "Potere calorifico medio dei rifiuti -3400 Kgc/kg; Energia elettrica prodotta (al lordo dei consumi) 650 kW; energia termica a bassa entalpia prodotta 3300 kW".
Ricadute atmosferiche? Risponde la relazione: "Il proponente ha presentato uno studio previsionale delle ricadute dei principali inquinanti (SOx, NOx, Polveri totali PTS e metalli) e delle diossine emessi dall'impianto in esercizio utilizzando come dati di input nel modello le emissioni riferite al limite normativo, mettendosi quindi nelle condizioni più gravose. Per quanto riguarda i risultati dello studio previsionale, evidenziano che i limiti di legge per la qualità dell'aria imposti dal DM 60/2002 sarebbero rispettati, che lo stato delle qualità dell'aria misurato alle centraline di rilevamento presenti nella zona rimarrebbe pressoché invariato e che la quantità di diossine e delle varie classi di metalli pesanti considerate accumulata nel terreno nel punto dove si verifica la massima deposizione sarebbe, in ogni caso, almeno quattro ordini di grandezza inferiore al limite imposto" dalla 152/2006.
Gli abitanti del Comprensorio già conoscono gli effetti del trattamento dei rifiuti, in qualche caso ne riconoscono l'indubbio vantaggio economico, nella maggior parte vi intravedono la convivenza con i persistenti odori chimici, la vista dei vasconi ai margini delle strade, i camion che fanno la spola dalla zona industriale allo stabilimento.
E l'amministrazione di Castelfranco, dicevamo all'inizio, chiede impegni alla Provincia. Dal suo blog l'assessore all'Urbanistica Cristian Pardossi pubblica alcune considerazioni sul progetto: "L'amministrazione comunale, nel momento stesso in cui ha inviato alla Provincia le proprie osservazioni ha chiesto che fosse attivato anche un percorso di coinvolgimento della cittadinanza tramite la legge regionale sulla partecipazione".
"Come preannunciato - prosegue la nota - il Comune ha chiesto che il progetto fosse sottoposto a V.I.A, la Provincia di Pisa tuttavia ha deciso di non accogliere la richiesta".
Un'affermazione rilevante, che assommata a quelle successive solleva nuovi dubbi sulla condivisione di scelte, fra Enti e partiti di maggioranza.
Continua Pardossi, spiegando che nella seduta della commissione consiliare competente, tenutasi lo scorso venerdì 23, "sono state illustrate le controdeduzioni dell'amministrazione comunale: innanzitutto faremo notare alla Provincia che manca una pianificazione su questi temi (il piano dei rifiuti industriali non è stato mai approvato) e che quindi ogni decisione dovrebbe essere sospesa in attesa di avere una adeguata e puntuale programmazione".
L'assessore all'urbanistica di Castelfranco di Sotto inquadra l'ambito normativo nazionale e locale in cui si inserisce questa e le altre richieste: "E' bene ricordare poi che ci troviamo di fronte al progetto di un'azienda privata e che per tale motivo la pianificazione dovrà prevedere anche adeguati sistemi di controllo pubblico a cui tali aziende si dovranno sottoporre. Inoltre - continua Pardossi - come annunciato in tempi non sospetti, nel percorso di revisione del Regolamento Urbanistico comunale inseriremo anche noi elementi di programmazione legati alla produzione di energia da fonti rinnovabili e non convenzionali. In secondo luogo, proprio avvalendoci della legge regionale sulla partecipazione vogliamo dare avvio ad un percorso che nei prossimi mesi coinvolga cittadini e associazioni, chiamando Asl, Arpat, Università, Provincia, Regione, e altri tecnici esterni per approfondire tutti gli aspetti legati all'impatto che tale impianto potrebbe avere sulla salute dei cittadini e sull'ambiente di una zona particolare come la nostra". E chiude: "Al termine di questi percorsi di partecipazione e pianificazione il Sindaco di Castelfranco e il Presidente Pieroni, massimi responsabili dei governi locali interessati, avranno gli strumenti per poter prendere un decisione condivisa e consapevole nel rispetto dell'interesse generale".
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